Reggio, quanto sei sportiva? Gli enti di promozione eccellono. Ma gli impianti sono da rivedere

2026/08/30

Categories: world-news

di Elia Biavardi

Sportivi sì, ma con eccellenze e contraddizioni. Reggio si conferma una delle province italiane dove lo sport è molto radicato nel tessuto sociale, capace di produrre risultati di alto livello e di contare su una rete importante di società sportive. Dall’altro lato, però, emergono limiti strutturali che impediscono al territorio di compiere il salto di qualità. È forse questa la fotografia che merge dalla ventesima edizione dell’Indice di Sportività del Sole 24 Ore, che vede la provincia reggiana chiudere al 31° posto nazionale con 354,4 punti nella classifica generale (Milano prima ne ha 1000), in una graduatoria che prende in esame 32 indicatori tra risultati agonistici, diffusione della pratica sportiva, impiantistica, investimenti, organizzazione di eventi e ricadute economiche e sociali dello sport.

A fare la differenza in positivo è soprattutto la forza dell’associazionismo sportivo. La provincia reggiana ha conquistato un ottimo terzo posto nazionale per la presenza degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni: Csi, Uisp, Libertas, Aics, Csen e Acsi. Un dato importante che certifica la vitalità di un modello costruito negli anni grazie al lavoro di centinaia di società e migliaia di volontari.

Ma è positivo anche il dato relativo agli investimenti nello sport, dove Reggio è tredicesima in Italia, segnale di un territorio che continua a credere nelle infrastrutture e nell’ammodernamento degli impianti.

Note di merito anche nella categoria dedicata agli sport di squadra, altro punto di forza della provincia che si posiziona sedicesima nella graduatoria complessiva. Manco a dirlo, il basket è uno dei capisaldi del territorio e il nono posto nazionale conferma una tradizione da anni consolidata con la Pallacanestro Reggiana in pianta stabile da lustri in serie A e con un vivaio eccelso. Ma ancora più sorprendente è il quarto posto ottenuto nella voce “altri sport di squadra“, che comprende rugby, baseball, hockey e pallanuoto e i risultati del 2025/2026. Un piazzamento al quale contribuisce anche il percorso del Valorugby, ormai presenza stabile ai vertici del rugby nazionale e quest’anno campione d’Italia. Un altro elemento significativo riguarda la distribuzione delle società sportive. Reggio è undicesima in Italia per la presenza di club con sede fuori dal capoluogo, confermando che lo sport non è concentrato esclusivamente in città, ma è diffuso in maniera capillare nei comuni della pianura e dell’Appennino, dove rappresenta un importante strumento di aggregazione sociale.

Passando alle note dolenti invece, le prime arrivano negli sport individuali. Da un lato spicca il diciassettesimo posto nell’atletica leggera, segnale di una realtà fortemente competitiva, ma dall’altro pesa – forse neanche troppo – il 96° posto negli sport dell’acqua, dato inevitabilmente condizionato anche dalle caratteristiche geografiche del territorio.

Le maggiori criticità emergono infine nel rapporto tra sport, economia e territorio. Se la provincia si difende con un buon diciottesimo posto per numero di “imprese, addetti e fiere“ legate al settore sportivo, il quadro cambia radicalmente quando si parla di turismo sportivo, dove la città del Tricolore precipita all’80° posto nell’indicatore dedicato agli impianti e agli eventi capaci di attrarre visitatori. Un risultato che riporta al centro un tema già emerso più volte negli ultimi anni, soprattutto guardando all’Appennino reggiano. Nonostante il crescente interesse per trekking, ciclismo, mountain bike ed e-bike e un patrimonio naturale riconosciuto, il territorio continua a scontare una carenza di strutture ricettive, servizi dedicati e un’offerta sufficientemente organizzata per trasformare lo sport in un vero motore turistico. Un potenziale ancora in parte inespresso che l’Indice di Sportività mette nero su bianco.

Insomma, la fotografia del Sole 24 Ore racconta una provincia solida, con basi associative tra le migliori d’Italia e un’elevata qualità negli sport di squadra, ma che dovrà investire ancora per colmare il divario in alcuni settori e valorizzare maggiormente lo sport come leva di sviluppo economico e turistico.

Elia Biavardi

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