Reddito, lo sprint di Fico: il sussidio sarà concesso a chi non ha altri assegni

2026/10/06

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Il reddito di cittadinanza in salsa campana è ancora allo studio ma già accende le polemiche. Eppure è in queste ore che gli uffici di palazzo Santa Lucia stanno verificando i margini per poter varare la manovra. Anzitutto capire quale sarà la platea di riferimento e quanti soldi possono essere appostati. Se ne discute in vista del Bilancio di fine anno anche se è quasi sicuro che se ne parlerà solo per la prossima primavera. Ma, anzitutto, si attende si sapere dall’Inps il numero di persone nella fascia più disagiata che non percepisce altri tipi di sussidio.

«La base del ragionamento è individuare la platea, composta da tutte le persone che non prendono assolutamente niente: né un assegno disoccupazione, né un assegno di inclusione, cioè che sono fuori da qualsiasi cosa. E queste persone non possono rimanere fuori da tutto», ha spiegato la settimana scorsa il governatore. E così viene confermato nel documento di economia e finanza (Defr) per il biennio 2027-2029 approvato ieri mattina in consiglio regionale: «Si valuteranno eventuali interventi finalizzati all’individuazione di un’efficace misura regionale di sostegno al reddito sulla puntuale ricognizione della platea dei potenziali beneficiari associando percorsi personalizzati di inclusione, autonomia sociale e lavorativa». «Il Defr definisce le priorità e gli obiettivi del nostro lavoro per i prossimi anni. Al centro - spiega ieri Roberto Fico - ci sono la sanità pubblica, le politiche sociali, il sostegno alle persone più fragili, la tutela dell’ambiente, le bonifiche, il lavoro e la formazione. Vogliamo una Regione capace di essere vicina alle persone, garantire servizi e diritti e ridurre le disuguaglianze. È una direzione sulla quale stiamo già lavorando, con interventi per rafforzare l’inclusione e la sanità territoriale». «Siamo sul binario giusto», aggiunge il governatore uscendo dall’aula non appena incassato l’ok al documento di programmazione. A cui ora, settore per settore, bisogna appostare i finanziamenti in vista della Finanziaria, la prima vera manovra della sua amministrazione.

Il voto

Con il voto dei 30 consiglieri di maggioranza e quello contrario dei 16 dell’opposizione passa senza sussulti il documento di programmazione. «Viene prevista una verifica sullo stato di attuazione degli indirizzi strategici evidenziando i risultati conseguiti e le principali criticità e avvalendosi, ove opportuno, di indicatori territoriali utili a rappresentare l'avanzamento delle politiche e le relative ricadute nei diversi contesti locali», sottolinea il dem Corrado Matera, presidente della commissione Bilancio, nella sua relazione. Critica la minoranza, che attraverso il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano parla di «suggestioni cubane che richiamano la decrescita infelice». Poi lo scontro si sposta sul reddito di cittadinanza «che toglie - dice sempre l’ex ministro - risorse ai servizi reali, a partire dalla sanità, alla cultura, alla scuola, alle imprese e alle infrastrutture». «Il varo del reddito di cittadinanza mi preoccupa: ci stiamo imbarcando verso la strada dell’assistenzialismo che già tropi danni ha portato», incalza, sempre per la minoranza, Francesco Iovino per rispondere all’intervento del grillino Gennaro Saiello: «Un aiuto alle persone più disagiate serve. E ci impegneremo a vararlo». «Trovo insostenibile la riproposizione di un reddito di cittadinanza regionale. È sbagliato affrontare il tema della povertà e della fragilità attraverso una misura che rischia di trasformarsi in un nuovo strumento assistenziale che per di più spesso finisce, come dimostrano i fatti e le numerose inchieste giudiziarie ancora in corso, nelle tasche sbagliate», controbatte dopo la leghista Michela Rostan.

«Adesso viene la parte più importante: trasformare questi indirizzi negli atti e nelle politiche della Regione e verificarne concretamente i risultati. Le risorse pubbliche devono tradursi in servizi migliori, più opportunità e risposte concrete per cittadini e territori. È su questo che continueremo a lavorare, perché la programmazione abbia effetti reali sulla vita delle persone», dicono i consiglieri grillini Saiello, Raffaele Aveta, Salvatore Flocco, Luca Trapanese ed Elena Vignati soddisfatti del passo in avanti.

«Napoli torna al centro della programmazione regionale con interventi concreti. Penso, innanzitutto, al recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di competenza del Comune di Napoli, che necessitano di interventi straordinari di manutenzione, soprattutto nei tanti stabili presenti nelle periferie cittadine e nei quartieri di Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, Secondigliano, Miano, Scampia, Piscinola e in altre aree della città», sottolinea invece Nino Simeone, capogruppo di Fico presidente. Ovviamente i numeri sono dalla parte della maggioranza. Scontato, quindi, che venga respinta la risoluzione dell’opposizione. Anche se c’è un ultimo e piccolo sussulto dopo quasi 8 ore di consiglio: manca il numero legale su una mozione.

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