Dal 25 al 27 settembre le scogliere pugliesi ospitano il gran finale della World Series. Lotta a tre per il titolo maschile, riflettori sugli azzurri

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mercoledì 23 settembre 2026, 09:22 - Ultimo aggiornamento: 12:53
Dopo quattro tappe e un lungo viaggio attraverso tre continenti, la stagione 2026 della Red Bull Cliff Diving World Series si prepara al suo atto conclusivo. Dal 25 al 27 settembre le grandi altezze tornano a Polignano a Mare, la capitale mondiale dei tuffi da scogliera, che per la terza volta nella sua storia (dopo le edizioni del 2018 e del 2021) avrà l'onore di assegnare il titolo assoluto e il prestigioso King Kahekili Trophy.
Un legame profondo quello tra la cittadina pugliese e il circuito internazionale: entrata in calendario nel 2009, Polignano ospita la competizione per la tredicesima volta, un primato assoluto che ne fa la tappa più presente nella storia della manifestazione.
Voli dai balconi e dalle terrazze: lo spettacolo unico di Polignano
Ciò che rende Polignano a Mare una tappa iconica e senza eguali nel panorama sportivo mondiale è la sua straordinaria fusione con il tessuto urbano.
Qui la gara si svolge letteralmente all'interno del centro storico: gli atleti camminano tra i vicoli stretti e la folla per raggiungere i punti di stacco, mentre migliaia di spettatori seguono le evoluzioni dai balconi delle abitazioni private, dal bordo delle scogliere, dalla cala e dal ponte borbonico.
L'architettura del borgo diventa parte integrante della gara: le piattaforme sono installate direttamente sulle case del paese, con il primo round di tuffi che parte da un balcone adiacente a una camera da letto per poi spostarsi, per i round successivi, sulla terrazza di un edificio a picco sul mare.
Lotta a tre per il titolo maschile: Heslop insidiato da Lichtenstein e Popovici
Se nel tabellone femminile l'australiana Rhiannan Iffland si presenta in Puglia da regina incontrastata — avendo già conquistato a Mostar il suo decimo titolo mondiale e puntando ora alla sua decima vittoria personale nell'impianto pugliese, in occasione della sua sessantesima gara nel circuito —, tra gli uomini la corsa al titolo è più aperta che mai.
Alla vigilia degli ultimi quattro tuffi della stagione, appena 13 punti dividono i primi tre contendenti in classifica:
- Aidan Heslop: Il britannico, già campionissimo nel 2024, punta alla doppietta al rientro da un lungo infortunio.
- James Lichtenstein: Trentunenne americano, cerca il primo storico successo generale per gli USA dopo le vittorie di tappa a Boston e St. Petersburg.
- Constantin Popovici: Il rumeno, già vincitore del titolo nel 2023, insegue da vicino dopo una stagione solida caratterizzata da due successi di tappa.
Dietro di loro la battaglia è serrata anche per il quarto posto finale, l'ultimo utile per garantire la qualificazione automatica alla prossima stagione: la leggenda viva Gary Hunt (42 anni) insegue il rumeno Catalin Preda per strappargli il pass fisso per il 2027.
Tre italiani al via: gli argenti europei Cosetti e Barnaba con la wildcard Baraldi
Il pubblico di casa sarà pronto a spingere con il tifo tre beniamini italiani, tutti al via con la carta della wildcard: Elisa Cosetti tra le donne, Andrea Barnaba e Davide Baraldi tra gli uomini.
Per la coppia Cosetti-Barnaba, compagni nella vita e nello sport, l'appuntamento pugliese arriva a margine di un traguardo storico: la doppia medaglia d'argento conquistata agli Europei di Parigi dopo i tuffi acrobatici sulla Senna, all'ombra della Torre Eiffel. L'obiettivo è ripercorrere le orme di Alessandro De Rose, l'eroe locale che proprio a Polignano nel 2017 firmò una clamorosa e indimenticabile vittoria da wildcard davanti ai propri tifosi.
Dove seguire la gara in diretta tv e streaming
Il gran finale della Red Bull Cliff Diving World Series 2026 sarà trasmesso in diretta tv e streaming. L'appuntamento per la giornata decisiva è fissato per domenica 27 settembre dalle ore 13:30, in diretta sul canale 20 del digitale terrestre e in streaming su SportMediaset.it, con il racconto affidato alle voci di Marcello Piazzano e dello stesso Alessandro De Rose.
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