Ranucci, il factotum Tavares al Tg1: «Lavitola mi ha detto che è meglio se non ci sentiamo più. I due arrestati? Li conosco»

2026/07/14

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Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola e ritenuto dagli inquirenti l'intermediario con la banda che ha piazzato l'ordigno sotto casa di Sigfrido Ranucci, parla al Tg1 e dice che per ora non tornerà in Italia. «Avevo già preso pure il biglietto, dovevo tornare giovedì però ho parlato con il legale locale, mi ha detto visto come stanno le cose forse loro non ti lasciano ritornare qui in Camerun. E io adesso sto facendo un lavoro che non mi posso fermare».

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«Lavitola mi ha scritto - aggiunge Tavares - che ci sono stati la polizia, i Carabinieri e che è meglio che non ci sentiamo più». Quanto ai due presunti esecutori dell'attentato a Sigfrido Ranucci, Antonio Passariello e Pellegrino D'Avino, arrestati a fine giugno, Tavares afferma: «Ma io li conosco. Sì io ho fatto sicurezza con Pellegrino molti anni. Ognuno ha la sua vita, quando mi serviva personale per la sicurezza li chiamavo, perchè ci conoscevamo». 

Lavitola: non parlo

«Ho promesso alla Procura che non parlo. Ho interesse che non vengano inquinati i pozzi e che si facciano delle indagini più lineari possibili», le parole di Valter Lavitola a “Filorosso”, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone con Adele Grossi. Nel corso del servizio realizzato nei pressi del suo ristorante, Lavitola ha scelto di mantenere il riserbo sugli aspetti oggetto dell'indagine, ribadendo tuttavia la propria disponibilità a chiarire la vicenda non appena gli sarà consentito.

Interpellato dal giornalista sul presunto sondaggio che avrebbe sottoposto a Ranucci per valutarne un possibile impegno politico, Lavitola ha spiegato che «è evidente che non volevo lanciare Sigfrido in politica. Volevo semplicemente sottoporgli un'opzione alla quale lui non pensava proprio ed era totalmente in disaccordo».

Sul procedimento giudiziario in corso, Lavitola ha ribadito la propria posizione, continuando a dichiararsi estraneo alle accuse e annunciando che fornirà la propria versione dei fatti quando gli sarà consentito: «Ti prometto che, appena la Procura e il mio avvocato mi autorizzano, ti darò tutte le spiegazioni del caso», ha poi aggiunto, con una battuta sulla propria situazione processuale: «Anche perché il mio avvocato mi ha detto che lui non mi difende più ed è l'unico che mi fa credito. Sicuramente rimango pure con l'avvocato d'ufficio e non ho neanche la speranza che ci potrà stare Berlusconi a mandarmi un avvocato».


Ultimo aggiornamento: lunedì 13 luglio 2026, 21:47

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