Ranucci, accuse alla giudice che deve decidere sul reintegro. Il Tribunale la difende: «Preparata e imparziale». Chi è Donatella Casari

2026/09/28

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Pochi giorni fa si è riservata la decisione dando alle parti il termine per il deposito delle note per il 30 settembre 2026: la giudice Donatella Casari, del tribunale del lavoro di Roma, deciderà dunque nei prossimi giorni sul ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione della conduzione di Report, decisa dalla Rai a fine agosto. Ma una nuova polemica ha investito il caso e riguarda proprio la giudice Casari.

A sollevare interrogativi sulla magistrata alcuni quotidiani di area centrodestra tra cui Il Giornale e La Verità, rilanciati dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Vigilanza Rai: «Inquietante ma, purtroppo, non sorprendente - le sue parole - Come è noto, e come è suo diritto, Ranucci ha fatto ricorso alla magistratura per continuare a dominare lo spazio di Report, nonostante cronache quotidiane che mettono in palese difficoltà la sua reputazione. Sarà certo un caso, ma la vicenda è finita nelle mani del magistrato Donatella Casari, da poco approdata nei ranghi della magistratura del lavoro nel ruolo di presidente della sezione di Roma».

Le accuse di Gasparri

Gasparri spiega poi le sue obiezioni su Casari: «In passato la Casari, nelle sue precedenti funzioni, ha fatto parte del Tribunale dei ministri, che per il caso Almasri si scagliò contro i vertici del governo di centrodestra, chiedendo di procedere contro Mantovano, Piantedosi e Nordio. Ci diranno che è un caso. Che non c'è nulla di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di aver qualche pregiudizio... almeno questo è un nostro diritto» sottolinea Gasparri. «Casomai tra qualche giorno - afferma il senatore di Forza Italia - avremo una sorpresa. Con la conferma della validità delle decisioni della Rai nei confronti di Ranucci, al quale propone alternative professionali secondo le regole. Oppure con una rinuncia da parte di un magistrato che è stata al centro di forti polemiche. Lo scandalo Ranucci-Lavitola-Report non può finire tra i sospetti di un nuovo caso di uso politico della giustizia». 

La risposta del Tribunale

A rispondere alla polemica, questa mattina direttamente il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo: «Esprimo il mio sostegno alla dott.ssa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione». «Rilevo che l'assegnazione del fascicolo - prosegue Pontecorvo in una nota - relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi automatici, assicurano l'osservanza del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge».

Pontecorvo afferma, inoltre, che «recenti articoli di stampa, contenenti anche dichiarazioni di esponenti politici, adombrano, con maggiore o minore evidenza, una presunta carenza di trasparenza nell'assegnazione del ricorso proposto dinanzi al Tribunale di Roma dal giornalista e conduttore televisivo Sigfrido Ranucci. I medesimi organi di stampa formulano critiche nei confronti della dott.ssa Donatella Casari, assegnataria del procedimento, alla quale attribuiscono non meglio precisati pregiudizi desunti da decisioni rese in precedenti procedimenti giurisdizionali, peraltro non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte», conclude.

Solidarietà di Unicost

Solidarietà a Casari anche da Direzione nazionale di Unità per la Costituzione (Unicost): «Piena solidarietà a Donatella Casari, collega seria e di grande professionalità, che da oltre 25 anni svolge le funzioni di giudice del lavoro. Sulla vicenda è bene ricordare i fatti. Casari è stata designata, attraverso sorteggio, quale componente del Tribunale dei ministri per il caso Almasri. La componente togata del Csm si è inoltre espressa all’unanimità per la sua nomina a presidente della Sezione Lavoro di Roma. Anche il procedimento Ranucci-Rai le è stato assegnato attraverso la normale turnazione prevista dal sistema tabellare. La collega ha dunque svolto il proprio dovere d’ufficio, quale giudice naturale individuato secondo le regole di legge e le disposizioni tabellari».

«Casari sta semplicemente facendo il suo lavoro e continuerà a farlo, come sempre, con serietà, autonomia e indipendenza. Gli attacchi nei suoi confronti sono infondati e rischiano di alimentare ulteriormente quel clima di pressione nei confronti della magistratura, anche giudicante, che Unità per la Costituzione ha più volte denunciato – prosegue la nota -. Clima che, come ha ampiamente dimostrato il referendum dello scorso marzo, è incomprensibile e ormai inidoneo a costruire alcuna virtuosa riforma della giustizia. Si lasci ai magistrati la possibilità di svolgere il proprio lavoro senza condizionamenti».


Ultimo aggiornamento: lunedì 28 settembre 2026, 13:38

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