(di Francesco Gallo)
A cosa serve un classico?
Probabilmente a dimostrare come, nonostante il passare del
tempo, ci siano dei valori umani immutabili, necessari, in cui
ancora ci si riconosce. È il caso anche di 'Ragione e
Sentimento', film diretto da Georgia Oakley e tratto dal primo
romanzo omonimo di Jane Austen, nuova trasposizione di questo
classico interpretata da Daisy Edgar-Jones nel ruolo della
troppo razionale Elinor Dashwood e da Esmé Creed-Miles in quello
della sorella più emotiva Marianne. E questo a tre decenni di
distanza dalla versione cult di Ang Lee con Emma Thompson. C'è
chi vede nel film di Oakley, in sala dal 22 ottobre con
Universal, una sorta di adattamento di Jane Austen pensato per
la Generazione Z.
Ha spiegato la regista in un'intervista al New Yorker: "Da
parte mia saprei a malapena definire la Generazione Z, so solo
che il team di marketing continua a usare la parola 'yearning'
(struggimento/desiderio struggente) come una cosa tipica della
Generazione Z: sono tutti ossessionati dallo struggimento. E
Daisy sembra esserne la regina". E ancora la regista: "Questo è
il romanzo di Austen che preferisco. Per me, la storia d'amore
centrale è quella tra le sorelle, anche perché le relazioni
romantiche sono soggette a limiti piuttosto evidenti dovuti
all'epoca, mentre il legame tra sorelle non ha confini. Io sono
un'Elinor e mia moglie è una Marianne - ha continuato Oakley -.
Non direi di vederlo esplicitamente come una storia d'amore
queer, ma ci sono aspetti — in particolare nel personaggio di
Marianne — che mostrano qualcuno intento a rifiutare lo status
quo. Se dovessimo raccontare quella storia oggi, probabilmente
lei sarebbe un personaggio queer".
La prime recensioni del film, ambientato nell'Inghilterra di
fine Settecento, con la storia delle sorelle Elinor e Marianne
Dashwood che, rimaste con poche risorse, affrontano amore e
delusioni in modo opposto e imparano a trovare un equilibrio tra
ragione e sentimento, nel complesso sono abbastanza positive,
anche se il confronto con il film del 1995 è inevitabile.
Variety, ad esempio, lo considera solido e suggestivo, ma più
smorzato sia nei colori sia nelle emozioni e con meno umorismo
tipicamente austeniano. Dello stesso parere The Guardian che
definisce il film più austero, riflessivo e meno euforico del
precedente, infine The Times lo giudica più piatto di quello di
Ang Lee e troppo discontinuo.
Nessuno però mette in luce una lettura queer di quest'opera,
anche se per molti questo 'Ragione e Sentimento' può essere
letto come un inno alla cultura femminile, alla sua superiorità,
elasticità e forza contro un mondo maschile più prevedibile,
ordinario ed inamovibile. Le intenzioni della regista sono forse
tutte nella tag-line promozionale riportata su poster e schede
del film: 'Being agreeable never did a woman any good' ('Essere
accomodante/compiacente non ha mai giovato a una donna'). Una
frase non attribuibile a Jane Austen e che ha fatto discutere,
proprio perché alcuni lettori della scrittrice ritengono che dia
alla storia una sfumatura moderna che non corrisponde affatto al
percorso di Elinor e Marianne.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home