Ragazzo di 17 anni violentato dal custode a Pompei: «Mi sentivo come se fossi morto»

2026/09/17

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Un custode del Parco archeologico di Pompei si è finto una guida turistica per attirare in una domus chiusa al pubblico un turista minorenne, per poi abusare sessualmente di lui. È accaduto la mattina del 16 agosto. L'uomo, un 58enne dipendente del Ministero della Cultura, incensurato, è stato arrestato dai carabinieri coordinati dalla Procura di Torre Annunziata con l'accusa di violenza sessuale, al culmine delle indagini avviate dopo la denuncia sporta dal ragazzo al presidio dell'Arma all'ingresso degli Scavi.

«Mi sentivo come se fossi morto»

Il diciassettenne, originario del Nord Italia, era in vacanza con la famiglia e aveva già visitato gli Scavi insieme ai genitori, come riporta Repubblica. Cinque giorni dopo era tornato da solo per completare il percorso. Appena entrato, un uomo lo aveva avvicinato: l'abbigliamento faceva pensare a una guida, ma si trattava in realtà del custode, che gli aveva chiesto se avesse bisogno di una mappa. Il ragazzo aveva rifiutato, ma poco dopo l'uomo lo aveva raggiunto di nuovo, questa volta con la scusa di fornirgli informazioni storiche sul sito. Il giovane lo aveva ignorato proseguendo la visita fino all'Orto dei fuggiaschi, dove il custode lo ha infine attirato in trappola: «Vuoi visitare la Casa di Ercole? È chiusa, io però ho le chiavi».

Una volta all'interno dell'edificio, il 58enne ha costretto il ragazzo a subire violenza sessuale su una panca in pietra.

Il giovane ha opposto resistenza, ripetendo: «No, per favore, non voglio». Bloccato dal terrore, ha raccontato agli inquirenti di essersi sentito come paralizzato: «Mi sentivo come se fossi morto». Non appena l'aggressore si è allontanato, il ragazzo ha chiamato la madre, sconvolto e terrorizzato all'idea di incrociare di nuovo l'uomo. «Voglio tornare a casa», le ha detto al telefono.

Il giovane ha quindi sporto denuncia ai carabinieri. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire il comportamento del custode, che nel corso della mattinata aveva più volte cercato un contatto insistente con il ragazzo prima di attirarlo nella domus chiusa.

Le reazioni del Parco

Il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha annunciato provvedimenti disciplinari nei confronti dell'indagato, definendo l'episodio un «fatto gravissimo e scioccante, per di più accaduto in un luogo che dovrebbe essere un presidio di umanità e cultura». Anche l'assessora regionale Claudia Pecoraro è intervenuta sulla vicenda, sottolineando la gravità di un abuso avvenuto in un luogo pubblico di cultura: «Non è un privilegio, ma un diritto. Le istituzioni hanno il dovere di garantirlo».


Ultimo aggiornamento: giovedì 17 settembre 2026, 17:57

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