Ragazzini di 12 e 13 anni vendono limonata per comprare un motorino Ciao: la polizia li ferma, scatta la gara di solidarietà

2026/08/06

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PRADAMANO (UDINE) - «Mio figlio, di 13 anni, e due suoi amici gemelli di 12 anni volevano comprarsi un motorino Ciao. Avevano pensato che la cosa migliore da fare fosse svegliarsi alle 5 del mattino per preparare la limonata e il caffè per i passanti della via e del paese con un banchetto fuori da casa nostra. Non avremmo mai pensato che si sarebbe scatenata una cosa simile». Così la madre di uno dei tre ragazzi coinvolti, Raluca, racconta la vicenda, che si è conclusa con una visita a domicilio degli agenti della Polizia locale nell’abitazione di Pradamano, in provincia di Udine, «un’informativa» da firmare e il conseguente stop al banchetto improvvisato, che era stato allestito alla buona con la scritta “Ai tre amici” su una lavagnetta che elencava le bevande e i dolci offerti dai tre adolescenti.
È stata proprio lei a segnalare sui social che «la loro lodevole iniziativa di potersi comprare un motorino Ciao è stata “premiata”» dalla segnalazione da parte di una persona, «in quanto sprovvisti di un’autorizzazione per somministrazione di bevande e di cibo. I tre ragazzi ringraziano tutti quelli che hanno supportato il loro progetto con la promessa che il sogno cercheranno di realizzarlo attraverso altre iniziative», aveva scritto l’altro giorno Raluca nel post, rilanciato anche dall’ex vicesindaco Andrea Zorzini, scatenando molti commenti. 


Il banchetto


«Sognavano un motorino a testa. Ma avevano iniziato a raccogliere i soldi intanto per un Ciao. Hanno iniziato giovedì scorso a preparare la limonata, il caffè, i pezzi di anguria. Io gli ho detto: “Facciamo anche i muffin” - racconta la mamma, che ha una passione per la pasticceria e che in passato aveva pensato di avviare un’attività domestica, esperienza in seguito abbandonata -. La sorella ha fatto i biscotti. Forse abbiamo sbagliato, ma volevamo sostenerli in questo sogno. In Romania si fanno cose così. Stavano lì quasi tutto il giorno. Si svegliavano alle 5, poi venivano a casa nostra e si tenevano occupati fino a sera per il banchetto». Ma per distribuire e vendere dolci e bevande serve l’autorizzazione alla somministrazione, che i ragazzini non potevano avere e così «martedì è arrivata la Polizia locale alla nostra porta», riferisce ancora la mamma, di origini rumene come il marito, che da 19 anni vive in Italia, prima a Buttrio e da 9 anni a Pradamano. 


I media

L’eco mediatica, prima sui social e poi sui mezzi di comunicazione, che ha proiettato Pradamano sotto i riflettori di mezza Italia, ha procurato una reazione a catena. «Qualcuno della comunità ci ha contattato perché avrebbe voluto aprire un conto, con un Iban, per raccogliere i soldi. Ma noi non vogliamo questo. Le donazioni si fanno per problemi più grandi, di salute o di altro genere. Loro sono dei ragazzi che vogliono un motorino. Abbiamo già detto di no», riferisce Raluca. Ma ci sono anche altre persone che si sono fatte avanti per regalare un “Ciao”. Un valdostano da oltre 90mila follower su Instagram, con la passione per i motori e le imprese su ruote, ha contattato la famiglia del tredicenne per spedire a Pradamano ai ragazzi un Ciao da sistemare. «Siamo in contatto - conferma Raluca -. Ha detto che la gente l’ha sempre aiutato e ora vuole aiutare i ragazzi. Ma vorremmo contribuire alle spese per la spedizione, magari con i soldi raccolti dai ragazzi con il banchetto. Valuteremo». 
Uno dei primi a fare pubblicità al banchetto era stato proprio Zorzini, che l’aveva scoperto il sabato andando a prendere l’”acqua del sindaco” alla casetta. «Incuriosito, mi sono fermato a parlare con i ragazzi che mi hanno detto che si erano messi lì per guadagnare quattro soldini vendendo limonata e caffè per comprare un Ciao. Mi sono commosso, da cinquantenne mi sono rivisto nella mia adolescenza. C’erano anche i genitori e ho chiesto se potevo fargli pubblicità. Ha funzionato, con un ritorno sia fra la gente del paese sia a Udine. Tantissimi si sono recati al banchetto, più di qualche anziano anche solo per chiacchierare con loro. Ormai il mondo dei ragazzini è altro, sta in uno smartphone: vedere questi che si svegliano alle 5 per preparare la limonata mi è sembrata una cosa da libro Cuore. Poi martedì mi hanno avvisato che erano passati i vigili. Gli avrebbero dato un’ammonizione invitandoli a sbaraccare, ma nessuna sanzione amministrativa. I genitori non vogliono dei soldi, ma noi genitori pensavamo di fare una festa privata per fare una colletta. In tanti mi stanno contattando anche per regalare dei motorini. Si sta creando un bel clima». Sui social, a sostegno dei ragazzi era intervenuto anche il sindaco di Premariacco Michele De Sabata.

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