Ragazzi salvano il campetto assieme ai bulletti del quartiere: «Era abbandonato, ora tutti possono giocare a calcio. E magari tra noi c’è un futuro Cisse»

2026/08/26

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TREVISO - «Sono nato qui, a Santa Bona, e in quel a campetto sono cresciuto. Da tempo era in degrado e non ce la facevo più a vederlo così: mi piangeva il cuore. Allora ho chiamato qualche amico, ci siamo rimboccati le maniche e lo abbiamo sistemato. E abbiamo anche fondato un’associazione per tenerlo curato. E sa una cosa? Abbiamo anche coinvolto i cosiddetti “bulletti”, i ragazzini che noti per dare fastidio ai residenti. Invece si sono dimostrati ragazzi disponibili, collaborativi. Anche loro ci hanno aiutato». Isac Lodi Casagrande racconta così la rinascita del campetto di calcetto dell’Immacolata. E all’ultimo torneo del “paletto”, una tradizione per il quartiere che ha ripreso animo dopo un periodo di fiacca, hanno partecipato ben otto squadre e tantissima gente. Si sono sfidati a calcetto, divisi anche per nazionalità. È stato un grande successo, una festa popolare come non si vedeva da tempo. E tutto organizzato da un gruppo di ragazzi, alcuni nati in Italia anche se di origine straniera, che non hanno voluto cedere all’inedia e all’abbandono. E hanno trascinato, solo con l’esempio, anche altri residenti. Una storia da raccontare.


La scintilla

Nello scorso aprile a Ca’ Sugana è arrivata l’ennesima protesta. Un’ultima denuncia da parte di residenti ormai stanchi di vedere il campetto dell’Immacolata sprofondare tra rifiuti e degrado: «Qui nessuno viene più a pulire, ci sono gruppetti di ragazzini che sporcano e tutto lasciato nel degrado. E chi vuole giocare, qui, non ci viene più». Isac lo è venuto a sapere ed è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Con un gruppo di amici abbiamo deciso di metterci in gioco - racconta - abbiamo contattato il Comune e ci siamo proposti per prenderci cura del campetto». A Ca’ Sugana il sindaco Mario Conte e il vice Alessandro Manera hanno colto la palla al balzo. Felicemente sorpresi di avere di fronte un gruppetto di giovani così decisi, hanno fatto in modo che la struttura venisse ripulita e poi l’hanno affidata temporaneamente ai ragazzi che nel frattempo si erano costituiti in associazione: «Abbiamo fondato la Ads Santa Bona Attiva - sottolinea Isac - siamo partiti in dieci. Il nostro obiettivo è semplice: prenderci cura del campetto, renderlo fruibile a tutti. E organizzare dei tornei per il quartiere. Il Comune ha ripulito l’area e noi ci siamo impegnati a mantenerla in ordine. Il tutto a titolo volontario, senza pretendere nemmeno un euro. Solo per poter usare il campetto».


L’obiettivo

E quando la voce che un gruppetto di ragazzi stava lavorando per riportare agli antichi splendori il campetto e che voleva ripristinare la tradizione del “paletto”, Santa Bona è stata percorsa da un’ondata di vitalità. «Hanno iniziato a contattarmi in tanti - dice un po’ divertito Isac - non me l’aspettavo. Anche il parroco ha messo a disposizione l’area di sua competenza. Poi ci hanno contattato diverse attività del quartiere come il bar da Bepi, il Panta Nike, la fioreria: ognuno ha dato il suo contributo. Alla fine, al “paletto”, si sono iscritti 86 giocatori. Qualcuno anche di serie D. Ci sono state partite bellissime, con tanto pubblico. E’ stato un bel momento. Il campetto adesso è sempre aperto a tutti, a chiunque voglia giocare a calcio. Ci piacerebbe attrezzarlo anche per il basket e il volley. Ma vediamo: a breve il Comune assegnerà la gestione della struttura, speriamo di essere presi in considerazione. Lo vorremmo mantenere sempre aperto a tutti, gratuito. E continuare a organizzare, di tanto in tanto, dei tornei per fare giocare i ragazzi di Santa Bona e non solo». E il caso di Alphadjo Cisse, il giovane attaccante del Milan partito proprio da un campetto trevigiano, spinge Eric a sognare: «È proprio questo lo spirito con cui stiamo lavorando a Santa Bona, creare un luogo dove bambini e ragazzi possano divertirsi, crescere e magari scoprire il proprio talento. Cisse ci insegna che anche dai campetti di periferia possono nascere grandi campioni. Speriamo quindi che sabato, al torneo, ci sia anche il nostro futuro campione»
 

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