Ragazza sfregiata in metropolitana a Milano, il gip convalida l’arresto di Mohammed Saidi: “Evidente pericolosità sociale”

2026/07/11

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La decisione del gip nei confronti del 27enne arrestato per aver aggredito con una lama una 22enne alla fermata della M3 di Duomo. Nel corso dell’interrogatorio ha sostenuto di essere lui la vittima dell'aggressione (una versione ritenuta inverosimile) perché la ragazza lo aveva guardato male e insultato e ha negato di aver detto di essere musulmano

(COMBO) Saidi Mohammed il 27enne algerino arrestato a Milano per aver sfregiato una ragazza alla fermata della metro Duomo di Milano il 9 luglio

(COMBO) Saidi Mohammed il 27enne algerino arrestato a Milano per aver sfregiato una ragazza alla fermata della metro Duomo di Milano il 9 luglio

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Milano, 11 luglio 2026 – Resta in cella Mohammed Saidi, il 27enne algerino arrestato dalla Polizia locale per aver sfregiato con un coltello una ragazza di 22 anni alla fermata Duomo della metropolitana di Milano. Il gip Cristian Mariani ha infatti convalidato l'arresto disponendo la misura cautelare in carcere con l'accusa di sfregio permanente al viso riconoscendo l'aggravante dei futili motivi e l'evidente pericolosità sociale. Da quanto si è saputo del provvedimento, il giudice ha evidenziato che Saidi ha agito anche se era già stato arrestato poche ore prima e ha mostrato una totale incapacità di controllo e spregiudicatezza di azione contro una giovane donna inerme. Il 27enne algerino poco prima dell’aggressione in metropolitana (alle 4 di giovedì) aveva danneggiato tre auto ed era tornato in libertà col divieto di dimora. 

Mohammed Saidi (dx) ha aggredito una ragazza nella metro a Milano

Mohammed Saidi (dx) ha aggredito una ragazza nella metro a Milano

Il tentativo di ribaltare la ricostruzione 

A quanto si apprende, Saidi - che è accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale aggravata - ha avuto un atteggiamento ostile durante l'interrogatorio di convalida a San Vittore, mostrandosi arrabbiato e fornendo una versione sull'aggressione ritenuta non credibile. Il ventisettenne avrebbe riferito di essere arrivato in Italia dalla Francia solo da un mese e di avere lavorato come idraulico con un altro algerino. E ha pure chiesto di venire rimpatriato in Algeria. A quanto si è saputo, poi, ha sostenuto di essere lui la vittima dell'aggressione perché la ragazza lo aveva guardato male e insultato e ha negato di aver detto di essere musulmano (questo particolare, comunque, non risulta dai verbali in atti).

Avrebbe detto di non aver avuto con sé alcun coltello, spiegando che la ragazza si è ferita da sola con la fibbia metallica della borsetta durante la colluttazione. Si sarebbe poi allontanato perché si sentiva svenire. E ha anche sostenuto che era suo il sangue a terra e nell'interrogatorio ha voluto mostrare una ferita al dito. Ha ribaltato, in sostanza, la dinamica dell'aggressione, ma nel provvedimento il gip la ritiene una versione inverosimile. Come esigenze cautelari gli vengono contestati i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. L'aggravante dei futili motivi è stata riconosciuta proprio per quella sua azione spregiudicata contro una donne inerme solo per uno sguardo che lui riteneva di troppo. 

Le verifiche del Ros 

La giovane sarebbe stata aggredita per un presunto sguardo di troppo e, secondo le parole di alcuni testimoni poi allontanatisi tra la folla e che ora verranno rintracciati dagli investigatori, "adducendo ad alta voce il suo stato di musulmano”. I primi accertamenti hanno fatto emergere un’istanza di asilo presentata da Saidi nel 2022 in Germania, mentre le verifiche del Ros hanno escluso per ora la vicinanza ad ambienti radicalizzati.

Il racconto choc della ragazza

"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”, il racconto choc della ragazza. Nella denuncia, la ragazza ha ricostruito ciò che è accaduto prima dell’assalto: la passeggiata in centro, l’incrocio casuale con alcuni amici e l’attesa del treno sulla banchina. Alle 15.30 è spuntato dal nulla Saidi. La frase in arabo “Che c. guardi?”, l’insulto “Figlia di p.”e il raid con la lama. Saidi è scappato, ma i vigili lo hanno bloccato e ammanettato in via Torino. 

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