Prima gli insulti, poi i calci, i pugni, gli sputi. Vittima della brutale aggressione, che si è consumata ieri pomeriggio nel quartiere Bande Nere, della periferia ovest di Milano, un rabbino di sessant'anni. L'uomo stava aspettando l'autobus quando tre uomini lo hanno riconosciuto dall'abito e dal cappello, lo hanno insultato e poi aggredito. Il 60enne è riuscito a divincolarsi e ha fatto in tempo a riprendere con il cellulare i tre uomini mentre scappavano verso la metropolitana di Bande Nere. Ha chiamato gli agenti e poi sporto denuncia per quanto accaduto ed è andato in ospedale a farsi visitare. Poche ore dopo, tre sospetti sono stati individuati e accompagnati in Questura.
A denunciare pubblicamente l'episodio è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano: «Una cosa così violenta non è mai successa. Lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno tolto il cappello, lo hanno calpestato e gli hanno sputato addosso». Il rabbino ha però fatto in tempo a fare una foto e anche un video ai tre uomini mentre fuggivano. Secondo quanto riferito da Meghnagi, gli aggressori sarebbero «tre persone di origine araba».
Le reazioni
«Episodio vile e inaccettabile», interviene la premier Giorgia Meloni esprimendo solidarietà e sdegno per l'accaduto. Il presidente della Comunità non ha nascosto l'amarezza: «Mi vergogno del mio Paese, se posso dirlo. Mi vergogno per quello che sta succedendo. Adesso è facile dire che quei tre uomini sono stati presi dalle forze dell'ordine, ma quanto possono stare in giro per controllare che queste cose non accadano? Lui aspettava solo il bus e lo hanno riconosciuto da come era vestito». «Il clima è diventato sempre più difficile - ha concluso Meghnagi - Queste sono aggressioni antisemite, a scopo razziale: non per rubare un portafoglio o 50 euro».
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di «un episodio inquietante che non può essere sottovalutato», esprimendo «piena solidarietà» al rabbino e alla Comunità ebraica milanese e invocando «l'accertamento dei fatti e l'individuazione delle responsabilità», in attesa che le indagini chiariscano «dinamica e movente»: «È necessario non lasciare spazio all'intolleranza e alla violenza, riaffermando i valori di rispetto, convivenza e libertà alla base della nostra democrazia». Un episodio che il vice premier Matteo Salvini ha definito «gravissimo. Terribile. Inaccettabile. Da mesi denunciamo un clima di crescente antisemitismo, troppo spesso sottovalutato, giustificato o alimentato anche da certe parti politiche con parole e ambiguità pericolose. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo».
Dal mondo ebraico milanese arriva anche la voce di Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica: «Quanto accaduto è agghiacciante. Il fatto che i tre autori siano stati individuati è un passaggio fondamentale, ma ora è doveroso capire chi siano i loro mandanti morali». Romano lega l'episodio al clima seguito al 7 ottobre 2023, «una sorta di via libera all'odio antiebraico esploso persino prima della reazione militare di Israele a Gaza», e rivolge un appello «alla politica, e in particolare a certa sinistra: abbassare immediatamente i toni. L'obiettivo deve essere portare la pace in Medioriente, non importare la guerra a casa nostra». Da qui il rilancio del disegno di legge contro l'antisemitismo: «Serve un segnale chiaro e inequivocabile dalle istituzioni». In serata è arrivata anche la solidarietà del presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha parlato di un'aggressione «inquietante e inaccettabile. Assistiamo a un deterioramento costante delle condizioni in cui ogni giorno vivono le nostre comunità non solo a Milano. E quello che più ci preoccupa e ferisce è l'indifferenza con la quale il moltiplicarsi di episodi di antisemitismo e la virulenza dell'odio antiebraico vengono ormai accolti. Ci appelliamo alle istituzioni, alle autorità politiche, agli esponenti della cultura e dei media, perché reagiscano a quest'odio in nome della Costituzione e dei diritti che tutelano non solo noi ebrei italiani, ma tutti i cittadini».
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