Le spiagge di quest’isola italiana sono un sogno: il mare cambia sempre colore

2026/08/02

Categories: travel

Ci troviamo tra le limpide acque del Mar Tirreno, per la precisione davanti al promontorio dell’Argentario, angolo del nostro Paese da cui emerge un vero gioiello dell’Arcipelago Toscano: l’Isola del Giglio. Soltanto 27 km di costa, infatti, racchiudono una sorprendente varietà di paesaggi, fatta di pareti di granito modellate dal vento che si alternano a piccole baie luminose, lembi di sabbia chiara, ciottoli levigati e promontori che cambiano colore seguendo la luce del giorno.

Gran parte dell’isola è composta da granito, una roccia antichissima che ha segnato sia il paesaggio sia la storia locale. Per secoli dalle sue cave sono stati estratti blocchi destinati anche ai grandi cantieri della regione, lasciando tracce ancora visibili su alcuni tratti costieri. Lungo il versante occidentale il litorale appare più selvaggio, mentre quello orientale offre insenature riparate affacciate verso l’Argentario.

Quattro sono gli arenili principali, ciascuno con un carattere ben definito. Attorno a loro si nasconde una costellazione di calette raggiungibili via mare oppure tramite antichi sentieri che attraversano la macchia mediterranea. Profumo di cisto, ginepro e rosmarino accompagna l’arrivo fino all’acqua, mentre il mare passa dal turchese al blu profondo con sfumature che ricordano destinazioni tropicali.

Indice

Spiaggia del Campese, la regina del versante occidentale

Campese rappresenta l’arenile più esteso dell’Isola del Giglio e uno dei panorami simbolo dell’Arcipelago Toscano. La baia si apre sulla costa nord-occidentale e guarda verso il sole che scende lentamente sul Tirreno, regalando tramonti spettacolari durante tutta la bella stagione.

A rendere inconfondibile questo scenario, però, contribuiscono tre elementi: il primo è il grande Faraglione, enorme blocco di roccia che si innalza dal mare davanti alla spiaggia; il secondo è la Torre Medicea, costruita nel ‘500 per volontà dei Medici quale presidio difensivo contro le incursioni dei pirati barbareschi; il terzo è la particolare sabbia rossastra, composta da granelli piuttosto grossi, legata anche alla presenza di minerali estratti nell’area del vicino Promontorio del Franco.

Un grande scoglio divide naturalmente la spiaggia in due settori, conosciuti dagli abitanti con i nomi della “Torre” e del “Faraglione”. L’ingresso in mare risulta graduale lungo buona parte dell’arenile, caratteristica che rende Campese apprezzata sia dalle famiglie sia dagli appassionati di nuoto.

Spiaggia delle Cannelle, la cartolina dell’Isola del Giglio

Fra tutte le spiagge gigliesi, le Cannelle è probabilmente quella che compare più spesso nelle fotografie dedicate all’isola. Ed il merito è, in larga parte, del colore dell’acqua. L’arenile occupa una piccola baia del versante orientale, rivolta verso il Monte Argentario. La sabbia chiarissima, composta soprattutto da minuscoli frammenti di quarzo e granito, riflette la luce fino a rendere il fondale quasi luminoso.

Il mare assume tonalità che passano dall’azzurro chiarissimo allo smeraldo, mentre pochi metri più al largo si fa notare un intenso blu cobalto. Dimensioni piuttosto ampie, fondale regolare e posizione facilmente raggiungibile da Giglio Porto hanno trasformato questa spiaggia nella più frequentata dopo Campese.

Lungo i lati dell’insenatura affiorano grandi blocchi di granito levigati dal mare. Tra una roccia e l’altra piccoli pesci argentati nuotano anche vicino alla battigia, rendendo questo tratto particolarmente apprezzato da chi ama osservare la vita marina con maschera e boccaglio. Pochi minuti separano le Cannelle dalla vicina Cala dello Smeraldo, una piccola insenatura rocciosa che prende il nome proprio dalla straordinaria trasparenza dell’acqua.

Spiaggia delle Caldane, l’anima più autentica dell’isola

Caldane conserva un’atmosfera diversa rispetto agli arenili principali: è più raccolta, protetta dalla vegetazione mediterranea e lontana dalle strade (quindi il suo fascino è quasi intatto). Il nome deriva probabilmente dalla sensazione di calore che caratterizza questa conca riparata dai venti, in grado di trattenere temperature più elevate rispetto ad altri punti della costa.

Granito, cespugli profumati e sabbia dorata incorniciano una baia dalle dimensioni contenute, nella quale il mare raggiunge livelli di trasparenza sorprendenti. L’accesso contribuisce al fascino: taxi boat provenienti da Giglio Porto rappresentano la soluzione più rapida, mentre un sentiero panoramico collega la spiaggia alle vicine Cannelle attraversando uno degli angoli più suggestivi dell’isola.

Spiaggia dell’Arenella, la baia amata da chi torna al Giglio

Sul lato settentrionale di Giglio Porto, l’Arenella custodisce un equilibrio perfetto fra comfort e tranquillità. Dimensioni inferiori rispetto a Campese e Cannelle fanno sì che ci sia un’atmosfera più raccolta, particolarmente apprezzata da chi conosce bene l’isola. L’arenile presenta una sabbia dorata a grana piuttosto grossa, frutto della lenta erosione del granito locale. Fondali bassi e limpidi permettono di osservare facilmente il mosaico formato da sabbia, rocce e posidonia.

Una delle immagini simbolo della baia è rappresentata dal grande masso che ricorda il profilo di una tartaruga marina, che senza dubbio è diventato uno dei punti più fotografati della zona. Poco distante sorgeva una cava di granito, testimonianza dell’attività estrattiva che per secoli ha sostenuto l’economia gigliese. Sappiate, inoltre, che l’esposizione orientale regala un mare spesso calmo durante le prime ore del giorno.

Le calette più belle e meno conosciute dell’Isola del Giglio

Oltre ai grandi arenili, il vero tesoro del Giglio si scopre lungo i tratti meno frequentati della costa. Lo Scalettino e la Caletta del Saraceno sorgono direttamente a Giglio Porto e si presentano com piccole lingue di sabbia alternate a rocce levigate. La Caletta del Saraceno custodisce inoltre una memoria molto antica: accanto si innalza infatti una torre costiera costruita per difendere il porto dagli assalti provenienti dal mare, mentre l’area mantiene tracce di un antico murenario romano destinato all’allevamento delle murene.

Sul versante di Campese compare invece il Pertuso, chiamato così per le dimensioni ridotte che ricordano un piccolo pertugio aperto fra le rocce. Fondali limpidi e scogli granitici danno vita a uno scenario molto diverso rispetto all’ampio arenile principale. Attorno al Promontorio di Mezzofranco la costa cambia ancora volto e si mostra Cala del Gesso, forse la più celebre fra le baie appartate.

Sassolini chiari, acqua trasparente e fondali ricchi di vita marina attirano chi desidera esplorare il mare con maschera e pinne. Più a sud si susseguono Mezzofranco, Carciofaia e Pozzarelli, piccole insenature raggiungibili quasi esclusivamente via mare. Pozzarelli richiama una curiosità storica poco conosciuta: anticamente, fra le rocce, sgorgava una sorgente d’acqua dolce che rendeva prezioso questo tratto di costa per marinai e pescatori. Oggi rimane soprattutto la bellezza di una spiaggia di ciottoli arrotondati affacciata sul mare aperto.

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