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Lo spagnolo è stato fenomenale da dopo il Mugello, ma ha avuto modo di scartare anche tanti 'regali' altrui
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Pubblicato il 9 Settembre 2026 ore 08:00
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Rimonta storica
Dai 102 punti di ritardo e l’ottava posizione in classifica al termine del weekend del Mugello al -19 dalla vetta del Mondiale, con annessa seconda posizione in classifica, prima del weekend di Misano. Tra le due tappe italiane della MotoGP 2026 Marc Marquez ha ricostruito il suo sogno iridato, mettendosi pienamente in lizza per la sua decima corona in carriera: qualcosa che sembrava totalmente inimmaginabile dopo la caduta nella Sprint di Le Mans e le operazioni che ne sono seguite. Ma come si è arrivati a questa rimonta?
Marquez e la Ducati naturalmente ci hanno messo tanto del loro: il #93 rosso ha conquistato il successo in quattro degli ultimi sei GP e in tre di questi – Balaton, Sachsenring e Aragon – ha firmato tre doppiette Sprint-Gran Premio. Il fenomeno di Cervera però ha avuto anche due significativi passaggi a vuoto ad Assen e Silverstone, nei quali ha giocato in difesa cercando solo di limitare i danni.
Harakiri collettivo
Il problema è che tutti gli avversari diretti di Marquez, e in particolare tutte le Aprilia, hanno invece combinato non pochi pasticci, collezionando una serie di ‘zeri’ che settimana dopo settimana hanno aiutato Marquez nella sua scalata. Basti pensare che il campione della Ducati in questo mini campionato di sei round ha raccolto ben 55 punti in più del secondo, Ai Ogura. Rispetto ai due piloti factory dell’Aprilia poi, il delta di punti è stato enorme: tra Balaton e Aragon Jorge Martin ha raccolto 66 punti in meno di Marquez; Bezzecchi addirittura 107, complice l’incredibile serie di quattro ‘zeri’ consecutivi nelle gare lunghe successive alla sua vittoria al Mugello.
Per continuità di rendimento Ogura era stato l’unico pilota avvicinabile a Marquez in questo stint di campionato, ma la sua assenza dal round di Aragon per infortunio rischia di aver scritto la parola ‘fine’ sul sogno iridato del giapponese. Un altro elemento che certamente ha aiutato Marquez a recuperare è stata la spartizione dei punti tra le varie Aprilia in tutte le ultime gare: Ogura è stato il principale protagonista per la casa di Noale a Brno e Assen; Fernandez ha brillato in Olanda e a Silverstone, dove è tornato grandissimo protagonista anche Jorge Martin; Bezzecchi invece ha rialzato la testa ad Aragon con i due terzi posti; senza ovviamente dimenticare lo strike combinato da Jorge Martin a Balaton.
Insomma, un grande Marquez che ha però ricevuto anche dei grandi regali e li ha scartati con gusto. Ora, con tre piloti raccolti nello spazio di 24 punti e otto round ancora da correre (il Qatar non lo contiamo visto che la sua cancellazione pare pressoché certa) è quasi come ripartire da zero. E alla fine vincerà il più forte, ma anche quello che avrà sbagliato meno.
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