Marsiglia.
13 ottobre 2026 alle 00:13
Marsiglia. Nella Francia attraversata da imponenti proteste studentesche, un 14enne ha aperto il fuoco in una scuola vicino a Marsiglia, ferendo il preside e un’insegnante prima di venire bloccato e disarmato da un addetto scolastico. Un episodio inquietante alla vigilia della nuova giornata di mobilitazione dei liceali di tutto il Paese, anche se le autorità al momento escludono un legame tra l’episodio e le manifestazioni che agitano il Paese ormai da settimane. Mentre secondo alcune voci il ragazzo in passato potrebbe essere stato oggetto di bullismo. In un messaggio pubblicato su X, il presidente Emmanuel Macron ha elogiato la «freddezza e la reazione esemplare del personale» grazie a cui «è stato possibile evitare il peggio». «Fatti gravi», ha dichiarato il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, giunto nel pomeriggio sul luogo insieme al ministro dell’Istruzione, Edouard Géffray. Fermato anche il padre del ragazzo, descritto dai compagni come un tipo al di sopra di ogni sospetto, senza precedenti penali o di radicalizzazione. Per questo i ministri hanno invocato la «massima prudenza rispetto al movente». Secondo quanto trapelato il giovane, iscritto in terza media, sarebbe arrivato a scuola con un fucile da caccia nascosto in una custodia per chitarra. Una volta entrato avrebbe cominciato a sparare negli spazi comuni al primo piano, ferendo il preside e l’insegnante che si trovavano nel corridoio. Entrambi colpiti alle gambe, sono stati ricoverati ma non sono in pericolo di vita. Illesi ma sotto shock tutti gli studenti che hanno assistito alla scena. Il giovane è stato poi bloccato dal consigliere disciplinare mentre scendeva le scale e in seguito arrestato dalle forze dell'ordine. Intanto gli studenti tornano in piazza per il cosiddetto “quinto atto” della mobilitazione, con un martedì di scioperi e manifestazioni in tutto il Paese. Alla vigilia almeno otto membri del personale scolastico sono rimasti feriti in episodi di disordini e violenza a Bordeaux e Lione. Mentre almeno 130 licei restano chiusi in tutta la Francia. Le mobilitazioni studentesche devono avvenire «nella calma, nell’ordine e nel rispetto sia delle persone sia dei beni», l’appello di Macron.
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