Viale Regina Elena 14.
12 luglio 2026 alle 01:09
“Tra paesaggio e calcestruzzo”, l’opera di Ubaldo BadasDopo l’affollato esordio della scorsa settimana, torna domani a Cagliari l’appuntamento con i Seminari dell’arte della manutenzione – parte integrante del progetto di recupero della Colonia Dux che divenne ospedale Marino nel secondo dopoguerra – curati da Maria Antonietta Mongiu e Diana Zuncheddu. Al centro del secondo incontro, alle 19, nella sala Video Online dell’Unione Sarda, in viale Regina Elena 14, l’opera di Ubaldo Badas, il Maestro che ha ridisegnato l’urbanistica del capoluogo sardo tra la prima e la seconda metà del Novecento.
Paesaggio e calcestruzzo
A ripercorrere la parabola del genio cagliaritano, scomparso nel 1985 a 81 anni, saranno Franco Masala, storico dell’architettura, Paolo Sanjust, professore di Architettura tecnica, e Fausto Mistretta, docente di Tecnica delle costruzioni. “Ubaldo Badas tra paesaggio e calcestruzzo“ è il titolo che riunisce i tre interventi, volti a illuminare la forza innovatrice di questo «artista di talento», come lo definì lo studioso Nicola Valle. L’architetto autodidatta – che nel 1928 il podestà Enrico Endrich volle come urbanista al Comune, senza che avesse conseguito la laurea – fu un pioniere sia dell’architettura del paesaggio, sia del calcestruzzo armato, poiché fu tra i primi a usarlo a Cagliari.
Gli interventi
Il profilo del Terrapieno, dove sorge la storica sede de l’Unione Sarda, è opera di Badas, anzi, «il suo primo grande intervento» degli oltre venti che realizzò in città. La sistemazione del compendio che dal Bastione di Saint Remy conduce ai Giardini pubblici apre un lungo elenco di opere che contempla, tra le altre, la Scuola all’aperto “Attilio Mereu“, l’Albergo del Povero, il Parco delle rimembranze, il Cimitero di San Michele, le Case “Popolarissime“ di piazza Kennedy, il Padiglione per l’Agricoltura alla Fiera, il Palazzo del Consiglio Regionale e la Colonia Dux sul Poetto. Una trasformazione in chiave razionalistica dell’architettura cittadina, di cui «sobrietà e sinteticità» sono la cifra distintiva.
Fin da subito, osserva Mongiu, Badas «coniuga materiali eterogenei come calcare, trachite, litoceramica, cemento». Il paesaggio è un comprimario, né può essere altrimenti, poiché «a Cagliari e in Sardegna esso non è semplicemente una quinta scenica». I caratteri peculiari dei suoi edifici sono «morbide linee curve, volumi fluidi, e una fitta e generativa dialettica tra manufatto, verde e spazio pubblico».
Forme dinamiche
Nei suoi progetti «l’architettura oltrepassa la funzionalità dei programmi di assistenza, educativi e del tempo libero, per trasformarsi in strumento di costruzione del benessere fisico e psicologico, fondato sull'aria, sulla luce, sul sole, sulla natura». Dalla Mereu alla Galleria Comunale d'Arte, dalla sistemazione dei Giardini Pubblici alla Colonia Dux, Badas «costruisce un paesaggio della modernità, in cui forme organiche e dinamiche traducono in architettura i principi dell'igiene, della prevenzione e della vita all'aria aperta che hanno caratterizzato la cultura europea degli anni Trenta».
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