Punto da ben tre vespe in Val Visdende, uomo salvato nell’ambulatorio di montagna

2026/09/04

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SANTO STEFANO (BELLUNO) - Decisivo intervento della Medicina di gruppo integrata del Comelico sul recente caso di grave reazione allergica allergica anafilattica. L’episodio ha visto come protagonista un cittadino comeliano che, dopo essere stato punto da ben tre vespe, in Val Visdende, ha sviluppato una violentissima reazione. Consapevole del pericolo e con i sintomi di una piena anafilassi in corso, l'uomo si è fatto accompagnare nella sede della Mgi di Santo Stefano.
Una scelta che si è rivelata decisiva: il personale medico e infermieristico della struttura ha compreso immediatamente la gravità della situazione, attivando i protocolli e somministrando le terapie necessarie per stabilizzare i parametri del paziente. La gestione dell’emergenza evidenzia l’importanza strategica di una struttura sanitaria attiva e attrezzata sul territorio. In quegli stessi minuti, infatti, l’ambulanza del Suem 118 di stanza a Santo Stefano, elemento di integrazione tra i diversi servizi e professionalità per il bene dei pazienti, stava rientrando dal Centro Cadore. 


Distanze e attese


In un contesto geografico caratterizzato da distanze significative e tempi di percorrenza dilatati, l'attesa del mezzo di soccorso sul posto, senza la Mgi, avrebbe potuto avere altro esito. La Medicina di gruppo integrata, nata nel 2017, ha coperto quel "vuoto temporale" critico, tenendo in vita il paziente fino all’arrivo dell’ambulanza, che ha poi provveduto al trasporto in sicurezza. La sanità di prossimità si conferma, ancora una volta, un baluardo fondamentale per la sicurezza dei cittadini nei territori montani e testimonia l’attenzione riservata al Comelico dall’Ulss n.1 Dolomiti.
Questo episodio, infatti, non è solo un caso di ottima sanità e di straordinaria professionalità, ma rappresenta una lezione fondamentale sulla gestione dei servizi sanitari nelle aree periferiche e montane. La Medicina di gruppo integrata, possibile grazie alla professionalità di diverse figure, coordinate dal dottor Alessandro Bettini, non è quindi un semplice ambulatorio per visite di routine, bensì un vero e proprio avamposto sanitario territoriale, attivo dalle 8 alle 20. I dati che emergono dall’ultimo anno di attività mettono in luce una mole di lavoro straordinaria, capace di alleggerire la pressione sugli ospedali e di garantire risposte immediate sotto casa. Per i 6.120 assistiti comeliani sono stati effettuati, complessivamente dai quattro medici, circa 72mila accessi di cartelle (inclusi quelli per le semplici ricette) e sono state date 3.675 prestazioni infermieristiche. Non si tratta di fredde statistiche. 


Gli interventi


Sono il racconto quotidiano di un servizio essenziale per la comunità. Analizzando la classifica degli interventi, emerge come la struttura risponda in modo prevalente ai bisogni quotidiani dei cittadini, che altrimenti dovrebbero viaggiare per decine di chilometri. Le medicazioni semplici rappresentano l'attività principale dell'ambulatorio con 1.149 interventi (pari a oltre il 31% del totale). A queste si affiancano: la somministrazione di farmaci iniettabili (934); il monitoraggio dei parametri vitali (668); i controlli del sangue essenziale per i pazienti in terapia con anticoagulanti orali (355); elettrocardiogrammi (106); spirometrie (60); percorsi dedicati per affetti di diabete, bronchite cronica, scompenso cardiaco e terapia anticoagulante (diverse centinaia); ecografie (400); la rimozione di punti di sutura (283); lavaggi auricolari (225); la gestione di presidi vascolari; cateterismi; medicazioni complesse. Non mancano i piccoli interventi, come dimostra la rimozione di ben 86 zecche. Gli assistiti, ora, si augurano che il servizio, mantenuto economicamente anche dai medici di tasca propria da febbraio 2024 e in attesa dei rimborsi regionali, possa continuare anche dopo il 31 dicembre. 

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