Psicologo obbligatorio a scuola: per Valditara è una “sciocchezza”, ma la Lega ha lanciato una proposta per introdurlo per due ore al mese

2026/10/07

Categories: education

“C’è qualcuno che oggi addirittura propone una psicologia obbligatoria, uno psicologo obbligatorio a scuola a prescindere dai bisogni: la psicologizzazione di tutti gli studenti. Che secondo me è una sciocchezza”, queste le parole, riportate da La Repubblica, del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara pronunciate ieri, 6 ottobre, nel corso di un convegno in Senato, dal titolo “Costruire corresponsabilità educativa”.

“Laddove la famiglia o la scuola segnali delle criticità abbiamo messo a disposizione 5 sedute per capire se ci sono criticità che hanno bisogno di un intervento più strutturato che ovviamente non può essere la scuola a fornire: un altro esempio di collaborazione tra scuole e famiglie”, ha poi aggiunto, rilanciando il servizio lanciato qualche mese fa AscoltaMI, dedicato agli alunni dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.

Qualche giorno fa, però, la Lega, partito di Valditara, ha avanzato una proposta per prevenire episodi di violenza a scuola: due ore obbligatorie al mese con uno psicologo a scuola. “La prevenzione deve entrare stabilmente nella scuola, costruendo intorno ai ragazzi una rete concreta di ascolto, supporto e protezione. Quella rete che, evidentemente, oggi manca”, ha spiegato Armando Siri, responsabile nazionale dei Dipartimenti della Lega e consigliere del vicepremier Matteo Salvini, ideatore del provvedimento che porta la prima firma della deputata Giorgia Latini, come riporta Ansa.

Siri (Lega) chiarisce

Come mai questa differenza di opinioni interna al partito guidato da Salvini? A questa domanda ha risposto lo stesso Siri: “Al ministro, con il quale ho parlato alla vigilia della presentazione del testo, ho già spiegato che purtroppo sono proprio le famiglie a cui lui si appella, che sono sempre più polverizzate e disgregate. Per questo c’è bisogno che la scuola offra un supporto ai ragazzi e anche proprio alle famiglie e agli insegnanti come prevede la nostra la proposta”.

A Valditara dice: “Lasciamo le sindromi nevrotiche ossessive a chi come Rossano Sasso di Futuro nazionale vede il gender come uno spauracchio a ogni angolo. Il testo prevede l’educazione alle relazioni, lo sviluppo dei talenti individuali e al confronto costruttivo di gruppo intervenendo anche nelle dinamiche interne proprio delle famiglie”. “Mi stupisco – aggiunge – che il ministro segua proprio l’invito di Sasso a prendere le distanze da un’iniziativa utile, sana e apprezzata da tutti coloro che mettono il buon senso prima dell’ideologia”.

Anche perché, ricorda, “è proprio il ministro che aveva proposto all’interno del protocollo di intesa con la Cultura e la Famiglia il progetto ‘educare alle relazioni’”. E il testo – ribadisce Siri – “è il percorso di un confronto con l’Ordine degli Psicologi che hanno un osservatorio privilegiato sulla condizione dei nostri bambini e adolescenti scevri da contaminazioni politiche”.

Di mollare il coordinatore leghista non ha alcuna intenzione: “Andiamo avanti con il confronto parlamentare che è sempre utile – dice – Sono certo che nel cammino troveremo l’adesione anche del ministro con cui resta la massima la collaborazione”.

In cosa consiste la proposta

“Per garantire il servizio è previsto l’inserimento progressivo di 18mila docenti psicoterapeuti, a partire dalle scuole secondarie superiori, per estendere successivamente il modello alle scuole medie e primarie. “L’obiettivo – ha spiegato Siri – è fornire agli studenti strumenti per la gestione delle emozioni, prevenire le situazioni di disagio e sviluppare competenze psicologiche che possano accompagnarli nel loro percorso di crescita”.

“Per sostenere economicamente l’intervento proponiamo un prelievo di scopo, attraverso un’addizionale Ires dello 0,65% sulle grandi società di capitali con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro. In questo modo i grandi attori economici nazionali potranno contribuire direttamente e in maniera vincolata alla tutela delle nuove generazioni, che rappresentano il futuro del Paese”.

“È un contributo – ha sottolineato infine Siri – che vuole arricchire il grande lavoro che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta già portando avanti per la scuola italiana”. La bozza di pdl è già stata consegnata ai vertici del gruppo del Carroccio a Montecitorio pochi giorni fa.

Sono sei articoli in tutto, titolo: “Istituzione delle attività di educazione psicologica”. Il modello, si legge nelle premesse del testo di legge, è quello già operativo in altri paesi europei, in particolare in in Francia, con l’Écoles promotrices de santé, o il Portogallo, con i servizi Spo.

La pdl, c’è scritto, “nasce dall’urgenza non più rimandabile di affrontare in modo strutturale l’allarmante incremento del disagio psicologico, emotivo e relazionale che colpisce le giovani generazioni”. E punta a “superare la logica della mera repressione penale ex-post, introducendo un presidio di prevenzione strutturale e clinico direttamente nei luoghi di formazione dei minori”.

La proposta prevede allora “due ore mensili destinate a ciascuna classe”, introducendo “una didattica focalizzata sull’intelligenza emotiva, sulla decostruzione dei modelli violenti, sulla gestione della rabbia e dei conflitti relazionali”. Un’attività “priva di voto ma che prevede la frequenza ordinaria curricolare”. Insomma, presenza obbligatoria. Più “colloqui clinici individuali e privati, attivabili in piena riservatezza su richiesta”.

Si tratterebbe di un progetto molto costoso, perché prevede l’arruolamento di 18mila docenti psicoterapeuti, che verrebbero assunti in ruolo in modo scaglionato, partendo dalle scuole secondarie di secondo grado, insomma i licei, poi le medie, da ultimo le elementari.

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