Edilizia e Piano Clima: arrivano 3,3 mld per case popolari e microimprese

2026/08/06

Categories: science

Dalle agevolazioni per l’elettrificazione dei consumi domestici agli strumenti di riqualificazione energetica per case popolari e microimprese vulnerabili. Ecco cosa aspettarsi dal Piano sociale per il clima alla voce “edilizia”

PSC, cosa prevede la componente Edilizia da 3,29 mld?
Via depositphotos

Indice dei contenuti

La Componente Edilizia del PSC

Gli obiettivi di riqualificazione degli edifici della direttiva Case Green sono ancora persi nel nulla, ma almeno per le categorie più vulnerabili della popolazione italiana qualcosa si sta muovendo. Un qualcosa da 3,29 miliardi di euro stando alla Componente Edilizia del nuovo Piano sociale per il clima (PSC). Il documento approvato in questi giorni dal Governo Meloni, vale complessivamente 9,3 miliardi di euro fino al 2032.

Per il via libera definitivo sarà necessario attendere l’ok della Commissione europea, ma vale la pena osservare da vicino le misure destinate al miglioramento dell’efficienza energetica e della decarbonizzazione dei consumi negli immobili. Non tutti, ovviamente.

Il piano nasce con il preciso obiettivo di mitigare l’impatto della transizione ecologica sulle fasce di popolazione più deboli. Quelle più vulnerabili agli effetti del climate change e al tempo stesso le più esposte al fenomeno della povertà energetica.

A differenza della bozza circolata in consultazione nel 2025- che per il comparto elencava sei schede di misura – il testo trasmesso al Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 ha accorpato e ridotto la Componente Edilizia a tre soli interventi:

Il costo totale è di 3.295.232.500 euro, di cui il 25% a carico del cofinanziamento nazionale e la parte restante richiesta al Fondo Sociale per il Clima.

La componente edilizia del PSC (Piano Sociale Clima): incentivi per la riqualificazione di case popolari e microimprese.

Riqualificazione energetica del Social Housing

La voce riporta una serie di investimenti strutturali volti a riqualificare gli alloggi popolari a totale proprietà pubblica, dando priorità agli immobili con le classi energetiche più basse (F e G). Il principio guida, però, è quello di interventi light, gli stessi che la Corte dei conti Ue ha giudicato meno efficaci: sì alla sostituzione di infissi o all’installazione di sistemi di building automation, installazione di impianti solari fotovoltaici (con accumulo) associati a pompe di calore ad alta efficienza, impianti solari termici, ecc., escludendo invece lavori di isolamento termico profondo dell’involucro a causa dei costi eccessivi.

Gli interventi dovranno garantire una riduzione dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile di almeno il 30%, certificata tramite Attestato di Prestazione Energetica (APE) pre e post operam. E godranno di un contributo in conto capitale fino a un massimo del 65% delle spese ammissibili. Tuttavia, si legge nel Piano, l’investimento potrà essere coperto fino al 100% dei costi mediante cumulo con altri contributi pubblici (es. Conto Termico).

La misura sarà attiva dal I trimestre del 2027 al IV trimestre del 2032 (durata di 6 anni).

Promozione dell’elettrificazione dei consumi

Questo intervento della componente edilizia PSC non finanzia lavori di riqualificazione degli edifici, ma rimuove un ostacolo tecnico-economico preciso: il costo di adeguamento della potenza contrattuale dei contatori elettrici domestici, in caso di interventi di elettrificazione dei consumi. Le abitazioni hanno un valore contrattuale base standard di 3 kW, ma installando pompe di calore, piastre a induzione o sistemi di ricarica per auto elettriche, 3 kW risultano insufficienti, rendendo necessario un aumento.

L’operazione comporta costi una tantum di adeguamento; una spesa che le famiglie esposte a povertà energetica (identificate tramite criteri oggettivi basati sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente – ISEE) potranno evitare grazie a un contributo diretto in conto capitale a copertura fino al 100% dei costi ammissibili legati all’adeguamento e ai lavori tecnici minimi connessi. La platea teorica di riferimento per questa misura è stimata in circa 4,7 milioni di utenti vulnerabili.

L’investimento sarà attivo a partire dal I trimestre del 2027 fino al IV trimestre del 2032.

Riqualificazione energetica degli edifici delle Microimprese vulnerabili

La misura dovrebbe sostenere gli interventi di efficientamento e riqualificazione delle unità immobiliari – anche in questo caso dando priorità alla classe F e G – di proprietà delle microimprese. A patto che si tratti di realtà che nell’ultimo anno abbiano speso per gas/combustibili fossili più del 2% del loro guadagno lordo potenziale. Contributi e spese ammissibili sono identici alla misura per l’edilizia popolare, ma in questo caso l’assegnazione avverrà tramite procedure di gara competitive, premiando i progetti che conseguono la migliore prestazione energetica in termini di tep (tonnellate equivalenti di petrolio) risparmiate.

La misura sarà attiva dal I trimestre del 2027 al IV trimestre del 2032.

>> Home