Prove di dialogo sul futuro di Report, si cerca un compromesso - Notizie - Ansa.it

2026/09/02

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Dialogo aperto sul futuro di Report. La riunione tra il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini e i membri della redazione ha riacceso le speranze sulla possibilità di trovare una soluzione e scongiurare l'abbandono degli inviati e il rinvio della trasmissione che dovrebbe iniziare l'8 novembre su Rai3.

Il nodo della discordia resta la scelta dei conduttori, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, ritenuti dai colleghi inadatti per il ruolo. Corsini ha ascoltato la posizione dei giornalisti e delle maestranze, decidendo poi di programmare un nuovo incontro a breve, forse già domani, per tentare di superare il muro contro muro.

Il direttore ha spiegato che i nuovi conduttori non avrebbero un ruolo di guida del programma, che sarebbe comunque gestito dagli membri storici della squadra, a cui ha proposto, ottenendo finora solo un rifiuto, il ruolo di capi autore.

La redazione, però, sia dal lato degli inviati esterni che degli interni, è stata irremovibile su questo punto, argomentando che i volti del programma sono centrali, perché lo rappresentano davanti al pubblico, e ribadendo la necessità di figure che garantiscano l'identità e l'indipendenza della trasmissione.

In azienda c'è però fiducia nella possibilità che anche i giornalisti facciano qualche concessione, eventualmente dando il via libera ad affiancare i due colleghi prescelti in una conduzione a rotazione. Presutti e Piervincenzi hanno provato a partecipare alla riunione, ma Corsini ha chiesto loro di aspettare fuori e non c'è stato così alcun confronto con i colleghi.

La prima è stata presa nuovamente di mira da Sigfrido Ranucci, che ha commentato su Facebook la notizia pubblicata da Il Domani, secondo cui Presutti sarebbe stata autrice, insieme ad Alessandro Perozzi, di un 'servizio fake' sulla strage di Cutro andato in onda ad Agorà su Rai3 nel 2023. "Se confermato sarebbe gravissimo", ha scritto l'ex conduttore.

Intanto, il suo legale Roberto De Vita ha fatto sapere che "la Rai, dopo aver dichiarato formalmente l'esistenza di 'continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità', ha comunicato che non intende esplicitare le ragioni di quel che ha scritto con il provvedimento" di rimozione.

L'azienda ha fatto sapere, in realtà, di aver consegnato la documentazione richiesta, che è stata ritenuta, evidentemente, dagli avvocati insufficiente. "Si tratta della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili - ha proseguito De Vita -. Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un'azienda pubblica". Parole che preludono all'avvio di un'azione legale, che pareva comunque già scontata, contro la decisione della Rai.

La Rai ha consegnato la documentazione richiesta dai legali di Sigfrido Ranucci

La Rai, secondo quanto si apprende, ha consegnato la documentazione richiesta dai legali di Sigfrido Ranucci, che avevano presentato una richiesta di accesso agli atti prima di procedere con il ricorso contro la sua rimozione dalla conduzione di Report.

L'avvocato del giornalista, Roberto De Vita, ha reso noto che l'azienda "ha comunicato in data odierna che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto con il provvedimento assunto nei confronti del Ranucci".

M5s: 'Report torni in onda l'8 novembre, dare ascolto agli inviati storici'

"Finalmente si è aperto un canale di comunicazione diretto tra la Rai e gli inviati storici e la redazione di Report. La domanda che sommessamente ci facciamo è: ma non era meglio che questa interlocuzione si avviasse prima di calare dall'alto la nomina di due conduttori che nessuno nella redazione vuole e che sembra gradita solo a Fratelli d'Italia?". Lo affermano in una nota gli esponenti M5s in Commissione di Vigilanza. "Dopo aver massacrato Ranucci (a proposito, le vogliamo dare o no le motivazioni del suo allontanamento?) adesso l'unica cosa che l'azienda può fare per salvare Report è dare ascolto agli inviati storici e alla redazione, garantendo che la trasmissione torni in onda regolarmente il prossimo 8 novembre sotto la guida sicura dei professionisti che da anni mandano avanti la trasmissione e che possano garantire, esperienza, competenza e soprattutto indipendenza - proseguono -. Ogni altra soluzione consoliderebbe il sospetto che il vero obiettivo dei vertici Rai, su input di Palazzo Chigi, sia fare melina e rinviare la messa in onda prima a gennaio e poi alla prossima stagione, di modo da garantire a qualcuno un anno elettorale senza Report. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".

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