Progetti Cis sulla costa in ritardo e a rischio, Marchionna: «Confronto in corso con l’Autorità di bacino»

2026/09/19

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C’è preoccupazione, a palazzo di città, per gli interventi previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo. Per non perdere i fondi a disposizione, vale a dire oltre 52 milioni di euro, il Comune dovrà infatti sottoscrivere obbligazioni giuridicamente vincolanti entro la fine dell’anno. In sostanza, dovrà bandire le gare per i progetti di difesa dall’erosione del litorale nord, ex collegio navale “Tommaseo” e isola di Sant’Andrea e poi aggiudicare gli appalti integrati (progettazione esecutiva e realizzazione) entro la fine dell’anno.

Il ritardo sul fronte anti-erosione

Questo significa che i tempi sono ormai strettissimi. Ma se per la riqualificazione e valorizzazione di Tommaseo e isola di Sant’Andrea a progettazione sta per compiere il passo decisivo per l’avvio dei bandi, per le opere di difesa del litorale nord i tempi rischiano di allungarsi ancora di più a causa delle procedure autorizzative, tra cui la verifica di assoggettabilità alla Valutazione d’impatto ambientale e i rilievi sollevati dall’Autorità di bacino. Il progetto contro l’erosione, affidato a Sogesid, società partecipata del ministero dell’Ambiente, punta a tutelare una costa fragile ed esposta all'azione del mare. L'intervento prevede una combinazione di barriere e scogliere sommerse in massi naturali, affiancate da elementi in calcestruzzo che hanno lo scopo di smorzare l'energia delle onde e favorire il ripopolamento marino, oltre a opere di consolidamento e rinverdimento della falesia. Il nodo del contendere riguarda la diversa visione strategica tra la società di progettazione e l'Autorità di cacino su alcune soluzioni previste a terra. Sul tema, il sindaco Giuseppe Marchionna ricostruisce nel dettaglio la trattativa in corso: «Si può dire che stiamo ragionando. Sogesid, che è la nostra incaricata, si sta confrontando, anche duramente, per definire un progetto tecnicamente ineccepibile. Il problema non sono le barriere soffolte, su cui siamo tutti d'accordo, ma alcune opere di protezione a terra che lasciano qualche perplessità all'Autorità di bacino, senza il cui parere positivo non possiamo andare avanti».

Il contrasto tra tecnici

Secondo Sogesid, ma anche secondo il Comune di Brindisi, «fare un minimo di opere a terra impedisce alla risacca di consumare lentamente la base della falesia, che infatti si presenta concava. L’Autorità contrappone a questa ipotesi tecnica di Sogesid e dei professori dell’Università di Lecce che collaborano con la società una tesi contraria: sostengono che questo tipo di soluzione impedisca il ripascimento degli arenili. Il che è anche vero, ma ci sono situazioni e situazioni. Le zone per le quali viene proposto questo tipo di intervento sono quelle ormai quasi perdute, tanto è vero che nella parte che è un altro intervento del Cis, quello di Torre Guaceto, si sta facendo in un altro modo, perché lì non c'è falesia, ma costa rocciosa bassa, quindi si favorisce il ripascimento per garantire l'habitat naturale in cui le tartarughe Caretta caretta possono depositare le uova».

Tempi stretti

Tutto questo, però, mette a rischio la corsa contro il tempo per non perdere i fondi. «Naturalmente - sottolinea infatti il sindaco - questa cosa ci sta facendo perdere tempo e preoccupare, perché dobbiamo lanciare la gara e avere le obbligazione giuridicamente vincolanti entro fine anno». Ecco perché si sta tentando, come emerso proprio nelle scorse ore in commissione, di chiedere una proroga sulle scadenze. Meno complicata sembrerebbe, invece, la situazione relativa a Tommaseo e Isola di Sant’Andrea. «In questo caso - rassicura infatti il primo cittadino - siamo molto più avanti: Stratosferica sta per completare l’iter, anche perché lì non c'erano necessità particolari. E ora stanno per consegnare il Progetto di fattibilità tecnico-economica».

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