In una mano lo spray urticante, nell’altra un coltello da 20 centimetri e un altro legato alla cintura dei jeans. Li aveva acquistati online giorni fa seguendo quella insana attrazione per la violenza che dal niente, stando al racconto dei genitori, gli era nata portandolo a seguire, quasi ossessivamente, video che raccontavano attentati e omicidi e iscrivendosi a gruppi social su cui ora sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia Casilina e del Provinciale di Roma per risalire a un probabile istigatore. Con uno di quei coltelli a lama seghettata, Tommaso, lo chiameremo così, 13 anni appena, ha colpito ieri mattina la sua insegnante di Storia e Italiano. Ad anticipare l’aggressione, l’annuncio pubblicato cinque ore prima sul suo profilo “TikTok”. La professoressa Isabella Marsilio, 66 anni, quasi un’istituzione in quel plesso alle spalle della Prenestina che ospita la scuola media, frequentata da Tommaso, ma anche l’elementare e la materna, è ancora sotto choc ma salva. Il minore avrebbe dovuto recuperare due debiti scolastici proprio con l’insegnante, conosciuta per la sua bravura e la sua severità, ma non avrebbe dovuto sostenere un esame riparatore quanto più un’interrogazione per accertare che quelle lacune, contestate a giugno scorso, fossero state colmate. Dunque ieri era programmata la prova di Storia e la prossima settimana ci sarebbe dovuta essere quella di Italiano. Ma lui, Tommaso, si portava dentro un altro tipo di malessere che affonda le radici non solo nella sua avversione verso lo studio e in ciò che, di riflesso, questo aveva comportato.
La dinamica
Così, indossando degli occhiali da “softair” e quel casco da ciclista color verde, con il cellulare attaccato sopra per immortalare e diffondere il suo gesto, forse sotto la spinta di qualcuno ora ricercato, ha ferito al braccio sinistro l’insegnante. «Aveva detto a un nostro compagno che sarebbe arrivato in ritardo», raccontava ieri mattina una ragazzina che frequenta la sua classe. «Poi è entrato intorno alle 9.20, camuffato con quel casco, non ha detto nulla, si è scagliato contro la professoressa che era seduta in cattedra e l’ha ferita». Tommaso poi è fuggito ma a inseguirlo per il corridoio, mentre le urla dei compagni avevano già allarmato altri studenti e la preside, è stato un altro minore di origini congolesi, arrivato in Italia senza famiglia e per questo affidato a una struttura minorile, che frequenta la sua classe. L’ha preso per le braccia e l’ha disarmato mentre sul posto arrivavano i carabinieri. La professoressa Marsilio è stata portata d’urgenza al vicino ospedale Vannini: fortunatamente le pugnalate, almeno tre, non sono state così profonde e il referto conta sette giorni di prognosi. Tuttavia, la famiglia dell’insegnante sta valutando se presentare o meno denuncia. Il marito ha parlato di carcere per i genitori e per il ragazzino, non imputabile per l’età.
I disagi
Ieri dopo che Tommaso è stato fermato e accompagnato nella vicina caserma dei carabinieri di Centocelle i genitori, convocati, hanno raccontato un disagio che si era annidato nella loro famiglia già da tempo. Silenzi troppo lunghi in casa, durante le vacanze, nei momenti di «quiete» per non insospettire questa coppia comune di genitori. Nessuna ombra nelle loro vite, nessun precedente e anche Tommaso non aveva avuto mai problemi. «A scuola non seguiva ma non era un bullo o un prevaricatore - diceva una sua compagna ieri nel cortile dell’istituto - io me ne tenevo comunque distante perché aveva lo sguardo inquieto». Lo stesso sguardo inespressivo che la professoressa Marsilio ha notato sotto quegli occhiali da «softair» che indossava mentre la colpiva. Come se il gesto di ferire una persona, e una persona a lui vicina, lo lasciasse imperturbato. A soli 13 anni.
Quanto accaduto «è una vicenda che ci interroga tutti - ha detto il sindaco Roberto Gualtieri - dalle famiglie al sistema educativo, fino alle istituzioni. Voglio esprimere tutta la mia solidarietà e quella dell’Amministrazione Capitolina all’insegnante coinvolta e augurarle una rapida guarigione. Siamo vicini agli studenti, alle loro famiglie e a tutta la comunità scolastica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home