Pro e contro l’auto elettrica: pentito no, ma la ricarica… - Vaielettrico

2026/08/20

Categories: auto


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che o e contro dell’auto elettrica secondo Alberto, un lettore che da 5  anni viaggia in Zoe. E’ soddisfatto, ma ancora non ha trovato il modo di “far pace” con la ricarica pubblica.  Per scriverci: [email protected].

La mia Zoe ricarica solo a 22 kW e nei viaggi è un’Odissea

Sono un insegnante delle scuole medie di 57 anni, vivo in Valle D’Aosta, possiedo una Renault Zoe da 5 anni con cui ho percorso 80.000 Km e sono soddisfatto per diversi motivi: rispetto dell’ambiente, assenza di rumore, costo energia più ridotto, manutenzione più semplice, esenzione del bollo, parcheggi spesso gratuiti. Ma se devo affrontare dei viaggi fuori dalla mia provincia/regione o peggio all’estero la ricarica è un’avventura.

pro e contro l'auto elettrica

Ho installato la wallbox in garage e con il percorso casa-lavoro, 60 Km andata e ritorno, tutto bene, ho un’autonomia di circa 395 Km dichiarati, realistici se non supero i 90 Km/h, e posso arrivare a ricaricare anche solo una volta la settimana.

Ma se devo usare una colonnina ecco i problemi. Intanto esistono almeno 4 tipi di prese: perché così tante? La mia auto va bene con una colonnina 22 KW  e una presa tipo 2 che sono abbastanza diffuse ma richiedono una procedura complicata per attivare la ricarica (come le altre prese eccetto le Tesla con un abbonamento): inquadrare il QR, accedere al portale del gestore, inserire i dati della carta di credito, attendere il codice di verifica del pagamento, poi inserire ancora la password della banca. E spesso ad uno di questi passaggi qualcosa va storto:

Due brutte avventure in galleria rientrando in Italia

Ho vissuto una brutta esperienza qualche tempo fa rientrando in Italia dalla Francia quando mi sono trovato al tunnel del Monte Bianco con un’attesa di due ore. La colonnina più accessibile non mi ha permesso di ricaricare l’auto, inquadrato il QR la pagina del portale del gestore non si caricava e ho dovuto affrontare le due ore di corsa in salita per arrivare al traforo e attraversare il Tunnel con la batteria quasi esaurita con il rischio di rimanere fermo dentro.

Con l’auto elettrica la programmazione del viaggio ha un limite: se ci sono code o deviazioni la batteria si esaurisce prima del dovuto. All’ingresso del tunnel c’era una colonnina ma come rischiare di perdere la propria posizione dopo di 2 ore di coda e poi chi mi dice che avrebbe funzionato?

Un’altra brutta esperienza è stata quando, tempo fa, rientravo dalla Svizzera in Italia per il Tunnel del Gran San Bernardo, la batteria era quasi esaurita, avevo programmato il viaggio senza considerare che in inverno l’autonomia della batteria si riduce del 30%, ma all’ingresso del traforo sul lato svizzero non ci sono colonnine con prese adatte alla mia auto e ho dovuto chiedere di poter usare la colonnina privata dei dipendenti. Gentilmente, vista l’emergenza, me l’hanno permesso con il corrispettivo in denaro di una mini ricarica.

In Svizzera 15 tentativi per trovare la colonnina giusta

Pochi giorni fa mi trovavo in Svizzera, a circa 100 Km da casa, e in due giorni ho dovuto provare circa 15 colonnine nell’arco di 30 Km per trovare una che funzionasse.

Tra L’altro la App Nextcharge non si avviava più sul mio smartphone perché richiedeva Android 10 ma non avevo ricevuto nessun avviso di tale modifica in questo modo potevo vedere la mappa delle colonnine solo sul display dell’auto con meno informazioni sulla loro compatibilità.

Il concessionario non mi ha detto che…

Al momento dell’acquisto il concessionario Renault mi ha assicurato che con la carta Nextcharge avrei potuto ricaricare quasi ovunque. Ma la realtà è un’altra, i circuiti sono tanti e diversi. Non mi aveva detto che l’auto che acquistavo non aveva la presa per ricarica veloce ma solo il connettore tipo 2 che riduce il numero di colonnine disponibili e che la batteria in inverno riduce la potenza del 30%. E mi aveva prospettato una ricarica da wallbox domestica in 8 ore invece delle 12 necessarie.

Ho acquistato la wallbox ufficiale Renault per non aver problemi e, sempre il concessionario, mi aveva assicurato che il contatore domestico andava benissimo. Ma quando è saltata la luce diverse volte e ho sperimentato una ricarica lentissima (24 ore) ho capito che dovevo passare da un contatore da 3 a quello 6 KW.

La wallbox ufficiale Renault installata da Alberto
La wallbox Tesla di un amico: con la Zoe non funziona

Interessante è che quando l’elettricista ha installato la wallbox non riusciva a metterla in funzione perché la procedura era on line ma in garage non c’era campo. Possibile che i progettisti  non pensano che nei garage interrati internet arriva poco e male?

Ma ritorniamo alle colonnine esterne, perché esistono tanti circuiti e alcune colonnine appartengono ad un circuito altre ad un altro? Le colonnine di Poste Italiane sono un bell’esempio: sono un po’ dappertutto ma nessuno sa dirti cosa devi fare per ricaricare, tantomeno gli Uffici Postali (non le gestiscono loro).

I media non ne parlano mai ma il problema delle auto elettriche non è trovare una colonnina ma trovare una colonnina che funzioni. E comunque se funziona la procedura è troppo lunga e complicata. Figuriamoci se con un auto termica si dovesse inquadrare il Qr e inserire i dati della carta di credito ad ogni rifornimento, ricevere il codice di verifica del pagamento, inserire la password…

Troppe app, troppi gestori, troppe colonnine fuori uso

La soluzione migliore sarebbe avere le colonnine con pagamento contact-less riferibili ad una centrale unica, con una unica App o carta fisica, per tutta l’Europa e un call center attivo 24/24 per l’assistenza

L’auto elettrica può andare bene come seconda auto se no mi sembra quasi un veicolo per appassionati, un po’ come un’auto d’epoca dove si è disposti a tutto pur di viaggiare. Sto addirittura valutando di acquistare un cavo per collegarmi alla presa domestica di amici a ricarica lenta per aggirare il problema delle colonnine, 48 ore per la ricarica, ma avere almeno la sicurezza di tornare a casa.

Per finire, l’ultima esperienza negativa. Proprio oggi ero da amici, che hanno anche loro da poco un’auto elettrica di un’altra marca ma sempre a 22KW con presa tipo 2. Ho provato a ricaricare dalla loro wallbox domestica ma non è stato possibile: il display mostrava il messaggio di ricarica impossibile. La wallbox è prodotta da Tesla. Non è compatibile con auto Renault?

pro e contro l'auto elettrica
Niente da fare: la ricarica non parte

La ricarica è tutt’altro che razionale

La ricarica per auto elettriche è tutt’altro che razionale: bisogna testare colonnina per colonnina, wallbox per wallbox nella speranza di poter ricaricare. Solo quando si è trovata la giusta soluzione si può sperare di ritornare nuovamente incrociando le dita…

Risolto il problema della ricarica alle colonnine resta quello dei costi. Perché le colonnine non presentano chiaramente il costo dell’energia ma lo scopri a ricarica effettuata? Come si spiega che le colonnine costano mediamente il doppio della ricarica domestica? Perché i gestori definiscono prezzi diversi? Non dovrebbe esserci un unico prezzo? In Svizzera ho pagato una ricarica tre volte tanto il costo di una ricarica domestica. 

Riassumendo: i pro e i contro dell’auto elettrica

:(dati riferiti ad una Renault Zoe acquistata in Valle d’Aosta nel 2021 )

PRO  

  1. rispetto dell’ambiente
  2. assenza di rumore
  3. costo energia ridotto (da Wall box in casa circa 15 euro per pieno batteria) autonomia reale di 300 Km, circa 5€/100Km, ulteriore riduzione dei costi con pannelli fotovoltaici
  4. manutenzione più semplice ed economica (in media 150 euro circa per il tagliando)
  5. esenzione bollo (per almeno 5 anni)
  6. parcheggi talvolta gratuiti
  7. uso dei freni molto limitato grazie al freno motore della ricarica
  8. aiuti statali e regionali nell’acquisto dell’auto (pagata circa il 50% del prezzo di listino ufficiale)
  9. ottima in zone montagnose perché in discesa si ricarica

CONTRO 

  1. costo dell’auto maggiore
  2. colonnine con quattro tipi di prese, bisogna trovare quella giusta
  3. tempi di ricarica lunghi: 2 ore e ½ per colonnina, 12 ore con wallbox domestica, 48 ore con corrente domestica
  4. procedura per la ricarica complicata: inquadrare il QR, accedere al portale del gestore, inserire i dati della carta di credito, attendere il codice di verifica del pagamento, poi inserire ancora la password della banca (eccetto alcuni casi in Francia)
  5. in inverno riduzione della capacità della batteria fino al 30%
  6. oltre i 90 Km/h l’autonomia della batteria dichiarata si riduce notevolmente
  7. velocità massima 105 km/h (per rispettare i consumi dichiarati)
  8. maggior consumo dei pneumatici a causa del freno motore della ricarica e del peso maggiore dell’auto
  9. programmazione del viaggio limitata: se ci sono code o deviazioni la batteria si esaurisce prima del dovuto.
  10. acquisto e installazione di un a wallbox in casa con un costo di circa 1500 euro (finanziato al 50% dalla regione)
  11. durata limitata delle batterie (10 anni?)
  12. maggior deprezzamento dell’usato

I problemi alla colonnina (personalmente sperimentati)

  1. Non ha la presa giusta
  2. Non appartiene al circuito scelto (es. Nextcharge) e la tua App o carta fisica non serve a nulla, devi inquadrare il QR
  3. Inquadrando il QR non succede nulla
  4. Non c’è QR
  5. Non c’è collegamento internet e devi fare la procedura on line (es: parcheggio interrato)
  6. Inquadrato il QR non si riesce ad aprire la pagina del portale del gestore
  7. Il pagamento viene rifiutato senza motivo
  8. Il pagamento è accettato ma la ricarica non si avvia senza motivo
  9. La ricarica si avvia ma dopo poco si interrompe senza motivo (senza che tu lo sappia)
  10. La colonnina è fuori servizio ma lo sai solo dopo avere provato a ricaricare
  11. In caso di necessità di assistenza non sempre è presente un numero di telefono e Nextcharge risponde solo via mail dopo uno o due giorni
  12. Riguardo a una wallbox privata: è compatibile per KW e presa ma non ti permette di ricaricare: esempio compare il messaggio, manca la messa a terra o ricarica impossibile„. Alberto Patuasso

Risposta- Condividiamo in toto i “pro”, come è ovvio, ma solo parzialmente i “contro”. Prima di entrare nel merito, però, vorremmo ricordare ad Alberto che Vaielettrico non solo non ha mai smesso di denunciare quello che non va nell’ecosistema della mobilità elettrica, ma l’ha sintetizzato e raccolto  in un  “Manifesto dell’e-driver” che ha già ottenuto oltre mille adesioni e presto sarà presentato ai protagonisti della transizione elettrica, a partire dai decisori politici.

L’auto elettrica per tutti/ Metti una firma sul nostro “Manifesto dell’e-driver”

Perchè non ci convince in pieno il lungo elenco dei “contro”? Innanzitutto  perché un conto sono le auto elettriche,  un altro la ricarica. E un conto sono i limiti fisici invalicabili di una tecnologia, un altro i problemi organizzatovi nella gestione di un servizio. I primi  non impediscono affatto di soddisfare tutte le esigenze di mobilità della stragrande maggioranza degli automobilisti (forse non è il caso della Zoe che infatti è fuori produzione da più di due anni).

I secondi, sui quali si accanisce con qualche ragione Alberto, sono in larga misura il frutto di una serie di distorsioni ed errori accumulati nella fase pioneristica della transizione elettrica. Non è solo l’auto elettrica a soffrirne, ma ogni nuova tecnologia, almeno nei primi anni di adozione. Pensiamo  alla telefonia mobile, ai pagamenti automatici, alla digitalizzazione in genere.  Qui, a nostro giudizio, non si tratta di elencarli come “contro”, quanto invece di trovare soluzioni. Formare i venditori perchè diano informazioni corrette ai nuovi elettromobilisti; uniformare, semplificandole, le procedure di ricarica nelle colonnine di tutti i gestori; ottenere un livello accettabile di affidabilità nell’hardware e nel software dei caricatori. Nulla di impossibile, insomma.

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