Milano Marittima (Ravenna), 24 luglio 2026 – “Una follia nata durante le partite di tennis che io, Arrigo Sacchi e Piero Chiambretti giocavamo quasi tutte le sere a Milano Marittima”. Così Mario Baldassari risponde quando gli chiede come sia nato il Vip Master. Lo organizza da 35 anni al Tennis Club di Milano Marittima assieme al figlio Patrick, riuscendo a radunare centinaia di volti noti dello spettacolo, dello sport e della televisione. A guidare il gruppo dal 1991 c’è Valeria Marini, “la vip che in assoluto ha partecipato più volte”, madrina dell’evento. L’appuntamento finale è domani sera: alle 20,30 si disputano le fasi decisive del torneo di tennis, seguite alle 22 dalla consegna del Premio Nicola Pietrangeli e alle 23 dalle premiazioni.

Una spettatrice si scatta un selfie con l’attore Walter Nudo
Baldassari, come andò avanti questa ’follia’?
“La gente veniva a guardarci, era curiosa. In quel periodo io ero anche presidente dell’Ascom: erano gli anni delle mucillagini, che fecero crollare il turismo. Con il torneo volevo aiutare la Riviera, creare un’immagine nuova”.
Quando ha capito che l’idea era vincente?
“In realtà non l’ho mai pensato. Nel 1994, alla quarta edizione, mia moglie mi disse che avrei dovuto smettere perché ero riuscito a radunare i nomi più importanti in un colpo solo e di meglio non avrei potuto fare. Ancora oggi mi sembra un’impresa impossibile essere arrivati a 35 edizioni. Organizzare tutto è difficile, ma stare senza è ancora più faticoso”.

Da 35 anni Mario Baldassari è l’anima del Vip Master al Tennis Club di Milano Marittima, dove è riuscito a portare volti noti dello spettacolo, di sport e tv; a destra le showgirl Greta Zuccarello e Matilde Brandi
Una partita diventata leggendaria?
“Quella con il principe Alberto di Monaco e Piero Chiambretti. Alberto non voleva indossare la maglietta con gli sponsor; poi confessò che non poteva restare a torso nudo. Mio figlio riuscì a infilargliela al volo. Il giorno dopo, la foto era su tutti i giornali e suo padre lo richiamò”.
E se parliamo di imprese sportive?
“Francesca Schiavone arrivò al Vip Master dopo aver vinto il Roland Garros. Naturalmente vinse anche qui”.
Un vip che l’ha sorpresa per simpatia?
“Il più ‘animatore’ è Chiambretti quando fa l’arbitro: gira in mezzo a tutti, coinvolge il pubblico. E lo farà anche stasera”.
Un ospite che vorrebbe rivedere?
“Marco Pantani. Venne come ospite quando aveva appena vinto il Giro d’Italia”.
Cosa la fa emozionare pensando alle edizioni passate?
“Uno dei momenti più emozionanti fu quando Carlo Ancelotti e Filippo Inzaghi fecero cantare l’Inno di Mameli sul campo da tennis”.

Spettatori al Vip Master di Milano Marittima
Chi altro?
“Bobo Vieri, reduce da una stagione straordinaria. Arrigo Sacchi, che tre giorni prima aveva giocato la finale del Mondiale con il Brasile. Si erano incrociati tempi e circostanze irripetibili”.
Nicola Pietrangeli è scomparso a dicembre. Un ricordo che la lega a lui?
“Un anno successe una cosa grave, mi sentii male e svenni. Prima di andare al pronto soccorso preparai il tabellone delle partite e mi dimenticai di inserire il nome di Nicola. Lui mi chiamò e mi disse: ‘Mario, non ti preoccupare, so cos’è successo’. Questo è indicativo di quanto fosse grande. Nel frattempo mi contattarono i giornalisti per chiedermi chi avesse vinto e io, per ricambiare il gesto, risposi che aveva vinto Pietrangeli. Loro lo scrissero davvero”.
E come finì?
“Dopo qualche ora firmai le dimissioni e raggiunsi i vip che erano a cena al Caminetto. Corrado Barazzutti, che aveva vinto davvero, mi chiese spiegazioni. Decidemmo di dire che avevano vinto tutti e due”.
A Pietrangeli quest’anno è dedicato il premio…
“Era un fenomeno, un fuoriclasse. Fu lui a portare Alberto di Monaco, Giuliano Gemma, Mario Marenco, Enrico Bracali. Eravamo diventati come fratelli. Devo dire grazie a lui, a Valeria Marini, Piero Chiambretti, Massimo Giletti e a tanti altri”.
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