Porto Rotondo non cambia  - L’Unione Sarda.it

2026/07/11

Categories: world-news

Olbia.

12 luglio 2026 alle 01:10

Nizzi avverte: «Non è un califfato, si va avanti se c’è dialogo» 

Dopo nove anni e tre mandati del presidente uscente, Leonardo Salvemini, ieri è stato eletto il nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio di Porto Rotondo. Nel solco della continuità, la nuova governance premia l'operato di Salvemini (non più eleggibile) e dei suoi: il più votato, con oltre tredicimila preferenze, tra i 22 candidati, l’imprenditore olbiese e storico consorziato, Giglio Sabeddu, consigliere uscente, seguito dai proprietari della Marina, Giuseppe e Matteo Molinas. Tra i dodici componenti del nuovo cda, soprattutto vecchi consiglieri che hanno ricoperto la carica durante la lunga presidenza di Salvemini. In fondo alla lista degli eletti il ventunenne Edoardo Donà dalle Rose e Rafael Sanchez Torres, portabandiera della famiglia dei fondatori che con il progetto Porto Rotondo 2026 hanno l’ambizione di rilanciare il villaggio per riposizionarlo tra le mete più prestigiose del Mediterraneo. La lista era unica, le anime diverse, sarà ora il nuovo cda ad eleggere il presidente.

I rapporti col Comune

In attesa della designazione, Salvemini lascia in consegna al suo successore una lettera scritta da Silvio Berlusconi, e inviatagli in occasione del rinnovo dello statuto del Consorzio, nel 2020: «Ho avuto modo di apprezzare la sua visione a lungo termine che evidenzia la volontà di preservare la bellezza intrinseca del comprensorio, dando al Consorzio il ruolo attivo anche negli anni a venire perché abdicare alle proprie funzioni in favore dell’ente pubblico, in questo caso il Comune, vorrebbe dire perdere la qualità e la specificità dei servizi che hanno reso a Porto Rotondo un gioiello: nessuna amministrazione pubblica, nemmeno la più attenta e capace, potrà replicare le attività amorevoli svolte dal Consorzio da lei presieduto» scriveva l’allora proprietario di Villa Certosa.

Il sindaco, Settimo Nizzi, però, davanti a una larga platea di consorziati, ha chiarito le condizioni del futuro rapporto tra amministrazione comunale e governance: «Abbiamo avuto un periodo tumultuoso, forse perché Porto Rotondo è stato considerato un califfato: non è così, perciò se c’è il dialogo si va avanti, altrimenti il Comune fa quanto deve fare». Il riferimento del primo cittadino è all’annoso contenzioso tra Consorzio e Comune circa la gestione di infrastrutture e servizi, mai ceduti all’ente e di recente trasferiti con due sentenze del Tar. «Avremmo potuto agire con la forza ma ci sarebbero stati morti e feriti, ora sono qui per dire che quelle attività devono essere fatte», ha specificato Nizzi, con un riferimento alle osservazioni al Piano urbanistico comunale protocollate da tanti consorziati: «Approvato il Puc, il Comune diventerà proprietario delle strutture e dei servizi e ci auguriamo che la nuova governance stringa buoni rapporti con l’amministrazione comunale».

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