A giugno si sono conclusi i lavori di trasformazione dell'edificio di via del Porto Fluviale, ex direzione magazzini del commissariato, a Ostiense. Quella che per anni è stata un'occupazione abusiva, è pronta a diventare una realtà pubblica condivisa tra gli abitanti (che torneranno negli alloggi ristrutturati, 54 in totale) e l'amministrazione di Roma Capitale.
Il futuro di Porto Fluviale
Nel frattempo, il Campidoglio vuole farsi trovare pronto e mettere in atto una serie di servizi da svolgere, a favore non solo degli abitanti ma anche della collettività, al piano terra del rinnovato edificio. Per questo il 28 agosto ha pubblicato un avviso con il quale si rivolge agli enti del Terzo Settore per invitarli a partecipare alla co-progettazione dei servizi.
L’accordo con ministero e Demanio
La nuova storia di Porto Fluviale nasce nel 2021, con la giunta capitolina che delibera l'adesione al Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare e di approvare tre proposte, con quella denominata “Porto Fluviale Rec House” che ha avuto la meglio ed è stata ammessa al finanziamento di 11 milioni di euro di fondi Pnrr. Nel 2022, a giugno, la giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica mentre a ottobre di quello stesso anno l'assemblea capitolina ha deliberato l'autorizzazione all'acquisizione a titolo gratuito al patrimonio comunale dell'immobile, tramite un atto pubblico e un accordo di valorizzazione tra il ministero della Cultura, l'Agenzia del Demanio e Roma Capitale.
La co-progettazione per i nuovi servizi
Ora, l'obiettivo è popolare di servizi il piano terra dell'edificio a Ostiense. Creando un polo di servizi per il quartiere, includendo spazi per la socialità, la cultura, l'artigianato e il supporto sociale, promuovendo un modello innovativo di housing integrato che faccia incontrare la dimensione abitativa degli alloggi Erp con le aree aperte alla comunità di quartiere.
Tra i servizi previsti, sui quali la co-progettazione lanciata da Roma Capitale dovrà ragionare, ci saranno spazi per la socialità e la cultura, servizi sociali e di supporto comunitario, laboratori artigianali e formazione professionale oltre a innovazione e sostenibilità ambientale. Sicuramente verranno valorizzate esperienze già attive prima dell'inizio del cantiere, come la “circo-officina” per l'allenamento circense e la danza, la sala da tè, la ciclofficina trasformata in centro di mobilità sostenibile. Altre possibili novità sono state recepite anche tramite le interlocuzioni con il territorio e l'VIII municipio: un mercato settimanale a km 0, uno sportello a bassa soglia per donne vittime di violenza e uno spazio integrato di ludoteca intergenerazionale e infine uno spazio per la didattica a distanza.
“Efficace utilizzo dei beni patrimoniali”
“Il perseguimento di finalità civilistiche e solidaristiche e di interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva - si legge nel testo dell'avviso pubblico - costituisce un efficace utilizzo dei beni patrimoniali e un efficace strumento di rigenerazione urbana, quale forma di attuazione di un progetto sperimentale di integrazione sociale ed urbano, volto a superare problemi di emarginazione sociale, realizzare forma di integrazione interculturale, dotare lo specifico quadrante cittadino di servizi rispondenti a bisogni ed esigenze già analizzati, in sede di accordo di valorizzazione, con le realtà associative, pubbliche amministrazioni e soggetti particolarmente qualificati, come i referenti della facoltà di Architettura dell’Università degli Studi ‘La Sapienza’ e del dipartimento di Architettura dell’università degli Studi ‘Roma Tre’ e dell’università ‘Guido Carli Luiss’".
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