È ancora notte in Cappadocia quando il cielo si accende di fiammate di luce. Come un grande respiro di fuoco il propano entra nei baloon delle mongolfiere che lentamente iniziano a prendere forma, come giganti addormentati che lentamente iniziano a prendere forma fino a diventano magiche sfesferrino technicolor.

È tempo di salire a bordo, nella grande navicella di vimini quasi ancorata al cielo, per iniziare un viaggio delle meraviglie sfiorando paesaggi surreali. Göreme, Love Valley, Rose Valley, Pasabag, paesi scavati nella roccia, sfiorando paesaggi surreali mentre il sole che sorge colora di magia i camini delle fate, pinnacoli simili a cattedrali di pietra scolpiti fuori dal tempo e internamente dalla mano dell’uomo.

È un viaggio senza rumore, sospeso tra cielo e pietra. Come quello di Porsche Cayenne Turbo Electric, la Porsche di serie più potente di sempre, fino a 1.156 CV inserendo il Launch Control. Il Suv elettrico più veloce del vento che increspa la Cappadocia, da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi. E dunque il test drive non poteva che essere qui ed è impossibile non notare Cayenne incedere sicura e maestosa lungo le strade che si insinuano in questi paesaggi lunari, tra villaggi dove il tempo sembra andare all’incontrario, tra automobili cabrio vintage, tra vigneti, zucche e alberi da frutto che crescono imprevisti nella terra arida, quasi come in un giardino dei miracoli. E tra canyon che come Cayenne danno forma al movimento, la prima attraverso milioni di anni di storia, la seconda attraverso design e tecnologia.

Lei con il cofano ribassato, i sottili proiettori a LED a tecnologia Matrix, che enfatizzano le sue proporzioni, i pafanghi dal profilo accentuato, le fiancate con portiere prive di cornice. E posteriormente con la fascia luminosa dal caratteristico effetto 3D, le grafiche animate, la scritta Porsche illuminata e lo spoiler adattivo sul tetto. All’interno l’effetto wow è assicurato dalla più grande area di visualizzazione mai vista su una Porsche, uno schermo guidatore-passeggero di oltre 29 pollici dov’è incastonato un Flow Display, un pannello ricurvo in verticale dove attivando le modalità Mood l'abitacolo si trasforma in uno spazio esperienziale, cambiando pure la luminosità del tetto apribile scorrevole che si può schiarire o scurire a zone per ammirare le rocce ad anfiteatro che cambiano colore secondo l’umore del sole.

Cayenne Electric non teme nulla. Nemmeno la mancanza del sound potentissimo che affascina da sempre i porschisti. «Cayenne Electric è l’evoluzione della specie. Dal 2002 ne sono state vendute 1 milione e mezzo nel mondo, oltre 36 mila in Italia dove lo scorso anno è stato il secondo modello più acquistato. È vero che l’automobilista italiano è passionale, è cresciuto con una cultura automobilistica fatta di grandi nomi di stilisti e ingegneri ed uno dei motivi che limita la potenzialità dell’ettrico è proprio l’amore per la tradizione e per il motore V8 o V12 con l’inconfondibile sound, però noi preferiamo amplificare le frequenze del motore elettrico piuttosto che inserire dei suoni posticci», spiega Pietro Innocenti, Amministratore Delegato di Porsche Italia. «Quella degli italiani è una resistenza culturale più che tecnica e quando i porschisti della vecchia o dell’ultima ora provano Taycan, Macan o Cayenne elettriche si fanno emozionare dalle tante altre prestazioni e performance delle nostre auto a batteria. E una volta provata l’elettrica la guidano per sempre».

Anche perché Porsche Cayenne Turbo Electric è un vero camaleonte e nel cuore della Turchia, nelle valli attorno alla città rupestre di Uçhisar quando la strada finisce emerge la sua anima corsara e affronta l’off road come se fosse nata qui, merito del pacchetto dedicato che prevede una sezione anteriore con geometria modificata per affrontare in sicurezza strade sterrate accidentate, salite tortuose o discese in verticale scegliendo tra tre differenti modalità di guida fuoristrada.
Un viaggio in elettrico che prosegue per 642 km, da ricaricare quasi come a un pit stop: sono sufficienti 10 minuti per ridarle un'autonomia di 315 km. Ma per la ricarica Cayenne Electric è il primo marchio a offrire anche, come optional, quella induttiva con un sistema wireless fino a 11 kW: basta parcheggiare la vettura nel garage di casa o nel posto auto coperto su un'apposita piastra, trovare un allineamento preciso con la base integrata all'interno della vettura, e il trasferimento di energia inizia automaticamente attraverso un campo elettromagnetico. Peró qui l’unica energia che conta è quella della natura. E di una storia millenaria che fa da scenografia perfetta ad una supercar che segna una rivoluzione per Porsche. Un’elettrica che non teme di certo l’invasione delle auto cinesi premium a batteria: «Sono marchi che hanno tanta tecnologia ma che non hanno storia. I brand europei come Porsche posseggono un capitale prezioso, fatto di tradizione, di passione, di evoluzione nel tempo», riflette Innocenti. «E dunque la sfida vincente sarà non restare indietro nell’innovazione tecnologica e puntare sulla nostra leggenda».
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