Pontida, dal Veneto partono 30 bus ma c’è l’incognita scaletta: Zaia parlerà?

2026/09/17

Categories: world-news

"Per Pontida oltre 100 pullman e un treno speciale da Roma, adesioni in continua crescita da tutta Italia. La Lega è al lavoro per una grande festa". Così una nota del partito diffusa ieri, a tre giorni dal raduno sul pratone bergamasco: sabato i giovani, domenica il comizio di Matteo Salvini preceduto dagli altri big. E se già è stato annunciato che sarà una Pontida "local", senza ospiti stranieri, né Marine Le Pen, né Viktor Orban né Santiago Abascal, l'attesa è per la "scaletta": parleranno come al solito i governatori oppure, per evitare che il lombardo Attilio Fontana lanci strali, quest'anno i presidenti di Regione saranno esonerati (e allora il veneto Alberto Stefani parlerà solo in qualità di vicesegretario federale)? Sarà dato il microfono al presidente dei senatori leghisti Massimiliano Romeo con il rischio che torni a contestare il madello del partito personale concentrato esclusivamente su Salvini? E Luca Zaia parlerà o non parlerà?

L'ex governatore

Di sicuro per la prima volta il bandierone del Veneto non sarà srotolato da Luca Zaia: finché è stato presidente della Regione, era Zaia a presentarsi sul palco attorniato dai sui consiglieri e assessori, tutti con la maglia dello stesso rosso del gonfalone. Quest'anno, se la "liturgia" delle edizioni passate sarà confermata e sarà data quindi parola ai governatori, toccherà ad Alberto Stefani rappresentare il Veneto e Zaia, come consigliere regionale e presidente dell'assemblea legislativa, sarà nel gruppone con gli altri, anche se sono state anche le sue 203.054 preferenze a far schizzare i consensi alla Lega alle Regionali del 2025, primo partito con il 35,5%.

I torpedoni

Dovrebbero essere poco meno di una trentina, meno degli anni passati, ma "pieni", i pullman in partenza domenica all'alba dal Veneto: avere più bus in strada, ma mezzi vuoti, con conviene alle casse del partito. Contestazioni dai veneti sono teoricamente escluse: i numeri nel direttivo federale li ha Salvini, di fatto è lui ad avere vinto anche quest'ultima partita sulle aspettative del Nord, chi aspira ad essere messo in lista alle Politiche ha già riposto le obiezioni. Tu chiamala, se vuoi, rassegnazione. L'attenzione, semmai, è sui lombardi: circola anche una minaccia di diserzione dei bergamaschi fino a ieri "gestori" dei chioschi, quelli in cui si spilla la birra. Andrea Tomaello, che come commissario veneto non è detto che rientri nella scaletta, è convinto che ci sarà una grande partecipazione: «Pontida sarà importante non solo per lanciare un messaggio di unità, ma anche per ricordare al Parlamento che sull'Autonomia differenziata la nostra Regione i compiti per casa li ha fatti: lo schema di intesa è stato approvato dal consiglio regionale, ora tocca al Governo e poi alle Camere, ci aspettiamo che la legge venga approvata prima delle Politiche».

Gli appuntamenti

Dopo Pontida, in Veneto riprenderà la stagione dei congressi. Archiviata Belluno con l'elezione di Stefano Scardanzan (impietose le foto di quel congresso che circolano nelle chat, pochissimi partecipanti), il 27 settembre toccherà a Padova (in pole position il sindaco di Cona Alessandro Aggio), il 10 ottobre Rovigo (ci riprova Guglielmo Ferrarese), quindi Treviso (Dimitri Coin si ricandida), Verona (al momento due papabili: Nicolò Zavarise, gradito ad Alberto Stefani e Lorenzo Fontana, e il senatore Paolo Tosato), Vicenza forse ancora con Denis Frison, mentre a Venezia c'è la situazione più scottante: qui al segretario in carica Sergio Vallotto è attribuita la scomparsa della Lega dal consiglio comunale (gli unici due eletti sono passati al Misto); una delle ipotesi è che Vallotto lasci a favore di Alberto Carli (sempre che a Stefani vada bene), mentre è spuntata l'ipotesi Piergiovanni Sorato. Dopo i congressi si comincerà a parlare di Amministrative: 170 i Comuni veneti al voto, con tre capoluoghi di Provincia: a Padova la Lega punta su Roberto Marcato ma gli alleati non hanno ancora detto sì; a Verona sarà interessante vedere se la spunterà Forza Italia con Flavio Tosi o Fratelli d'Italia; a Belluno l'uscente Oscar De Pellegrin ha già detto no grazie. A Chioggia, baruffe permettendo, ci riproverà il leghista Mauro Armela. E poi ci saranno le Politiche, stavolta con le preferenze. Tomaello, che non crede ai sondaggi, è certo: «Abbiamo tanti ottimi amministratori che hanno dimostrato di avere consensi, Salvini metterà in campo la migliore delle squadri possibili e la Lega risalirà». 

>> Home