Ponte sullo Stretto, scontro progettisti-ministero sul rischio terremoto: “Ricerche sulle faglie senza senso”, “No, mancano dati” | Inchiesta

2026/10/06

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Cesare Treccarichi

Come si comporterebbe il ponte sullo Stretto in caso di terremoto e quanto possa resistere non è ancora chiaro. Il progetto si trascina da decenni e alcuni aspetti restano oscuri. Dossier ha ottenuto il carteggio tra la società dello Stato incaricata di progettare e costruire il ponte - la Stretto di Messina - e i tecnici del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Tra i documenti mai pubblicati ci sono le risposte dei progettisti ai chiarimenti dei tecnici ministeriali: su 361 prescrizioni e 77 raccomandazioni prodotte dal Consiglio, 68 riguardano i terremoti. Altre 24 richieste sono incentrate sulla risposta della struttura a un eventuale sisma: nei documenti le ammissioni su calcoli non eseguiti, analisi ancora in corso e approfondimenti rinviati alle fasi finali del progetto.

Cosa dicono i tecnici del ministero sul progetto del ponte e i terremoti

Sui danni e i potenziali collassi del ponte sullo Stretto causati dai terremoti "non risultano sviluppati alcuni approfondimenti ritenuti essenziali". Nel parere del 6 agosto 2026, il Consiglio superiore dei lavori pubblici lo scrive in merito al comportamento delle torri sottoposte a forze "esterne". "Le presenti osservazioni sono in continuità con le precedenti", precisano i tecnici nel capitolo sui terremoti: alcune questioni attraversano infatti più "generazioni" del progetto, fin dal precedente parere del Cslp prodotto nel 1997.

Dati e riferimenti vanno indietro nel tempo ma, nel corso degli anni, vari parametri restano assenti. Nel carteggio che Dossier ha ottenuto, il Consiglio esamina le risposte dei progettisti del ponte - condivise dalla società concessionaria Stretto di Messina - rispetto alle richieste di chiarimento sugli aspetti problematici dell'opera.

Per cominciare, la sicurezza è ancora da quantificare. Secondo i tecnici del ministero, "risulta non definita l'affidabilità strutturale". E sono gli stessi progettisti del ponte, su carta intestata della Stretto di Messina, a dire che il tasso di fallimento "non è stato calcolato esplicitamente finora, sebbene possibile". Per "fallimento" si intende la violazione dei limiti di sicurezza della struttura. I progettisti considerano comunque le stime disponibili sul superamento delle sollecitazioni di progetto prudenziali rispetto alla probabilità di violare i limiti strutturali. 

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Il carteggio sui rischi sismici tra progettisti e Consiglio superiore dei lavori pubblici (foto Today.it)

Ma per il Consiglio non è abbastanza: vengono prescritti nuovi test e calcoli e "se del caso", di "modificare i dimensionamenti". Lo studio del comportamento dell’intera struttura fino al collasso era stato già richiesto nel 2011 e rinviato da Eurolink al progetto esecutivo nella risposta del 2023 ai rilievi del proprio Comitato scientifico.

Il terremoto del 1908: cosa manca nel 2026

Il terremoto di Messina del 1908, di magnitudo 7.1, rimane uno dei disastri naturali più gravi nella storia europea dell'ultimo secolo. È inevitabile che per l'area sia un riferimento, anche per il progetto del ponte. Il Consiglio chiede di rivalutare il modello della sorgente del 1908 considerando le interpretazioni disponibili e le loro conseguenze progettuali. Il rilievo riguarda quanto ampiamente siano state trattate le incertezze sulla faglia che ha generato quel terremoto. 

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La struttura del ponte sullo Stretto di Messina in un modello

Le lacune conoscitive sono confermate dai tecnici del ministero: "Riconoscendo deficit conoscitivi, la SdM ha previsto nuove indagini da sviluppare in vari settori di intervento". Per ricostruire il terremoto del 1908, i progettisti dichiarano di aver utilizzato un solo modello (Boschi et al. 1989), ma il Consiglio chiede "non un singolo modello preferenziale, ma un insieme di scenari sismotettonici plausibili".

Il pilone del ponte sulla faglia: le risposte dei progettisti

Si è poi parlato tanto del pilone che sarebbe costruito su una faglia attiva, quella di Cannitello, sul versante calabrese. Dal 2011 si richiedono indagini dettagliate attorno a fondazioni e ancoraggi e nel 2023, lo stesso Comitato tecnico scientifico della Stretto di Messina era tornato a richiedere modelli aggiornati. Anche perché il riferimento è a studi del 1995.

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La faglia di Cannitello con le analisi geologiche

Nella risposta sul tema che abbiamo rintracciato, gli esperti scrivono che "la ricerca ossessiva di faglie attive in superficie appare priva di senso" e rivendicano "una densità di punti di osservazione mai vista nella realizzazione di opere simili". 

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Il carteggio sui rischi sismici tra progettisti e Consiglio superiore dei lavori pubblici (foto Today.it)

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici la pensa diversamente: "Manca il carattere conclusivo in ragione del limitato supporto del dato geologico". Anche per il lato siciliano, per alcuni piani di taglio nei sedimenti manca "una convincente dimostrazione sull’origine gravitativa e non tettonica". Insomma, non è chiaro quali siano faglie attive e capaci di deformare la superficie, interessando la struttura del ponte.

Uno studio commissionato dal comune di Villa San Giovanni, e firmato dall'ingegnere Paolo Nuvolone, afferma che sotto il pilone calabrese alto 400 metri, a Cannitello, ci sarebbe una faglia "capace". Carlo Doglioni, ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, e altri esperti avevano già chiesto nuovi approfondimenti sull'area per stabilire con più precisione le caratteristiche di questo sistema.

Test e dati vecchi di 30 anni: “Perché vanno aggiornati”

Su Cannitello, i progettisti annunciano nuovi rilievi, che sarebbero già in corso, affermazioni a cui il Consiglio ha replicato così: "Manca il dettaglio delle 'recenti indagini'", chiedendo spiegazioni e riferimenti più attuali rispetto ai dati individuati nel 1995.

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Gli stessi progettisti spiegano che il quadro delle faglie "sarà profondamente aggiornato rispetto a quello offerto dal progetto definitivo, che riflette osservazioni e interpretazioni pre-2010". I tecnici del ministero le considerano "un primo indispensabile completamento conoscitivo", sottolineando che le lacune sono "confermate dalle risposte ai quesiti", date dai progettisti. 

I limiti: l'esempio dei terremoti di Amatrice

I progettisti definiscono le aree scelte per torri e ancoraggi "tra le più stabili di tutto lo Stretto". Ma il confronto generale riguarda anche le scosse da considerare nei calcoli. Gli "spettri di risposta" descrivono quanto un terremoto solleciti le diverse parti della struttura, che oscillano a ritmi differenti. Il Consiglio osserva che, per la condizione estrema di integrità strutturale, il progetto assume un riferimento coerente con lo "spettro medio del terremoto del 1908", inferiore alle stime più severe. 

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Il carteggio sui rischi sismici tra progettisti e Consiglio superiore dei lavori pubblici (foto Today.it)

Ma alcune registrazioni del sisma dell’Italia centrale del 2016 mostrano "ordinate spettrali superiori a quelle di progetto", pur avendo avuto una magnitudo inferiore. I progettisti difendono le scelte: "Secondo tutti e tre i modelli, gli spettri di progetto sono cautelativi". Richiamano anche le simulazioni nelle quali il ponte "non sperimenta danni nemmeno sotto il terremoto di Maule (Chile)". Riconoscono però che nel progetto definitivo "non sono presenti confronti espliciti tra spettri sismici di progetto" con quelli di altri grandi ponti. Il Consiglio chiede questi confronti e ulteriori approfondimenti sugli effetti delle faglie vicine all’opera. 

Anche le stime sulla frequenza dei terremoti sono ancora in aggiornamento. Gli autori ritengono prudente il modello statistico utilizzato "almeno per i prossimi trecento anni", ma precisano che "le analisi definitive sono in corso". 

Le regole del progetto oltre le norme nazionali

La società Stretto di Messina ha ricevuto le nostre domande, tuttora in attesa di risposta. Tra i rilievi trovano spazio anche i convogli ferroviari, dato che "la condizione sismica più gravosa" coincide con il treno vicino alle torri al picco della scossa: il Consiglio chiede risultati favorevoli sulla sicurezza del transito. Richiama anche superamenti dell’indicatore di ribaltamento per due convogli merci.

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C'è poi uno "scontro" tra progettisti e tecnici ministeriali. I primi considerano le norme nazionali come integrative a quelle presenti nel progetto, coi propri limiti e parametri, mentre il Cslp ribadisce che le norme nazionali sono "sempre ‘gerarchicamente prevalenti’". Così, numerosi approfondimenti sismici sono prescritti nella prima fase esecutiva, per confermare il progetto o correggerlo dove necessario. Non sarebbero verifiche di poco conto: per il Consiglio potrebbero dare risultati "meno favorevoli rispetto alle precedenti impostazioni progettuali". Tutto dovrà passare dal ministero e dai suoi tecnici. 

Tutto il carteggio riservato tra ministero e progettisti

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