Polveriera in zona Morane: “Regolamenti di conti, spaccio continuo e paura”

2026/07/18

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Viaggio nel quartiere dove è avvenuta la tragedia. Residenti rassegnati "Iniziative sociali del Comune, ma imperversano ubriachi, risse e stupefacenti" .

Viaggio nel quartiere dove è avvenuta la tragedia. Residenti rassegnati "Iniziative sociali del Comune, ma imperversano ubriachi, risse e stupefacenti" .

Viaggio nel quartiere dove è avvenuta la tragedia. Residenti rassegnati "Iniziative sociali del Comune, ma imperversano ubriachi, risse e stupefacenti" .

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Ricordano un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio: "Ci fu un ragazzo che ci rimise il dito mignolo", praticamente una mutilazione per uno sgarro. Il signor Redi una volta invece si è ritrovato ad aprire a uno sconosciuto: "Era ubriaco perso, molto aggressivo. Ero con la mia famiglia, abbiamo avuto molta paura". Ricorrenti sono i blitz di polizia e carabinieri, solitamente per sedare risse o per questioni legate allo spaccio di droga. "L’ultimo sopralluogo è stato mercoledì scorso", raccontano i residenti. "Qui abitano anche persone che scontano condanne ai domiciliari".

La schiera di palazzoni di via Tignale del Garda è una polveriera sociale, diverse volte oggetto di dibattito e di scontro politico. Sono alloggi di edilizia popolare, alcuni sono appartamenti gestiti dall’Acer, altri sono di proprietà. Ci abitano famiglie straniere e italiane, si tratta di anziani o nuclei molto numerosi, parecchi seguiti dal Comune.

Curioso il viavai di carrelli del Conad: facile vedere le famiglie che escono dai portoni già muniti per la spesa. In passato erano stati vista anche disposti tutti in fila, pronti per l’uso: utilizzati per trasportare quanto acquistato poi direttamente fin sotto casa.

E non mancano nel quartiere drammi della solitudine: "Qualche anno fa, in uno di questi palazzi, una signora seguita dai Servizi sociali perse la vita perché una cicca di sigaretta accesa incendiò il divano dove si era addormentata".

Anche la manutenzione lascia a desiderare: "Negli stabili spesso si rompe l’ascensore, e molti, anche anziani, sono costretti a farsi sei piani a piedi tutti i giorni, a scendere e a salire". I portoni principali a volte si presentano con il vetro rotto e per le riparazioni bisogna attendere mesi.

Aneddoti e circostanze che rimandano a un’area che appare abbandonata a se stessa. Non sono tanto i singoli episodi, in zona si respira apprensione: "La presenza costante di forze dell’ordine che ogni tanto vengono per identificare le persone, le urla e le liti continue, il via vai di persone che non abitano in questi palazzi e che si presentano per comprare droga, ci costringono a vivere in uno stato di perenne preoccupazione". Che poi nella maggior parte dei casi si tratta di famiglie in difficoltà economiche: "Anche se, basta guardarsi intorno, ogni tanto qui spunta qualche macchinone, lucente e ultimo modello", abbassa la voce un uomo che vive in zona da oltre 20 anni.

Non che il Comune non sappia della situazione e non si sia mosso: sono state organizzate da qualche anno attività a cadenza settimanale per i ragazzi, un punto di aggregazione. Così come è stata allestita anche la sala condominiale con sedie dei tavoli e delle poltrone per poter accogliere persone di tutte le età. Lo stesso parco di fronte, al netto dell’afa di questi giorni, è piuttosto accogliente, la manutenzione potrebbe essere migliore, ma non è del tutto trascurato: ci sono diverse panchine dove la gente si incontra e chiacchiera, al tardo pomeriggio. "La presenza di numerosi bambini – osserva una signora – sicuramente contribuisce a contenere il degrado".

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