Racket a tappeto a Secondigliano, il panificio di via del Cassano finisce per la seconda volta in poche settimane nel mirino del “sistema”. L’azione dello Stato, però, non si fa attendere e in manette finisce, dopo essere stato colto con le mani nel sacco, una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: il presunto ras Antonio Feldi, trentottenne conosciuto negli ambienti criminali della zona con l’alias di “’o tufano”, considerato uno degli uomini di punta del clan Sacco-Bocchetti.
Già arrestato nel giugno 2024 per aver minacciato e aggredito i poliziotti del commissariato Secondigliano durante un controllo, Feldi era stato scarcerato il 6 agosto scorso e dopo appena sette giorni si è ritrovato di nuovo con le manette strette ai polsi. Questa volta dovrà difendersi dall’accusa di un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di una notta attività di pianificazione di Secondigliano, già oggetto di pretese estorsive nelle settimane scorse, A entrare in azione in quel caso, al culmine di una mirata attività di indagine, erano stati i poliziotti della Squadra investigativa ed operativa del commissariato Secondigliano. L’arresto in flagranza era scattato per Vincenzo De Cicco, alias “Masaniello”, altro affiliato al clan Sacco.
Dalla sua scarcerazione, nel rione Berlingieri sono stati registrati diverse - su tutte, quella durante la notte bianca - sequestri di munizioni, oltre ad alcuni episodi di tensioni tra gruppi rivali. Feldi, in particolare, ha minacciato con una pistola il proprietario del panificio pretendendo una somma di denaro per Ferragosto, affermando: «Adesso ci sono io nel Berlingieri». Un incubo interrotto grazie all’operazione lampo condotta dagli uomini della Squadra mobile, diretta dal primo dirigente Mario Grassia, e del commissariato Secondigliano diretto dal vice questore Tommaso Pintauro. Antonio Feldi, difeso dall’avvocato Michele Caiafa, si trova adesso in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip.
>> Home