Non c'è dubbio che in Europa, Italia in primis, ci sia un problema di approvvigionamento e di produzione dell'energia, «una questione di sicurezza». Su questo l'attenzione deve essere massima, visto che la domanda di energia crescerà ancora e che quindi servirà produrre di più. Ma quello delle bollette elettriche è un capitolo a sé. E le famiglie sono perlopiù al riparo, già protette dai prezzi fissi.
È questo il senso del panel tutto dedicato all'energia moderato dal direttore del Messaggero, Roberto Napoletano, nella cornice della kermesse organizzata a Roma dalla Lega, "A tua Difesa - Verso la finanziaria 2027". Un tema ancora più sentito ieri mentre i prezzi del petrolio salivano a quota 101 dollari al barile e le quotazioni del gas in Europa arrivavano a sfiorare gli 81 euro a Megawattora. Che vuol dire questo per le famiglie? Guardiamo i numeri. «Secondo i dati Arera», è la precisazione dell'ad di Enel Flavio Cattaneo, «le famiglie sono al 55% a prezzo fisso, mentre dato Enel sono addirittura all'80% a prezzo fisso. E questo vuol dire che l'80% dei nostri clienti e famiglie con contratto Enel non ha subito nessun variazione. E nè la subirà fino alla scadenza dei loro contratti». Senza contare che è stato possibile introdurre anche attraverso il decreto bollette una componente energia gratuita (su base volontaria, ndr) fino a 25mila euro di Isee a gennaio e febbraio. Inoltre Enel «ha mantenuto i prezzi pre-guerra ma anche successivamente alla guerra per altri tre mesi», ha aggiunto lo stesso Cattaneo che punta l'attenzione sull'abitudine di parlare in modo generico dei prezzi dell'energia. Attenzione, fa notare l'ad di Enel: «Quando si parla di energia, spesso si fa di tutta l'erba un fascio: sale il carburante ma si parla di elettricità. Sale il gas e si fa lo stesso discorso. È importante invece non fare confusione e distinguere il pun dalla bolletta che pagano le famiglie».
Dunque, chi rimane esposto all'aumento dei prezzi? Le imprese energivore, che però godono di opportune agevolazioni, oppure tutte le famiglie che hanno scelto il prezzo variabile. Purché si ricordi che la bolletta comprende diverse voci. Tra queste il costo delle reti, che è tra i più bassi in Europa, e contribuisce a rendere le bollette pressoché in linea con quelle degli altri Paesi europei.
Il vero problema del nostro Paese più che il costo dell'elettricità è, dunque, quello dell'approvvigionamento e della produzione di energia. «In Italia c'è un problema di sicurezza» energetica «importantissimo», per Cattaneo, «perché importiamo il 15% del nostro fabbisogno dall'estero, siamo il paese più corto d'Europa, non produciamo oggi energia rispetto alle necessità, ma non abbiamo in previsione neanche di soddisfare tutta la domanda crescente».
Basti pensare allo «sviluppo dei data center e all'elettrificazione dei consumi, come ad esempio quelli legati al mercato delle auto elettriche che nel mese di agosto ha fatto registrare una crescita delle vendite del 20%», fa notare l'ad. Dunque non c'è altra via: va aumentata la generazione per fronteggiare l'aumento dei consumi che arriverà. Che siano più rinnovabili o il nucleare che sarà.
Del resto «l'energia è da considerare strategica come la difesa», per il viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, che punta il dito contro il Green deal dell'Europa «che ha messo in ginocchio l nostro sistema produttivo». «Senza energia non c'è economia e senza economia si mette a rischio la stabilita di un Paese».
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