L’Italia continua ad ampliare la propria rete di piste ciclabili, ma il percorso verso città davvero a misura di bicicletta procede a velocità molto diverse da territorio a territorio. Nel nostro Paese la mobilità ciclabile sta guadagnando spazio, anche grazie agli investimenti previsti dal Pnrr, ma rimane molto forte la distanza tra Nord, Centro e Mezzogiorno.
Indice
- Piste ciclabili, a che punto è l’Italia?
- La classifica delle città con più piste ciclabili
- Le migliori città a misura di bicicletta
- Le città messe peggio
- Perché investire in piste ciclabili conviene
Secondo i dati pubblicati da Istat il 9 settembre 2026, nel 2024 le piste ciclabili in Italia hanno superato complessivamente i 6mila chilometri nei Comuni capoluogo, registrando una crescita del:
- + 5,6% in un solo anno;
- +28,8% in 5 anni.
Inoltre, almeno 10 chilometri di rete ciclabile sono presenti ormai in tre capoluoghi su quattro, mentre nel 2019 la stessa soglia riguardava soltanto due città su tre. La densità media nazionale è pari a 31,3 chilometri di piste ciclabili ogni 100 chilometri quadrati di superficie territoriale, ma il valore sale a 48,3 chilometri nei capoluoghi metropolitani.
Il problema è che la distribuzione geografica della rete rimane squilibrata:
- al Nord si arriva a 74 chilometri ogni 100 chilometri quadrati;
- al Centro a 19,4;
- e al Sud a 7,7.
Il Mezzogiorno, tuttavia, mostra uno dei tassi di crescita più elevati. Nel 2024 la rete ciclabile è aumentata del 10,1%, ma questo dato va letto sotto due punti di vista diversi. Perché se le città meridionali stanno recuperando terreno più velocemente, è anche perché le stesse partono da una dotazione infrastrutturale molto più bassa.
La classifica delle città con più piste ciclabili
Se si passa dall’estensione complessiva della rete alla disponibilità di infrastrutture ciclabili in rapporto alla popolazione, secondo il report Ecosistema Urbano di Legambiente, che analizza i dati raccolti nel 2024 (stesso anno di riferimento del report Istat), nella top 3 troviamo:
- Reggio Emilia, con 48,14 metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti;
- Cosenza, con 36,93 metri equivalenti ogni 100 abitanti;
- Lodi, con 36,11 metri equivalenti ogni 100 abitanti.
Le città si trovano molto al di sopra della media dei capoluoghi analizzati, che nell’edizione considerata raggiunge 11,02 metri equivalenti ogni 100 abitanti.
In Italia, le città che superano i 10 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti sono passate da 41 a 44, ma sono diminuite quelle che dispongono di meno di un metro equivalente ogni 100 abitanti, passando da 16 a 12.
Le migliori città a misura di bicicletta
Legambiente, però, oltre ad aver considerato il numero di metri di piste ciclabili, ha valutato anche la qualità della mobilità ciclistica. E in questo caso, prendendo in considerazione anche sicurezza, continuità, funzionalità dei percorsi o loro distribuzione all’interno della città, la classifica è cambiata.
Nel dettaglio:
- Reggio Emilia continua a essere prima nell’indice dedicato alle infrastrutture ciclabili, anche se nell’analisi complessiva di emergono anche alcune criticità (come il numero di automobili circolanti, che arriva a 88 auto ogni 100 abitanti, contro le 70 della precedente edizione del rapporto);
- Trento, grazie a una serie di indicatori positivi sul fronte della sostenibilità ambientale, ha conquistato il secondo posto. Nel capoluogo trentino la dotazione ciclabile è salita 9,24 metri equivalenti ogni 100 abitanti, in crescita rispetto agli 8,95 della precedente edizione e l’utilizzo del trasporto pubblico è aumentato, raggiungendo 143 viaggi pro capite annui, ma sono
- Parma ottiene il terzo gradino del podio perché, nonostante i suoi 20,13 metri di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, ha registrato una riduzione delle piste (che nell’ultima rivelazione di Legambiente erano pari a 21,9 metri). Rispetto ad altre città, però, continua comunque a distinguersi per l’utilizzo del trasporto pubblico, con 156 viaggi per abitante all’anno, e per l’estensione delle aree pedonali, che raggiunge 80,9 metri quadrati ogni 100 abitanti.
Le città messe peggio
Mentre alcune città hanno raggiunto livelli comparabili con quelli delle realtà europee più avanzate, altre sono ancora praticamente prive di una rete dedicata. La situazione peggiore, come si evince dal report Istat, è nel Mezzogiorno, dove la densità della rete è di appena 7,7 chilometri ogni 100 chilometri quadrati nei capoluoghi meridionali, contro i 74 del Nord. La crescita del 10,1% registrata nel 2024 è positiva, ma non sufficiente a cancellare un divario accumulato negli anni.
Anche la classifica ambientale di Legambiente evidenzia le stesse criticità. Non a caso, in fondo alla graduatoria della ciclabilità si trovano infatti diverse città meridionali come Reggio Calabria, che arriva a soltanto 1,23 metri equivalenti ogni 100 abitanti, oppure Crotone, che si ferma a 5,21 metri, in calo rispetto ai 5,68 della precedente edizione.
Perché investire in piste ciclabili conviene
La bicicletta oggi non può essere considerata soltanto un mezzo per il tempo libero. Col passare degli anni, e dopo il boom di utilizzi durante la pandemia, è infatti diventata uno strumento di mobilità quotidiana e persino una risorsa economica per il turismo. Il numero crescente di cicloturisti e i miliardi di euro generati dal comparto confermano che la qualità delle infrastrutture ciclabili è ormai anche una questione di competitività delle città e dei territori.
Come riportato dall’analisi “Viaggiare con la bici 2026”, realizzata da Isnart-Unioncamere per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio, nel 2025 sono state circa 49 milioni le presenze cicloturistiche in Italia, per una spesa complessiva sul territorio di circa 6,4 miliardi di euro.
La bicicletta può essere vista quindi come un attivatore di economia territoriale, sopratutto perché – secondo il rapporto – un turista su due combina l’esperienza in bike con la scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche locali. Una rete di piste ben progettata, pertanto, non giova solo ai residenti e all’ambiente, ma si contraddistingue come un’infrastruttura turistica capace di collegare città, borghi, aree rurali e destinazioni costiere.
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