Ussassai.
09 agosto 2026 alle 00:43
Il sito sarà affidato a una società per la gestione e l’accesso ai laghettiNumero chiuso. Le piscinette naturali di Ussassai come Cala Goloritzé e le altre perle della costa di Baunei e di Su Sirboni (Gairo). Sarà questo il futuro dei laghetti a cui il sindaco, Chicco Usai, ha vietato l’accesso con l’ordinanza del 27 luglio scorso. «Per quest’anno teniamo il numero chiuso, per il futuro contiamo di riaprire contingentando gli accessi». I principi del primo cittadino sono cristallizzati: Usai non arretra, sostenendo che la tutela ambientale sia il primo comandamento da rispettare. Ancora di più adesso che la zona delle piscinette, prese d’assalto da escursionisti (in gran parte stranieri), è presidiata anche dal personale della Forestale, così come aveva preannunciato l’assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi, durante un vertice telefonico con lo stesso sindaco nei giorni caldi del dibattito seguito al provvedimento di chiusura.
Verso il cambiamento
La stagione in corso proseguirà così, senza bagnanti e senza sportivi che praticano acquatrekking. I laghetti naturali del Rio Sa Taula, tra S’Arcada e la congiunzione col Rio San Gerolamo, Rio Isara e Rio San Gerolamo fino alla piscina di Caddargiu de Sini resteranno blindati e, soprattutto, sorvegliati. «A settembre - annuncia il sindaco - avvieremo uno studio sulla pressione antropica per dimostrare che l’accesso limitato e il numero chiuso sono essenziali per proteggere la biodiversità dei siti». Una volta completata la pianificazione è attesa la svolta: «La nostra volontà - dichiara Usai - è pubblicare un bando per affidare i siti a una società che se ne prenda cura e li gestisca per scopi turistici e ambientali». Un’iniziativa sul modello adottato negli ultimi anni da altri centri del territorio, con Baunei precursore nella gestione delle sue celebri cale e Gairo che ha raccolto l’ispirazione adottando lo stesso metodo nella spiaggia di Su Sirboni.
Le reazioni
Corrado Conca, guida ambientale escursionistica, accoglie con soddisfazione la volontà amministrativa: «A Ussassai forse non c’è alternativa: la notorietà delle piscine è ormai tale che i numeri potranno solo aumentare e, a questo punto, ben venga una piccola società locale che ne gestisca il contingentamento. Da guida, spero che in futuro resti possibile accedervi per passeggiate lungo il torrente. Chiaramente con piccoli gruppi, a impatto molto contenuto, finalizzati soprattutto a far conoscere e raccontare quel delicato ambiente fluviale». Conca confida in un dibattito allargato: «Auspico che il prossimo passo sia un tavolo di confronto, dove i protagonisti principali, oltre al torrente, dovranno essere i cittadini di Ussassai, eventualmente supportati dai portatori di interesse che vorranno collaborare nell’attività di tutela e fruizione».
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