Piscine, nuovo blitz del Nas a Roma: chiuse altre due strutture nel quadrante est della Capitale

2026/09/07

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Bocchettoni e valori delle acque non a norma, cancelletti assenti e scarsa manutenzione. Ancora una stretta dei carabinieri del Nas e delle Asl nelle piscine della Capitale: ad agosto per due strutture è scattata la chiusura. Per altre tre invece, sanzioni e segnalazioni ai titolari. I controlli negli impianti si sono intensificati dopo l'entrata in vigore delle direttive tecniche europee. Tolleranza zero contro il rischio di risucchio nei bocchettoni di aspirazione e, per quanto riguarda le griglie e i sistemi idraulici, devono rispettare la norma tecnica. Un'ulteriore accelerata nelle piscine della Capitale era stata disposta dopo la tragedia del bimbo di cinque anni, morto nella vasca dell'impianto comunale di Monterotondo mentre frequentava il centro estivo insieme con altri piccoli e due animatori.

Sono ancora in corso le indagini sulla drammatica vicenda: la Procura di Tivoli ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e iscritto tre persone nel registro degli indagati, tutte legate alla gestione della sicurezza e della società sportiva. Tra loro, il coordinatore responsabile degli operatori e due dirigenti.

Le ispezioni

Dunque un'estate di accertamenti e controlli e nel mese di agosto altri due impianti - nel quadrante est della città - sono stati chiusi per gravi carenze sulla sicurezza. Mentre altri tre sono state sanzionate perché durante le ispezioni i militari hanno riscontrato anomalie nelle misure di sicurezza. A partire dai bocchettoni e dalle griglie che non sono risultate a norma. Mentre in un caso specifico, l'impianto è stato sanzionato perché tra la piscina e la struttura principale non era stato installato il cancelletto. Una misura di sicurezza obbligatoria.

Già lo scorso luglio, dopo le prime verifiche, erano emerse le prime irregolarità: il bilancio era stato di un totale di 119 strutture multate o chiuse. I controlli avevano infatti accertato gravi mancanze nella gestione degli impianti. In particolare valori di cloro fuori norma, assenza di bagnini, mancanza di autorizzazioni o certificati medici. Ancora: gli ultimi blitz erano stati disposti nel quadrante nord della Capitale e coordinati della compagnia Cassia, insieme ai nuclei specializzati del Nas, del Nil e ai tecnici dell'Asl competente che avevano appunto effettuato una serie di ispezioni mirate per verificare il rispetto delle normative amministrative, del lavoro e igienico-sanitarie.

Gli accertamenti avevano riguardato complessivamente sette impianti natatori.

Le irregolarità

All'esito degli accertamenti, per tre delle strutture controllate erano scattate diverse sanzioni amministrative a carico dei rispettivi titolari.

Tra le irregolarità, in quel caso, pure la mancanza della Scia (la Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e l'assenza del necessario parere igienico-sanitario rilasciato dall'Asl. Sul fronte della sicurezza e del personale invece, gli ispettori avevano riscontrato la presenza di piscine in funzione senza un bagnino regolarmente assunto per il servizio di salvataggio.

Inoltre, durante i rilievi sulle acque, in una delle strutture aveva rilevato livelli di cloro superiori ai limiti consentiti dalla legge. L'irregolarità aveva fatto scattare la diffida immediata all'utilizzo della vasca.

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