Piscina comunale, la riapertura è un miraggio  - L’Unione Sarda.it

2026/10/08

Categories: world-news

Assemini.

09 ottobre 2026 alle 00:52

Chiusa da tre anni è preda dei vandali. Corrias (M5S): «A che punto è l’iter per il riavvio?» 

Porta sbarrate, atti di vandalismo e un conto per la riapertura che continua a lievitare. La vicenda della piscina comunale di Assemini - l’impianto sportivo tra le vie Sarcidano e rio Sa Murta, del valore di oltre 6,5 milioni di euro - si trova a un nuovo punto di stallo. A denunciare la situazione di immobilismo è il consigliere comunale del M5S Diego Corrias, che a distanza di mesi dall’ultimo annuncio ufficiale torna a puntare il dito contro l’amministrazione: «Che fine ha fatto l’ipotesi di partenariato pubblico-privato per il riavvio? Ogni giorno che passa la struttura diventa più obsoleta e il suo ripristino sempre più costoso, mentre i cittadini di Assemini sono senza piscina da oltre tre anni».

La cronistoria

La storia recente dell’impianto è un susseguirsi di colpi di scena, promesse e conti salati. Chiusa definitivamente nel luglio 2023 dopo la riconsegna delle chiavi da parte della precedente gestione (la società Aquasport, recentemente condannata dal Tribunale civile di Cagliari a pagare 210 mila euro di arretrati al Comune), la struttura è stata progressivamente devastata dall’incuria e dai furti di componenti elettriche e idrauliche. Un’incuria che ha raggiunto cifre consistenti: la perizia consegnata alla fine del 2025 dall’ingegnere Gianfranco Civile ha quantificato in ben 2,5 milioni di euro i costi necessari per rimettere in sesto l’impianto e consentirne la ripartenza. Una cifra pari a un terzo del valore dell’intero bene.

Procedura impantanata

A far sperare in una via d’uscita era stata, nel novembre 2025, la manifestazione di interesse preliminare presentata dalla Nuova Icom Srl, azienda della zona industriale Cacip disposta a investire sulla riqualificazione della struttura nell’ambito di un percorso di partenariato pubblico-privato. L’amministrazione del sindaco Mario Puddu aveva assicurato un iter celere basato su una procedura comparativa aperta ad altri operatori e supportata anche dal Dipartimento per la programmazione economica.Tuttavia, ad oggi tutto sembra essersi fermato. Nessun bando definitivo, nessun cantiere aperto e un silenzio istituzionale che alimenta la frustrazione della minoranza e della cittadinanza. Il timore espresso dai banchi dell’opposizione è che l’intera procedura si sia impantanata, trasformando un’opportunità di recupero in un’eterna incompiuta.

C’è un progetto

Se da una parte, dall’amministrazione comunale nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni, dall’altra le novità arrivano direttamente dagli interessati. «Stiamo procedendo con il progetto esecutivo», fanno sapere dalla Nuova Icom, «per partecipare a una gara, dove l’idea migliore sarà quella affidataria dell’operazione. Per questo stiamo predisponendo un progetto esecutivo veramente dettagliato che possa far capire quello che andremo a fare noi. Di fatto diventerà la base di una gara pubblica e, nel caso non ci siano offerte migliori, la nostra sarà quella aggiudicataria».

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