A circa 35 chilometri da Sarajevo si trova Visoko, una piccola città circondata da montagne che, già da lontano, colpiscono per la loro forme geometriche sorprendentemente regolari.
Secondo il ricercatore Semir Osmanagich si tratta di strutture piramidali costruite da una civiltà antichissima.
La comunità scientifica non si è ancora espressa e attualmente considera ancora questi rilievi come formazioni naturali. Ma è in corso un dibattito aperto tra ricercatori, studiosi indipendenti e archeologi, attratti da quanto emerge dagli scavi e dai tunnel sotterranei. Ogni anno infatti in questa valle viene ospitata una conferenza scientifica internazionale dedicata alle Piramidi Bosniache, durante la quale ricercatori indipendenti, archeologi, geologi ed esperti di discipline energetiche presentano nuove indagini, dati e informazioni emerse dagli studi su complesso.

La Valle delle Piramidi Bosniache oggi è diventata una destinazione turistica a tutti gli effetti: richiama ogni anno oltre 200.000 visitatori provenienti da diversi Paesi. Nei periodi di maggiore affluenza, soprattutto durante gli eventi internazionali e il solstizio d’estate, Visoko accoglie migliaia di persone interessate ai tunnel Ravne, alle ricerche archeologiche e alle attività del parco Ravne 2.
Sono stata a Visoko già un paio di volte, spinta dalla curiosità e dalla mia passione per l’archeologia. In una di queste occasioni ho incontrato il Dott. Semir Osmanagic e l’ho intervistato: trovate qui il link all’intervista.

Al di là del complesso delle piramidi, la Bosnia è un Paese che mi ha conquistata. Mi sono rimasti impressi il verde intenso delle sue valli, i fiumi che accompagnano il viaggio, le montagne e quei paesaggi ancora autentici, dove il turismo internazionale sembra non essere ancora arrivato davvero.
Di seguito vi racconto ciò che ho visto personalmente e quanto emerge dagli studi condotti finora su questi luoghi affascinanti, che continuano a sollevare domande e a conservare intatto il loro mistero.
Dove si trovano le Piramidi Bosniache
Visoko si trova nella Bosnia centrale, circa 35 chilometri a nord-ovest di Sarajevo. Intorno alla città si estende quella che è stata definita la Valle delle Piramidi Bosniache, formata da sei strutture principali: la Piramide del Sole, della Luna, del Drago, dell’Amore, il Tempio di Madre Terra e il tumulo di Vratnica, situato a circa cinque chilometri dalla zona principale. Una scoperta che risale al 2005, quando il Dott. Semir Osmanagich individuò nelle colline di Visoko caratteristiche che riteneva compatibili con strutture artificiali.
Secondo i rilievi più recenti le strutture del complesso sarebbero addirittura 7, e rispecchierebbero la costellazione delle Pleiadi.
La scoperta di Semir Osmanagic

Semir, o Sam, Osmanagic è un ricercatore bosniaco-americano che da oltre quarant’anni studia civiltà antiche, siti megalitici, geometria sacra e quelle che definisce tecnologie piramidali. Ha viaggiato in più di sessanta Paesi, è autore di numerosi libri e articoli scientifici, e ha dedicato gran parte della propria attività al progetto di Visoko.
Nel 2005 ha individuato nelle colline intorno alla città alcune caratteristiche che sarebbero riconducibili a strutture piramidali artificiali. Tra gli elementi che più lo hanno colpito vi è l’orientamento della Piramide del Sole verso il nord cosmico: secondo i dati riportati dal Progetto, lo scarto sarebbe di appena 0°, 0′ e 12″, contro i 0°3′ 0″ attribuiti alla Piramide di Cheope. Per portare avanti gli scavi e le ricerche ha poi fondato la Fondazione Archaeological Park: Bosnian Pyramid of the Sun, l’organizzazione che coordina gli studi, gestisce le aree visitabili e promuove il complesso delle Piramidi Bosniache.
Abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo personalmente e le sue affermazioni partono da un’idea centrale: le piramidi dell’antichità non sono state costruite principalmente come tombe, ma avevano una funzione energetica, tecnologica e sociale.
La Fondazione presenta il lavoro di Visoko come un progetto interdisciplinare che coinvolge archeologia, geologia, geofisica e misurazioni elettromagnetiche. Le attività vengono sostenute attraverso donazioni e volontariato internazionale: ogni anno gruppi di volontari provenienti da diversi Paesi partecipano agli scavi sotto la supervisione del personale della Fondazione.
Le sette piramidi e il legame con le Pleiadi
Come già accennato, le ricerche più recenti di Semir Osmanagich hanno ampliato la mappa della valle. Secondo la sua interpretazione, il complesso di Visoko sarebbe formato da sette strutture piramidali disposte sul territorio in modo simile alle sette stelle principali delle Pleiadi, l’ammasso M45 della costellazione del Toro.

La Piramide del Sole, la più imponente di Visoko
La protagonista della valle è una imponente collina chiamata Piramide del Sole, sulla cui sommità si trovano i resti di una antica fortificazione medioevale.
Secondo i rilievi LiDAR effettuati, la piramide del Sole raggiunge l’altezza di 368 metri – oltre il doppio della Piramide di Cheope, alta originariamente poco meno di 147 metri – e presenta tre versanti conservati, rivolti a nord, est e ovest, con inclinazioni simili e un orientamento molto preciso verso i punti cardinali. Vista dalla pianura, la sua sagoma appare effettivamente monumentale. Oggi i suoi pendii sono quasi completamente ricoperti dalla vegetazione, ma la successione delle linee e la convergenza verso la sommità creano una forma che, soprattutto da alcune prospettive, ricorda decisamente una piramide.
Durante gli scavi sono state messe in luce superfici e blocchi rettangolari che secondo la Fondazione sono strati di calcestruzzo artificiale o geopolimero. Da quanto emerso dalle analisi condotte in laboratori di diversi Paesi, questi materiali avrebbero caratteristiche di resistenza di elevata qualità.

La parte più controversa riguarda invece la datazione. Secondo quanto pubblicato dal progetto, gli strati di terreno che ricoprono la collina sarebbero databili tra 12.000 e 15.000 anni fa, mentre alcuni resti fossili di foglie rinvenuti tra due strati del rivestimento avrebbero fornito una data di circa 29.200 anni. La Fondazione considera questo dato indicativo dell’età della struttura.
Una simile cronologia anticiperebbe di migliaia di anni la nascita delle grandi architetture monumentali conosciute in tutto il mondo. È per questo che, qualora l’origine artificiale fosse dimostrata attraverso studi indipendenti e condivisi dalla comunità scientifica, la scoperta avrebbe conseguenze enormi sulla ricostruzione delle prime civiltà.
La Piramide della Luna e i suoi terrazzamenti
La Piramide della Luna si trova sul versante opposto della valle e raggiunge, secondo i dati forniti dalla Fondazione, un’altezza di circa 190 metri. Il suo aspetto è meno compatto rispetto alla Piramide del Sole, ma lungo i pendii sono ben visibili livelli sovrapposti che possono essere interpretati come terrazzamenti.

Secondo i rilievi condotti vi è una successione di blocchi in arenaria e strati di argilla. Quest’ultima avrebbe svolto una funzione di legante, impermeabilizzante e isolante termico e acustico. Un campione di materiale organico rinvenuto sul lato occidentale, tra due livelli di arenaria, è stato sottoposto ad analisi al radiocarbonio, restituendo una data di 12.350 anni, con un margine di errore di cinquanta anni.
Il percorso sulla Piramide della Luna permette di osservare da vicino le superfici riportate alla luce e di comprendere meglio perché Visoko continui ad alimentare interpretazioni tanto differenti.
Il tumulo di Vratnica e le altre strutture della valle

Il complesso preso in considerazione dalla Fondazione comprende anche la Piramide del Drago, alta circa 90 metri, la Piramide dell’Amore e il Tempio di Madre Terra. A queste si aggiunge il tumulo di Vratnica, distante circa cinque chilometri dalle piramidi principali.
Secondo le informazioni emerse dal Progetto, il tumulo raggiunge i 32 metri rispetto al livello della strada e sarebbe composto da strati di argilla, calcestruzzo e grandi blocchi, alcuni dei quali supererebbero le dieci tonnellate. Le prospezioni con georadar avrebbero inoltre individuato cavità o tunnel sotterranei.
La vastità del territorio è uno degli aspetti che più colpiscono durante la visita. Non ci si trova davanti a un singolo scavo, ma a una valle intera riletta attraverso un sistema di corrispondenze tra forme, orientamenti, corsi d’acqua e fenomeni energetici.
I tunnel Ravne sotto la Valle delle Piramidi
L’esperienza che mi ha pù impressionata è stata la visita ai tunnel Ravne, un labirinto sotterraneo formato da passaggi, camere e bacini d’acqua. Secondo i rilievi effettuati questa rete si estende per decine di chilometri sotto la Valle delle Piramidi.
Durante gli scavi di riapertura dei passaggi nel tunnel Ravne, la Fondazione ha trovato grandi pietre, mega-blocchi in ceramica, muri a secco, tracce di utensili e reperti di epoche differenti. Alcuni di questi grandi blocchi sarebbero collocati sopra intersezioni di corsi d’acqua sotterranei e avrebbero un peso di diverse tonnellate.

All’ingresso del tunnel si indossano i caschetti e poi ci si addentra in un ambiente che diventa subito silenzioso, fresco e sorprendentemente ventilato. Le diverse altezze e sezioni dei corridoi favoriscono infatti una circolazione naturale dell’aria, percepibile anche nelle parti più interne aperte ai visitatori.
Lungo i percorsi nel tunnel sono state ricavate diverse aree di sosta dove ci si può soffermare per godere dell’aria fresca e pura e per fare meditazione nel ventre della terra. Qui la visita rallenta: si rimane seduti in silenzio, circondati da pietre megalitiche e dal suono lontano dell’acqua. Qualunque sia la propria posizione sulle teorie archeologiche del sito, l’atmosfera che si percepisce è raccolta e profondamente suggestiva.
Le misteriose iscrizioni nei tunnel Ravne

Tra i ritrovamenti più curiosi di questo labirinto sotterraneo figura un grande blocco sulla cui superficie sono visibili dei segni incisi. Nel rapporto pubblicato dalla Fondazione viene descritto come un “grande blocco con iscrizioni”, diverso per forma e dimensioni dal materiale geologico circostante. Alcuni dei simboli sono stati accostati, per il loro aspetto, ai caratteri runici e ad altri alfabeti antichi ma l’età, la funzione e il significato delle incisioni rimangono ancora da chiarire. Proprio questa assenza di una lettura condivisa rende il blocco uno degli elementi più enigmatici osservabili lungo il percorso dei tunnel Ravne.

Gli ioni negativi e le loro proprietà energetiche
Un altro aspetto molto particolare riguarda le caratteristiche energetiche dei tunnel e delle sommità delle colline. Sulla Piramide del Sole e sul tumulo di Vratnica sono state rilevate emissioni elettromagnetiche e ultrasoniche intorno ai 28 kHz, insieme a infrasuoni e fenomeni interpretati come campi di torsione o onde scalari. All’interno del tunnel Ravne è stata registrata anche una frequenza di 7,83 Hz, associata alla risonanza di Schumann.
Per quanto riguarda in particolare il tunnel Ravne, è stata rilevata un’elevata concentrazione di ioni negativi e l’assenza di alcune forme di radiazione naturale o di interferenza energetica. Agli ioni negativi vengono attribuite proprietà antibatteriche e antivirali.
La sensazione soggettiva, però, merita di essere raccontata. Durante la permanenza nei tunnel ho avvertito una sensazione di grande calma, un profondo silenzio e una piacevole qualità dell’aria. Al termine della visita si prova una leggerezza prolungata, favorita probabilmente anche dalla temperatura costante, dalla lontananza dai rumori esterni e dal ritmo lento del percorso.
Il parco Ravne 2
Accanto ai tunnel si trova Ravne 2, un grande parco naturalistico e culturale fondato da Osmanagich: un’oasi verde dedicata all’incontro tra natura, arte, musica, benessere e ricerca spirituale.
Il parco, frequentato da famiglie del luogo per momenti ricreativi e dai numerosi visitatori del complesso, si estende tra prati, boschi e sentieri, con installazioni, piattaforme per attività all’aperto e spazi nei quali fermarsi. Dopo la visita sotterranea è piacevole dedicare qualche ora nel parco, soprattutto durante le giornate estive. Qui si trovano anche chioschi con specialità locali, piccoli negozietti e tutti i servizi utili.

Ma c’è di più. Il parco Ravne 2 ospita anche un’arena all’aperto e due campi da tennis, costruiti per accogliere allenamenti e incontri di livello internazionale. Qui è arrivato più volte Novak Djokovic, che ha scelto Visoko anche per allenarsi e dedicarsi al recupero tra una competizione e l’altra. I campi, inaugurati nel luglio 2022 con la partecipazione del campione serbo, sono affiancati da tribune per oltre mille spettatori e fanno parte del progetto che punta a trasformare Ravne 2 in un centro regionale per la preparazione dei migliori tennisti.
Ravne 2 aiuta anche a comprendere come questo luogo sia diventato qualcosa di più di un’area di scavo. Visoko attira ormai persone interessate alla meditazione, alle discipline olistiche, allo sport, alla natura e alle letture alternative della storia antica.
Le sfere di pietra di Zavidovici

A completare il viaggio nei luoghi più enigmatici della Bosnia ci sono le grandi sfere di pietra di Zavidovici, che si possono visitare con un’escursione da Visoko. Si trovano in un’area boschiva attraversata da un torrente, dove emergono dal terreno massi quasi perfettamente sferici, alcuni ancora parzialmente inglobati nella roccia e nella vegetazione. Fanno parte del patrimonio megalitico della Bosnia e sono state inserite negli itinerari di ricerca condotti da Semir Osmanagich. La loro origine rimane ancora oscura: per alcuni sarebbero il risultato di processi geologici naturali, mentre il progetto di Visoko ipotizza una possibile lavorazione da parte di antiche civiltà.
Come raggiungere le Piramidi di Visoko da Sarajevo
La cittadina di Visoko si raggiunge facilmente da Sarajevo in automobile. La distanza è di circa 35 chilometri e il tragitto richiede normalmente meno di un’ora, a seconda del traffico.
La soluzione più comoda per arrivarci è noleggiare un’auto, soprattutto per spostarsi tra la Piramide del Sole, l’area dei tunnel Ravne, il parco Ravne 2 e le altre strutture, che non si trovano tutte nello stesso punto.
Chi preferisce una visita organizzata può affidarsi a una guida locale o partecipare ai tour proposti dal progetto. Una giornata permette di vedere i luoghi principali, ma per approfondire la valle e dedicare tempo ai sentieri sarebbe preferibile fermarsi almeno una notte a Visoko.
Orari di apertura delle Piramidi Bosniache
I siti della valle sono aperti 365 giorni l’anno. Da giugno a settembre l’orario indicato è dalle 9.00 alle 20.00, mentre da ottobre a maggio le visite sono previste dalle 9.00 alle 17.00. Prima della partenza è comunque consigliabile verificare eventuali variazioni stagionali, le modalità di accesso ai diversi scavi e la disponibilità delle visite guidate.
Per le informazioni e prenotazioni consultare il sito ufficiale sulle Piramidi bosniache.
Le mie considerazioni finali
Le Piramidi Bosniache sono state una delle esperienze più sorprendenti del mio viaggio in Bosnia. Sono arrivata incuriosita dalle polemiche e sono rimasta colpita dalla dimensione del luogo, dalla quiete dei tunnel e dalla passione delle persone che lavorano a questo Progetto.
Forse un giorno nuove indagini permetteranno di stabilire con maggiore chiarezza la natura delle colline e l’origine delle strutture sotterranee. Nel frattempo Visoko rimane una destinazione fuori dall’ordinario, sospesa tra archeologia, geologia e spiritualità.
Ognuno è libero di formarsi la propria opinione. Il mio consiglio è di arrivare senza pregiudizi, ascoltare le diverse interpretazioni e concedersi il tempo di percorrere i tunnel in silenzio. Il fascino di Visoko risiede proprio in questa domanda ancora irrisolta: siamo davanti a un fenomeno naturale interpretato dall’immaginazione umana o alle tracce di una storia molto più antica di quella che conosciamo?
Ringrazio Cristina Redi per il supporto durante il sopralluogo e per alcune foto a corredo di questo articolo.
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