Un registratore cucito sotto il grembiulino. Tanto è bastato per incastrare un assistente scolastico che svolge un ruolo di sostegno per i piccoli in difficoltà, all’interno di una scuola elementare di Scampia. Due genitori detective, che hanno avuto la forza di affidarsi a un espediente sotto traccia e di scoprire le ragioni del malessere del proprio piccolo. Otto minuti, tanto dura la traccia audio captata: si ascolta la voce di una persona adulta - dell’assistente scolastico - che minaccia in modo veemente il bimbo di dieci anni: «Te la devo far pagare, impara a chiedere scusa, devi ripetere la parola scusa...».
Nitide le urla del bambino. Parliamo di un piccolo che soffre di disturbi dello spettro autistico, che era stato affidato all’attenzione di tre insegnanti e del cosiddetto “prof di sostegno”.
A tradire il proprio mandato sarebbe stato quest’ultimo. E la traccia audio per i due genitori rappresentava una conferma. Si legge nella denuncia, che risale allo scorso anno: «Dall’inizio delle attività didattiche abbiamo notato nostro figlio particolarmente nervoso e aggressivo. Poi un altro campanello di allarme, quando abbiano notato lividi e graffi all’altezza del collo, delle braccia e della schiena. È questo il motivo che ci ha spinto a fissare un registratore nel grembiule del bambino, purtroppo quello che abbiamo ascoltato nell’audio è la conferma di quanto avevamo ipotizzato».
Il retroscena
Una vicenda non nuova ai lettori del Mattino. Un anno fa - novembre del 2025 - è stato il collega Giovanni Chianelli a svelare la trama investigativa dei due genitori che denunciavano le violenze subite dal proprio piccolo.
Oggi il caso torna alla luce grazie alla denuncia firmata dall’avvocato Francesco Petruzzi e dall’intervento del parlamentare Avs Francesco Borrelli. Restiamo al caso. Un anno fa la denuncia ai carabinieri della compagnia Marianella, verifiche in corso. Fascicolo destinato ai pm della Procura di Napoli che assistono le vittime di reati contro le fasce deboli (sotto il coordinamento dell’aggiunto Giancarlo Novelli), si attendono possibili convocazioni in Procura. Chiedono chiarezza i diretti interessati.
Spiegano Borrelli e Petruzzi: «Il personale scolastico ha sostenuto che i lividi erano frutto di atti di autolesionismo, ma questa risposta non ha convinto la famiglia che ha deciso di applicare un piccolo registratore indosso al bimbo, cucito nell’elastico dei pantaloni per scoprire la verità».
Il verbale
Consegnati agli inquirenti anche i referti medici del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, che attesterebbero lesioni eritematose, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia con diagnosi di «maltrattamento di minore». Un episodio che il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, Giovanni Galano, definisce «inumano e da condannare. Le famiglie affidano i loro figli alle scuole che devono essere luogo di crescita. Vado spesso nelle scuole - racconta Galano - ed esorto sempre i dirigenti scolastici ad ascoltare e ad osservare il personale che, qualora manifesti problematiche e insoddisfazioni va sostituito, così come li esorto ad osservare i bambini perché anche un disegno, uno sguardo sempre triste possono essere indicatori di un malessere». Intanto, Borrelli chiede all’Ufficio scolastico regionale di intervenire, sospendendo immediatamente i responsabili da ogni incarico e allontanandoli dal contatto con i minori.
L’appello
Intervento anche l’avvocato Vincenzo Taralbo, Presidente dell’Associazione “Gli Amici di Gennaro” (nata con l’obiettivo di tutelare i bambini e i ragazzi autistici, sostenere i genitori e favorire il dialogo tra le famiglie e le istituzioni): «Se i fatti riportati dovessero trovare conferma – dichiara l’avvocato Taralbo – ci troveremmo di fronte a un episodio di estrema gravità, che colpisce non soltanto il minore e la sua famiglia, ma l’intera comunità scolastica e sociale. Piena fiducia nell’operato della magistratura e degli organi competenti, auspicando che ogni circostanza venga accertata con tempestività e imparzialità, nel rispetto di tutte le persone coinvolte e, soprattutto, della tutela del minore.
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