SUSEGANA - C'è chi continua a sfidare apertamente i divieti di balneazione sul Piave, arrivando a filmarsi mentre si tuffa nelle acque gelide del fiume. Video che nelle ultime ore stanno circolando anche sui social, con toni di provocazione verso l'ordinanza firmata giovedì dal Comune di Susegana.
Il provvedimento specifico ribadisce il divieto di balneazione lungo il tratto di competenza, estendendolo anche alla permanenza sugli isolotti fluviali, spesso utilizzati come aree picnic. Si tratta, al momento, dell'unico atto di questo tipo.
La norma
Dal punto di vista normativo, la balneazione nei corsi d'acqua non classificati è già vietata da norme regionali e nazionali, ma in assenza di ordinanze specifiche può risultare difficile sanzionare i trasgressori. I Comuni hanno così la possibilità di rendere esplicito il divieto con ordinanze contingibili e urgenti e con adeguata segnaletica, rendendo applicabili sanzioni amministrative. A Susegana la giunta ha applicato questa possibilità annunciando multe che vanno da 25 a 500 euro. «In questo modo abbiamo fatto tutto il possibile per intimare ai bagnanti di non correre rischi», ha spiegato il sindaco Gianni Montesel.
Le immagini diffuse dai provocatori sul Piave hanno riacceso il dibattito: da un lato chi richiama una consuetudine radicata - «qui si è sempre fatto il bagno» - dall'altro chi denuncia comportamenti pericolosi, anche alla luce dei numerosi decessi registrati sul Piave negli ultimi mesi.
Il tema era già stato affrontato a maggio in Prefettura, dove un parere dell'Avvocatura dello Stato ha chiarito che i sindaci possono adottare ordinanze e predisporre la segnaletica, senza essere automaticamente responsabili in caso di violazioni. Un'indicazione che ha spinto diversi Comuni a rafforzare i cartelli, ma non a intervenire in modo uniforme sulle sanzioni. Proprio su questo punto emerge la particolarità del caso Susegana, che esplicita le multe ed estende il divieto anche agli isolotti.
Le opinioni
L'idea iniziale era quella di un'azione condivisa lungo tutto il corso del fiume. Ma nelle ultime ore è emerso come diversi sindaci della fascia rivierasca non seguiranno la linea adottata da Susegana. Tra sorpresa e perplessità, San Biagio, Breda di Piave e Ponte di Piave prendono le distanze dalla scelta di un'ordinanza specifica.
«In realtà, dal punto di vista delle responsabilità, riteniamo che sia sufficiente la segnaletica di divieto. L'ordinanza serve piuttosto a sanzionare, ma l'obiettivo non è fare multe - spiega Cristiano Mosole dopo essersi confrontato anche con gli altri sindaci dell'area - Personalmente, un'ordinanza di questo tipo, che ha un carattere sanzionatorio non mi convince. Inoltre c'è anche un problema di personale».
«L'ordinanza serve a ribadire e "ratificare" un divieto già stabilito da norme sovraordinate - spiega Marco Della Pietra, sindaco di Spresiano. - L'Avvocatura riconosce comunque ai Comuni la possibilità di intervenire, anche attraverso regolamenti o ordinanze non contingibili, per individuare le aree fluviali non balneabili. Una scelta che può avere senso, ma come strumento in più».
«Metteremo dei nuovi cartelli perché poi chi deve fare i controlli, cioè per esempio i carabinieri forestali, devono avere gli strumenti per non farsi contestare le multe - commenta la sindaca di Segusino, Gloria Paulon. - Per quanto riguarda invece l'ordinanza, non trovo vi sia la necessità di farne una a livello comunale. Sicuramente la chiave invece è la divulgazione».
«Anche noi abbiamo subito aumentato il numero dei cartelli - spiega il sindaco di Cimadolmo Giovanni Ministeri - Il problema rimangono i controlli: non abbiamo le forze per assicurarli, specie nei fine settimana».
«Il nostro tratto è molto breve ma andremo a valutare la prossima settimana se sia necessaria o meno un'ordinanza» commenta il sindaco di Ormelle, Manente.
«Il divieto c'è già e anche i cartelli, da sempre - spiega il sindaco di Pederobba Marco Turato - Noi preferiamo lavorare sulla sensibilizzazione e per questo abbiamo organizzato un evento sul Piave con i vigili del fuoco e i Caimani del Piave il 18 agosto».
Della stessa idea il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese: «Abbiamo seguito le linee guida del tavolo provinciale. Divulgando i cartelli informativi. Non abbiamo i mezzi per controllare tutti gli accessi al Piave».
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