Piano Versalis, interrogazione al Ministero: «Perché Porto Torres resta fuori?» - L’Unione Sarda.it

2026/08/05

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«La convocazione della Cabina di regia sulla chimica verde di Porto Torres è una buona notizia. Era attesa da anni dal territorio, dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali. Arriva però dopo quasi quattro anni di questo Governo e quindici anni dopo la firma del protocollo del 2011. Finalmente, anche dopo diverse interrogazioni parlamentari, si è deciso di convocarla, ma è doveroso chiedersi perché si sia dovuto attendere così a lungo».

Il deputato del partito democratico Silvio Lai, ha presentato una nuova interrogazione ai Ministri delle Imprese e dell’Ambiente a seguito della risposta del Mimit alla diffida legale della Cgil regionale e di Sassari che attraverso una richiesta di accesso agli atti ha fatto emergere che la Cabina di regia era pronta già da un anno e il suo rinvio era stato motivato dall’attesa del piano industriale di Versalis, illustrato il 30 luglio scorso al Ministero delle Imprese. «Tuttavia, secondo quanto comunicato dalla stessa Eni e dal Ministero, riguarda esclusivamente investimenti nei siti industriali della Puglia e della Sicilia. Porto Torres non compare tra i nuovi programmi di investimento annunciati. È quindi legittimo chiedere al Governo perché abbia fatto attendere ancora un anno il territorio se il piano che si aspettava non riguardava affatto la Sardegna».

Per il deputato dem «la vera questione non è convocare un tavolo, ma arrivarci con contenuti concreti. Il Protocollo sulla chimica verde è stato firmato nel 2011 e prevedeva il completamento degli investimenti entro il 2016. Dieci anni dopo quella scadenza il progetto è ancora largamente incompiuto e il sito continua a vivere una situazione di assoluta incertezza. Per questo nell’interrogazione chiedo al Governo di dire con chiarezza quali investimenti Eni e Versalis intendano realizzare a Porto Torres, quali tempi siano previsti, quali garanzie occupazionali possano essere offerte ai lavoratori e quale ruolo strategico il polo sardo abbia oggi nella politica industriale italiana. Chiedo inoltre», aggiunge Lai, «quali iniziative questo Governo abbia assunto in questi anni per rafforzare la chimica verde, sia attraverso strumenti legislativi nazionali sia nell’ambito delle politiche industriali europee. Se la bioeconomia rappresenta davvero uno dei pilastri della transizione ecologica, non può continuare a rimanere priva di un adeguato sostegno normativo».

L'utilità della Cabina di regia, per il deputato Lai, è legata alle decisioni che verranno prese. «Porto Torres non ha bisogno di una riunione», conclude Silvio Lai, «ma di un piano industriale credibile, di investimenti certi, di tempi definiti e di una scelta politica chiara sul futuro del sito. Il Governo deve dire se considera ancora strategica la chimica verde e il polo industriale di Porto Torres oppure se intende imboccare una strada diversa. Dopo quindici anni dal Protocollo del 2011 e quasi quattro anni di questo Governo, Porto Torres merita finalmente una risposta concreta e non le solite promesse».

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