Piano di rientro, conti ancora sotto osservazione

2026/10/04

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Rinviata dalla Corte dei conti la valutazione sul raggiungimento degli obiettivi per il 2026 nell’ambito del monitoraggio sullo stato di attuazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, il cosiddetto “predissesto”. Proprio nei giorni scorsi, infatti, la sezione regionale di controllo per la Puglia ha analizzato la prima relazione semestrale, al 30 giugno 2026, dopo il via libera definitivo al piano, sempre da parte della corte dei conti, approvato dal consiglio comunale il 9 gennaio del 2020. Si parla, dunque, della prima versione, quella redatta ed approvata dall’amministrazione Rossi, perché la modifica concordata dalla successiva amministrazione Marchionna con il governo è stata inviata alla Corte oltre i termini previsti.

La relazione 


Già nella relazione semestrale, sono gli stessi revisori dei conti ad invitare il Comune ad “un possibile rafforzamento dell'attività di riscossione, una ulteriore verifica dei residui attivi e passivi e, non ultimo, un continuo monitoraggio dei contratti (attivi) di locazione, proprio al fine di garantire la corretta determinazione del risultato di amministrazione e la piena realizzazione delle misure di risanamento previste dal Piano stesso”.
Il predissesto è partito dalla necessità di ripianare oltre 54 milioni e 695mila euro di disavanzo pagando “rate” annuali fino all’azzeramento della massa passiva. Azzeramento che, inizialmente, era previsto sarebbe arrivato nel 2038. L’evoluzione della situazione economica e finanziaria dell’ente, tuttavia, ha fatto in modo che la durata inizialmente prevista del piano di rientro si sia ridotta di ben sette anni. Il Comune, infatti, prevede di poter azzerare il disavanzo entro il 2031, anche grazie ad una serie di contributi ministeriali per i Comuni in stato di predissesto. Al dicembre 2025, infatti, la quota da ripianare è arrivata a 22 milioni e 873mila euro mentre la previsione al 31 dicembre di quest’anno è di 18 milioni e 911mila euro.

I nodi


Alcune delle criticità maggiori sono state individuate nella composizione del Fondo crediti di dubbia esigibilità, la quale “condiziona la veridicità del risultato di amministrazione, preservando l’ente da potenziali squilibri di cassa”, sottolinea la Corte dei conti. Dopo una simulazione di calcolo del Fondo effettuata dai giudici, sono emerse in alcuni anni delle sovrastime ed in altri delle sottostime. Ma mentre le prime non rappresentano un problema, la sottostima al contrario, “può avere effetti ampliativi sulla parte libera del risultato di amministrazione e condurre l’ente a finanziare spese esigibili nel corso dell’esercizio mediante entrate di dubbia esigibilità, con conseguenti potenziali effetti negativi sulla tenuta degli equilibri”. Lo stesso invito ad una stima corretta vale per il Fondo contenzioso.
In vista del prossimo monitoraggio, al 31 dicembre 2026, la Corte dei conti ha chiesto ai revisori, tra le altre cose, di fornire una relazione dettagliata sui fitti attivi ma anche “in merito alla copertura dei costi dei servizi a domanda individuale e del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani negli esercizi dal 2023 al 2026, indicando: i costi, le entrate e il tasso di copertura del singolo servizio”. Sempre per quanto riguarda i rifiuti, i giudici hanno chiesto di “trasmettere il dato relativo al tasso di copertura dei costi di gestione per ciascuna annualità dal 2023 al 2026”.
Infine, la richiesta di “relazionare in ordine all’andamento delle spese per organi politici istituzionali nell’anno 2026”, che a differenza degli impegni assunti non sono mai state tagliate, e di “monitorare con particolare attenzione le vicende relative alle proprie società partecipate”.
«Siamo sempre molto rigorosi, attenti e scrupolosi - commenta il sindaco Giuseppe Marchionna - nel seguire il percorso che ci deve portare fuori dalla procedura di predissesto. E su questo non solo gli ambiti tecnici, che sono quelli direttamente chiamati in causa, ma anche il ruolo di indirizzo politico, sono perfettamente allineati sulla volontà e sugli impegni assunti di fronte alla Corte dei conti».

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