Medio Oriente
Il generale Hassanzadeh, del Corpo di Teheran delle Guardie Rivoluzionarie: "Usa e Iran hanno fallito guerra". Esplosioni e incendi in area lavorazione gas in Arabia Saudita. Gaza, Unicef, ucciso un bambino al giorno da inizio "cessate il fuoco"
Arabia Saudita: "Houthi rivendicano attacco a raffineria Jizan"
Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco all'impianto petrolifero della Saudi Aramco a Jizan, che ha provocato un incendio. Lo riferisce la milizia filoiraniana che controlla lo Yemen occidentale in una dichiarazione ad Al Masirah Tv. Il gruppo ha affermato di aver preso di mira la raffineria con droni in risposta agli attacchi sauditi nelle province yemenite di Saada e Hajjah. In precedenza, il ministero dell'Energia saudita aveva dichiarato che i vigili del fuoco avevano "spento un incendio scoppiato all'alba" in un impianto della raffineria della Saudi Aramco a Jizan. Non risultano feriti.
Bbc documenta l'espansione di Israele sui siti archeologici della Cisgiordania
Israele starebbe espropriando dei terreni vicino ai siti archeologici di Sebastia ed Herodium in Cisgiordania, ufficialmente per "proteggere e sviluppare" i luoghi storici. I proprietari perdono terra senza compenso adeguato. L'Unesco ha inserito Sebastia nella Lista del Patrimonio Mondiale in pericolo, citando il rischio di divisione del sito. Attivisti accusano il governo di usare l'archeologia come pretesto per l'espansione degli insediamenti, Israele respinge le critiche come tentativi di negare i legami storici ebraici con la regione.
Dall'articolo firmato da Sebastian Usher, “Israel accused of weaponising archaeology at ancient West Bank sites”
Media, Pentagono preme per rapido aumento produzione armi
Il Pentagono sta esercitando una pressione crescente sui colossi americani della difesa perché aumentino rapidamente i ritmi di produzione, a fronte del drastico calo delle scorte statunitensi di missili e intercettori dovuto alla guerra all'Iran. È quanto emerge, rivela il Washington Post, da una nota inviata dal vicesegretario alla Difesa, Steve Feinberg, ai dirigenti dell'industria delle armi. Il Pentagono ha chiesto alle aziende di presentare entro 21 giorni piani che consentano una significativa accelerazione della fornitura di armamenti e un aumento della capacità produttiva per i sistemi definiti critici. Feinberg ha chiarito che, dal punto di vista dell'amministrazione, processi di sviluppo e produzione che richiedono anni non sono più adeguati alle esigenze di un esercito impegnato in un conflitto.
Media, Israele si prepara a attacchi unilaterali senza Usa
Israele si sta preparando alla possibilità di lanciare attacchi unilaterali sull'Iran se gli Stati Uniti decideranno di rinunciare a una nuova escalation. Lo riferisce l'emittente israeliana Canale 13, secondo la quale le forze di Tel Aviv mantengono aperta l'opzione di colpire la Repubblica Islamica senza il coinvolgimento di Washington. Secondo la Cnn, il capo dello Stato Maggiore congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, avrebbe riferito ai vertici dell'amministrazione Trump che nuove operazioni contro Teheran potrebbero rivelarsi controproducenti. I soli raid aerei, avrebbe avvertito Caine, non basterebbero a ottenere una vittoria.
Unicef, ucciso un bambino al giorno da inizio cessate il fuoco
Almeno 300 bambini sono stati uccisi a Gaza nei 300 giorni trascorsi dall'inizio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, a ottobre, con una media di un bambino morto al giorno. Lo sostiene l'Unicef, secondo cui la tregua non è riuscita a proteggere i più vulnerabili della Striscia.
Media, arrestata cellula in Iraq che pianificava attacchi
Le forze di sicurezza irachene hanno arrestato nella provincia di Babil una cellula composta da tre individui appartenenti a milizie armate, che stavano pianificando attacchi al di fuori del territorio nazionale. Lo riporta al Arabiya, citando fonti interne, secondo cui i tre erano in contatto diretto con persone iraniane responsabili di attacchi con droni e in loro possesso sarebbero state sequestrate armi e velivoli senza piloti.
Israele occupa villaggio del Libano e ne blocca l'accesso
Le truppe israeliane si sono infiltrate in un villaggio libanese posto sotto il controllo dell'esercito libanese in base a un accordo di giugno, erigendo una barriera di terra bloccandone l'accesso. Lo riferiscono media statali .La barriera è stata posizionata all'ingresso orientale del villaggio di Zawtar
al-Gharbiyeh, bloccando una strada. Le autorità locali hanno affermato che non è chiaro se siano rimaste forze israeliane nella zona. "Un contingente dell'esercito di occupazione israeliano è avanzato nel villaggio di Zawtar al-Gharbiyeh poco dopo la mezzanotte... e ha eretto una nuova barriera di terra vicino alla piazza del paese", ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese NNA.Zawtar al-Gharbiyeh era una delle due "zone pilota" designate in cui l'esercito libanese avrebbe dovuto intervenire nell'ambito di un accordo quadro sponsorizzato dagli Stati Uniti e firmato con Israele. L'esercito israeliano ha dichiarato di "non essere a conoscenza di un simile evento in quest'area".
Media Iran, esplosioni e incendi in area lavorazione gas in Arabia Saudita
Forti esplosioni sono state avvertite nella zona di Al-Jubail, in Arabia Saudita, dove sarebbe stata colpita un'area industriale del gas. Nell'area si sarebbero sviluppati incendi.
Pezeshkian, ora momento migliore per accordo
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato il Paese a superare la fase di "né guerra ne' pace". "Nel Paese c'è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l'Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra", ha dichiarato ai media iraniani, aggiungendo di ritenere che ora sia il momento migliore per un accordo per porre fine al conflitto che va avanti dal 28 febbraio. Pezeshkian ha anche affermato che l'Iran e Washington avrebbero dovuto istituire un canale per affrontare le violazioni del cessate il fuoco. "In ogni caso, le violazioni si verificano in ogni memorandum d'intesa. In linea di principio, si sarebbe dovuto formare un gruppo di lavoro per affrontare le violazioni già allora, piuttosto che per combattere", ha affermato. "Dobbiamo valutare ora come risolverle, se una soluzione è possibile, e su questo si sta lavorando nei negoziati con l'Oman. Con l'aiuto di Dio,
raggiungeremo un punto in cui potremo uscire da questa fase di 'né guerra né pace'", ha aggiunto.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian 8/8/26 (AFP)
Yemen. Forze governative, Houthi hanno ripreso attacchi a Marib
Le forze governative yemenite hanno reso noto che gli Houthi hanno lanciato nuovi attacchi contro la città di Marib, prendendo di mira "i quartieri e i campi per sfollati con missili balistici". In una dichiarazione diffusa sul loro account ufficiale X, le forze armate yemenite hanno accusato gli Houthi, sostenuti dall'Iran, degli attacchi di sabato che hanno preso di mira "la città di Marib, i suoi quartieri e i suoi campi densamente popolati che ospitano residenti e sfollati, con missili balistici". Ieri due persone erano state uccise e 14 ferite in un attacco missilistico e con droni condotto dagli Houthi sulla città. Il comunicato, che citava una fonte militare, affermava che ci sarebbe stata una risposta "al momento e nel luogo opportuni".
Media, Idf attacca Rafah con carri armati
Le forze israeliane hanno colpito l'area di al-Shakush, a nord di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, con intensi bombardamenti di carri armati. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Palinfo. In precedenza, le forze israeliane avevano attaccato con bombardamenti di artiglieria il campo di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
Forze israeliane colpiscono Rafah Nord
Le forze israeliane hanno preso di mira l'area di al-Shakush, a nord di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, con intensi colpi di carro armato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa locale Palinfo. In precedenza, le forze israeliane avevano attaccato il campo di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, con bombardamenti di artiglieria.
Irgc, Usa e Isaele hanno fallito guerra
Il generale di brigata Hassan Hassanzadeh, del Corpo di Teheran delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Irgc), ha dichiarato che Stati Uniti e Israele hanno "fallito completamente nel raggiungere i loro obiettivi contro" l'Iran. "La forza del popolo e la totale prontezza dei Basij hanno trasformato l'Iran in una delle principali potenze della regione e del mondo", ha affermato, citato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim."Oggi, i leader degli Stati Uniti e del regime sionista non hanno risposte da dare all'opinione pubblica, agli intellettuali e al popolo riguardo ai loro ripetuti fallimenti", ha aggiunto.
Droni israeliani colpiscono Mayfadoun nel sud del Libano
Due ondate di attacchi con droni israeliani hanno colpito Mayfadoun, nel sud del Libano. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese Nna, senza segnalare per il momento vittime anche se i media libanesi, come riporta Ynet, parlano di due morti.
Le forze israeliane rioccupano, in Libano, una zona pilota dopo ritiro
L'esercito israeliano è avanzato stamane sulla città di Zawtar al-Gharbiya, nel sud del Libano, una delle "zone pilota" da cui le truppe israeliane si erano ritirate alla fine di luglio in base a un accordo che prevedeva il dispiegamento in tali aree delle forze armate libanesi. Lo riporta l'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese (Nna). Secondo il dispaccio, il movimento è avvenuto "poco dopo la mezzanotte tra venerdì e sabato" e le forze israeliane hanno eretto una barriera di terra intorno alla piazza principale della città. I residenti hanno riferito a Nna che l'esercito israeliano è avanzato verso il centro abitato "con la fanteria, sostenuto da diversi veicoli blindati e un grande bulldozer", utilizzato per erigere "una barriera di terra a circa 100 metri dalla piazza". Nel frattempo, si registrano "intensi sorvoli a bassa quota di elicotteri e droni israeliani" sulla citta', aggiunge l'agenzia, che ha descritto quanto accaduto come "un'ulteriore violazione dell'accordo sulle zone pilota".
Libano, rovine nel villaggio di Zawtar al-Gharbiyah (AFP)
USA: la guerra in Iran prosciuga scorte di missili. L'inchiesta del New York Times: ridotti arsenali in Asia ed Europa, allarme al Pentagono
La guerra contro l'Iran sta consumando rapidamente alcune delle munizioni più avanzate degli Stati uniti, riducendo le scorte disponibili in Europa e Asia e alimentando preoccupazioni nel Pentagono sulla capacità di affrontare contemporaneamente altre crisi, in particolare con Russia e Cina. Lo riferisce il New York Times, citando alti funzionari statunitensi e occidentali.Il problema riguarda soprattutto i missili per la difesa aerea e le armi a lungo raggio. Secondo due fonti informate sulle scorte, dall'inizio della guerra contro l'Iran gli Stati uniti avrebbero utilizzato oltre 1.500 intercettori Patriot, mentre l'inventario attuale sarebbe inferiore a 1.700 unità. Anche accelerando la produzione, potrebbero essere necessari più di due anni per ricostituire le quantità impiegate.Il conflitto ha inoltre costretto il Pentagono a trasferire verso il Medio Oriente navi, aerei, sistemi di difesa e munizioni provenienti da Europa e Asia. Dall'Indo-Pacifico sarebbero stati spostati numerosi missili Tomahawk e altri sistemi a lungo raggio, mentre centinaia di intercettori avanzati sarebbero stati trasferiti dalla Corea del sud e da altre basi asiatiche.
Israele si prepara a possibile azione autonoma contro l'Iran. Lo riporta Channel 13
Israele si sta preparando alla possibilità di un'azione militare autonoma contro l'Iran, mentre a Washington sarebbero in corso discussioni su come uscire dal conflitto e proseguire la strada negoziale con Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 13.Secondo quanto riportato dalla Cnn, il capo di Stato maggiore congiunto statunitense, generale Dan Caine, starebbe "cercando una via d'uscita" dalla guerra con l'Iran e avrebbe discusso la questione con alti funzionari dell'amministrazione Trump. Caine riterrebbe che una nuova campagna aerea contro l'Iran non aiuterebbe i negoziati e avrebbe avvertito i consiglieri del presidente Donald Trump che alcune delle opzioni militari prese in considerazione per intensificare il conflitto potrebbero produrre l'effetto opposto.
Teheran a Usa, per riaprire Hormuz serve lo stop ad attacchi e sanzioni
Per la riapertura dello Stretto di Hormuz l'Iran chiede agli Stati Uniti di revocare il blocco navale e le sanzioni contro l'Iran, di ritirare le forze militari statunitensi dalle aree circostanti il Paese, di pagare i danni di guerra e di sbloccare i beni iraniani congelati, nonchè di porre fine agli attacchi contro gli alleati dell'Iran nella regione e alle minacce contro il Paese. Lo ha riferito Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, che ha rilasciato una dichiarazione diffusa dai media statali, in cui elenca una serie di requisiti per la riapertura dello stretto.
>> Home