Il Dipartimento di Stato contesta alla Russia di aver fornito informazioni insufficienti sulle cause che hanno portato alla morte di una ricercatrice dell'istituto anti-peste di Irkutsk e richiama gli obblighi previsti dal Regolamento sanitario internazionale
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Gli Usa aumentano la pressione sulla Russia per far luce sulla morte di una ricercatrice impegnata in un istituto anti-peste di Irkutsk, in Siberia, e sulle successive misure di quarantena adottate dalle autorità russe. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, Washington ha inviato a Mosca una nota ufficiale, conosciuta come démarche, chiedendo maggiore trasparenza sull'accaduto e il rispetto degli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario. Nella comunicazione, il Dipartimento di Stato sostiene che la mancata divulgazione di informazioni dettagliate sul decesso della ricercatrice potrebbe configurare una violazione degli impegni assunti a livello internazionale per la gestione delle emergenze sanitarie.
Un nuovo elemento di tensione nei rapporti Usa-Russia
Il caso aggiunge un ulteriore elemento di tensione tra Washington e Mosca. Il presidente Donald Trump, che negli ultimi mesi ha cercato di migliorare i rapporti con l'omologo russo Vladimir Putin e di compiere progressi negli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina, ha riferito ai media di avere programmato una telefonata con il leader del Cremlino "a breve". Interpellato su quanto riferito dalle agenzie di intelligence Usa in merito all'incidente, il presidente ha affermato che dovrebbe essere in grado di fornire maggiori dettagli nel corso della giornata.
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Rubio: "Servono più informazioni"
Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha definito "ancora piuttosto limitate" le informazioni condivise da Mosca, senza fare riferimento alla comunicazione diplomatica riservata. "Esortiamo la Russia a essere trasparente e a condividere maggiori informazioni con il mondo, affinché tutti noi possiamo reagire in modo adeguato e appropriato", ha aggiunto Rubio, in missione in Islanda per discutere sulla cooperazione in materia di sicurezza nell'Artico. "Forse non c'è nulla di grave. Forse la questione è più seria di quanto pensassimo. Non lo sappiamo".
I dubbi sulle cause della morte
A quattro giorni dal decesso della ricercatrice, identificata dai media locali come Daria Shipilova, le autorità russe non hanno ancora comunicato una causa precisa della morte, limitandosi ad affermare che è avvenuta a causa di una polmonite. L'assenza di dettagli ha alimentato interrogativi sulla possibile esposizione della donna a un agente patogeno durante l'attività di laboratorio e sull'adeguatezza delle misure adottate dalla Russia per contenere quella che le autorità hanno definito una malattia infettiva.
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Gli obblighi previsti dal Regolamento sanitario internazionale
In base a un accordo sanitario globale del 2005, noto come Regolamento Sanitario Internazionale, i Paesi sono tenuti a notificare all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), entro 24 ore, qualsiasi evento possa trasformarsi in un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. L'accordo impone inoltre ai firmatari di fornire aggiornamenti dettagliati, inclusi i risultati di laboratorio e le misure adottate per contenere la minaccia.