PESARO – Nessuno si è presentato alla prima gara con scadenza il 14 settembre scorso, dove la base d’asta era fissata a 1,66 milioni. Così, per lo storico "Ingresso d’onore" del quartiere fieristico di Campanara, simbolo ed ennesimo testimone del glorioso passato del Salone del Mobile di Pesaro (per tutti il Samp),si apre ufficialmente il secondo tentativo di vendita. L’organismo liquidatorio della Fondazione Patrimonio Fiere ha reso noto il nuovo bando pubblico per la cessione dell'immobile di via delle Esposizioni (identificato al Catasto Fabbricati del Comune di Pesaro al Foglio 23, Mappale 236, Sub 28).
Il ribasso
Il nuovo prezzo base registra un significativo ribasso: si parte da 1.247.250 euro, oltre 400 mila euro in meno rispetto al valore di partenza stimato per il primo tentativo. Le offerte segrete dovranno pervenire entro le 12 del 30 ottobre prossimo L’Ingresso d’onore, non è un edificio qualunque. L'immobile di oltre 1.000 metri quadrati con destinazione urbanistica per il commercio all'ingrosso rappresentava la porta d'ingresso del "tempio del mobile", che dagli anni '70 ai primi '90 vedeva sfilare a Pesaro compratori, architetti ed espositori internazionali. Il passaggio a una seconda asta a prezzo ribassato evidenzia tuttavia la difficoltà del mercato nell'assorbire una struttura così legata a un'epoca ben definita e ormai lontana dal punto di vista industriale. Dopo i tentativi sfumati negli anni passati di trasformare l'area in un polo espositivo delle eccellenze regionali ("Made in Marche") e dopo le progressive parziali riconversioni del comparto (tra strutture sportive come il Pala D e l'insediamento di aziende private come Tomasucci), l'Ingresso d'Onore resta "l'ultimo baluardo" ancora da alienare. La necessità di ricorrere a un secondo incanto porta con sé una serie di impatti e conseguenze dirette per la Fondazione Patrimonio Fiere dato che il ribasso della base d'asta a 1.247.250 euro rappresenta una perdita secca di valore contabile rispetto alla stima iniziale di 1.663.000 euro. Se l'immobile dovesse essere aggiudicato alla nuova cifra base (o poco sopra), la Fondazione incasserà una somma sensibilmente inferiore rispetto ai piani iniziali di liquidazione. Un eventuale secondo bando "deserto" (mancanza di offerte al 30 ottobre 2026) costringerebbe l'ente a un terzo tentativo con un ulteriore taglio della base d'asta, allungando i tempi della procedura di liquidazione e aumentando i costi di gestione della procedura stessa.
La tempistica
Gli operatori economici e i possibili investitori interessati avranno tempo fino al 30 ottobre prossimo per inoltrare i plichi sigillati. Tutta la documentazione e il disciplinare di gara sono scaricabili sul sito ufficiale dell'ente (http:// www.fondazione patrimoniofiere.com ( http://www.fondazionepatrimoniofiere.com)) nella sezione Amministrazione Trasparente / Bandi di gara e contratti.
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