Pesanti attacchi degli Stati Uniti in Iran, Trump: “Rispediti nell’età della pietra”. Missili di Teheran su due navi a Hormuz

2026/07/14

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V.G.

V.G. 14 luglio 2026 06:43

Il fumo di un'esplosione in lontananza da una delle due sponde dello stretto di Hormuz. Foto Razieh Poudat ISNA via AP

Sono terminati dopo cinque ore gli intensi raid americani sull'Iran, colpito dall'aviazione statunitense per tutta la notte. Colpiti in particolare i siti militari di Bushehr, Chabahar e Bandar Abbas. Donald Trump, che aveva preannunciato gli attacchi e che nonostante tutto dalla Casa Bianca non ha escluso la possibilità di un futuro nuovo accordo con Teheran, ha lanciato una provocazione agli alleati: "Voglio essere rimborsato dai Paesi che stiamo aiutando".

Intanto l'Iran, anche grazie al supporto dei gruppi armati alleati come i ribelli Houthi dallo Yemen, è tornato a far piovere missili e droni sui Paesi del Golfo. Si registrano esplosioni in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Ma anche a bordo di due petroliere degli Emirati Arabi Uniti, che secondo quanto riportato dai pasdaran stavano tentando di attraversare lo stretto di Hormuz lungo una rotta non permessa.

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— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 14, 2026

Proprio su Hormuz lo stesso Trump avrebbe posto nuovamente le sue mire, imponendo un nuovo blocco navale e promettendo che sarà lui in prima persona, e non più Teheran, a imporre una tassa per la navigazione attraverso il Golfo Persico.

Gli attacchi Usa e Trump

"Il comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha concluso l'ultima ondata di attacchi contro l'Iran. Una missione durata circa cinque ore". Lo comunica il Centcom sul suo account X. La terza notte consecutiva di attacchi era stata annunciata dal comando Usa sempre su X, specificando che avrebbe colpito obiettivi militari iraniani nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbasera. "Questi attacchi - aveva dichiarato Centcom - continueranno a imporre un costo elevato all'Iran, deteriorando ulteriormente la capacità del Paese di colpire civili innocenti e i traffici commerciali nello stretto di Hormuz".

Trump ha sostenuto che la nuova offensiva militare statunitense contro l'Iran abbia ridotto drasticamente le capacità militari di Teheran, affermando in un'intervista all'emittente televisiva Newsmax che il Paese sia stato riportato "in larga misura all'età della pietra". Secondo il presidente Usa, dall'inizio degli attacchi contro la Repubblica islamica, lo scorso 28 febbraio, le forze americane hanno distrutto 159 imbarcazioni, circa duecento aerei, i sistemi radar, le difese antiaeree e l'84% della capacità di produzione di armamenti. Pur riconoscendo che l'Iran mantiene ancora alcuni missili e limitate capacità operative, Trump ha dichiarato che il Paese è oggi "molto diverso" rispetto a quattro mesi fa e ha ribadito che Teheran non potrà più atteggiarsi a "bullo del Medio Oriente".

Missili contro due petroliere

I pasdaran, intanto, hanno colpito due petroliere degli Emirati Arabi Uniti mentre stavano navigando attraverso lo stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell'equipaggio (di nazionalità indiana) e ferendone altri otto, di cui quattro gravi. Lo ha riferito il ministero della Difesa emiratino, secondo cui le navi sarebbero state centrate in pieno da due missili da crociera iraniani mentre si trovavano nelle acque territoriali dell'Oman. "Condanniamo questo attacco, considerato una grave e chiara violazione del diritto internazionale, che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione", si legge in una nota. Abu Dhabi ha poi aggiunto di "riservarsi pienamente il diritto di rispondere a questa escalation".

Poco prima, i guardiani della Rivoluzione islamica (pasdaran) hanno rivendicato l'attacco contro le due petroliere in transito nello stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando un comunicato del corpo militare. Secondo i pasdaran, le due navi sarebbero state indotte dagli Stati Uniti a transitare lungo la rotta meridionale nelle acque dell'Oman, con i sistemi di navigazione disattivati. Dopo aver ignorato gli avvertimenti, le petroliere sarebbero state colpite e messe fuori uso.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato anche di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrein, dopo che il paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d'allarme. "Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l'edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein", ha riferito la televisione di Stato iraniana.

Le tappe del conflitto

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