Perugini, mix di alcol e farmaci. Le famiglie dei ragazzi morti: “Noi rimaniamo concentrati sui progetti per fare del bene”

2026/07/26

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"Prendiamo atto dell’esito delle analisi. Ma vogliamo rimanere concentrati sul bene, lavorando per l’associazione TriStar". Queste le parole delle famiglie dei tre ventenni maceratesi Nicolas Calabrese, Giorgio Franceschini e Daniele Francalancia – che hanno perso la vita a seguito all’incidente in superstrada del 14 giugno – dopo i risultati della consulenza tossicologica su Christian Perugini, morto anche lui nell’impatto. Era alla guida dell’auto che si è scontrata con il gruppo di giovani. L’esame, effettuato dal prof. Rino Froldi, ha riscontrato sul 41enne di Morrovalle alcol e psicofarmaci in concentrazioni elevate.

Le famiglie di Nicolas, Giorgio e Daniele, che comunque approfondiranno la vicenda, sono al contempo impegnate a fare in modo che i "frutti di amicizia e vicinanza che sono stati seminati nelle scorse settimane trovino una casa, per custodire la memoria e trasformarla in un percorso permanente di amore verso la comunità". In una parola, TriStar. Ovvero l’associazione di promozione sociale presentata il 13 luglio che, in meno di due settimane, è arrivata a circa 225 soci di tutte le età. "Ci sono tantissimi giovani, ma anche genitori – spiegano la presidente Alessia Carletti, mamma di Daniele Francalancia, e la segretaria Betty Mariani, mamma di Nicolas Calabrese –. Soci da più parti d’Italia, Roma, Torino, Parma, Bologna, Foggia. Diverse realtà del territorio, sia sportive che sociali, ci stanno contattando perché vogliono contribuire al progetto". Oltre all’iscrizione all’Agenzia delle entrate dopo l’assemblea costituente, TriStar ha creato un nuovo logo e una pagina Instagram, che in una sola notte ha registrato mille follower. Intanto prosegue la raccolta fondi per il campetto, che ha raggiunto circa 54mila euro. Oltre a quest’ultimo progetto, che dovrà diventare un vero e proprio luogo di aggregazione per i giovani della città, i genitori e gli amici dei tre ragazzi hanno diverse iniziative in cantiere.

"Noi ci stiamo organizzando, siamo pronte a batterci per realizzare questi obiettivi e ce la stiamo mettendo tutta – aggiungono le famiglie – e, proprio per questo, vorremmo essere ascoltate dalla giunta di Macerata al completo. Abbiamo chiesto un appuntamento e speriamo di essere convocati a breve per presentare i nostri progetti: vorremmo che diventassero realtà insieme al Comune e al territorio. Di fronte a queste tragedie, dobbiamo restare tutti uniti". Un appello all’amministrazione Parcaroli, quindi. "La polizia locale, ad esempio, ha dato la propria disponibilità per aiutarci con progetti di educazione stradale e guida sicura nelle scuole superiori – concludono –. Non solo. Quello che ci preme di più è ridare speranza ai giovani, nonostante tutto, affinché credano nel futuro".

Non a caso, le finalità dell’associazione sono: favorire la crescita personale, educativa, culturale e sociale dei giovani; sostenere le famiglie e le persone in situazioni di fragilità, perdita, isolamento o difficoltà; promuovere la sicurezza stradale, la prevenzione sanitaria, il primo soccorso e corretti stili di vita; valorizzare lo sport come strumento educativo, inclusivo e aggregativo; promuovere volontariato, cittadinanza attiva, legalità e cura dei beni comuni; favorire l’inclusione delle persone con disabilità e contrastare ogni forma di discriminazione; sviluppare reti con scuole, università, enti pubblici, ets, asd, istituzioni sanitarie e realtà del territorio.

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