Perquisita la casa di Fakir, l’avvocato dei familiari Anselmo: “Grave colpevolizzare la vittima. Denunciamo”

2026/07/23

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Bologna, sarebbero stati trovati dei medicinali. Gli agenti volevano anche sentire il cugino, che abitava con Abderrahim, ma lui si sarebbe rifiutato. Un mese fa il 42enne era andato al Maggiore dopo un gesto autolesionistico e aveva chiesto aiuto. Al Tg1 il video della bodycam

Fabio Anselmo è stato nominato dai familiari di Fakir come legale. L'avvocato ha seguito diversi casi come quelli per le morti di Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini

Fabio Anselmo è stato nominato dai familiari di Fakir come legale. L'avvocato ha seguito diversi casi come quelli per le morti di Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini

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Bologna, 23 luglio 2026 - Perquisita la casa di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento contenitivo dei poliziotti domenica mattina in via Svevo, al Pilastro. Sarebbero stati trovati dei medicinali in casa, e non molto altro di utile, a quanto si apprende.

Il cugino di Fakir

In quella circostanza, però, è stato chiesto al cugino di Fakir (che viveva con lui) di andare con la polizia per essere sentito. Ma lui non voleva, e così si sarebbe rifiutato. Ma la cosa non è passata inosservata, tanto che durante l'assemblea di ieri dei cittadini hanno urlato al microfono che si stava perquisendo la casa di quella che in realtà è la vittima.

Il legale Anselmo: “Le indagini devono essere affidate a un altro Corpo”

Lettura condivisa anche dall'avvocato della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, che per questo fatto presenterà denuncia: "Un fatto grave, ovviamente denunceremo, abbiamo diverse segnalazioni di comportamenti incongrui - spiega Anselmo -. Torno a ripetere che le indagini (che sono della Squadra Mobile) devono essere affidate a un altro Corpo. E nulla giustifica la permanenza dei poliziotti su quel corpo. Qui si sta colpevolizzando quella che è la vittima in questa storia, la persona che è morta. Mentre si cercano di dare letture assurde e con particolari direi grotteschi di tutto l'accaduto".

L’accesso al pronto soccorso di Fakir

Il 20 giugno scorso poco dopo le 15 viene registrato un accesso al pronto soccorso: si tratta di Fakir, nella motivazione si legge 'Psichiatrica - preoccupazione per il benessere del paziente'. All'ospedale Maggiore quel giorno Fakir ci era stato portato in ambulanza, dopo un gesto autolesionistico.

Da quanto si apprende, aveva ferite a un polso, che si era procurato probabilmente facendosi del male da solo.

Non risulta che fosse stato preso in carico dal Centro di salute mentale, ma quel giorno disse di essere depresso, chiese aiuto e chiese di parlare con uno psichiatra. Da tempo, Fakir era preoccupato - da quanto si apprende - per il lavoro, sembra che la sua ditta non andasse bene e, per diversi problemi, gli era stato anche negato il rinnovo di soggiorno. Era pendente un suo ricorso alla Protezione internazionale.

Perquisita la casa di Fakir, l’avvocato dei familiari Anselmo: "Grave colpevolizzare la vittima. Denunciamo"

Al Tg1 il video della bodycam

Intanto oggi il Tg1 ha mostrato uno spezzone del video registrato dalla bodycam – e consegnato in Procura – che, come riportato anche dal Carlino di oggi, indossava uno dei due poliziotti intervenuti su Abderrahim Fakir. Nelle immagini, che risalgono a poco dopo mezzogiorno, si vedono le mani degli agenti sia su Fakir che su un altro uomo con la maglietta bianca con cui era venuto a contatto.

"C'è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in contatto con lui. A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e risolvere questa situazione", spiega il legale Gabriele Bordoni. 

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