La medicina moderna deve molto a figure rimaste per decenni ai margini della storia. Una di queste è Frederic Duran Jordà, giovane medico catalano che durante la Guerra civile spagnola trasformò le trasfusioni di sangue in un sistema organizzato, rapido e utilizzabile su vasta scala.
Le basi della medicina trasfusionale
Prima di allora, il percorso era stato lungo: solo nel 1901 Karl Landsteiner aveva chiarito l’esistenza dei gruppi sanguigni, spiegando perché alcune trasfusioni salvassero i pazienti mentre altre provocavano reazioni mortali. Con la Prima guerra mondiale, test di compatibilità e anticoagulanti resero poi la procedura sempre più sicura (c'è un sangue rarissimo trovato a sole 3 persone).
Il modello di Duran nella Guerra civile spagnola
Negli anni Trenta il medico sovietico Sergei Udin aveva già sperimentato la conservazione e il trasporto di sangue, ma fu Duran a costruire un modello capace di funzionare realmente nelle condizioni estreme di un conflitto moderno. Dopo il colpo di Stato del 1936 guidato da Francisco Franco, il sistema sanitario di Barcellona dovette essere riorganizzato in fretta. Duran lanciò appelli radiofonici alla popolazione e raccolse migliaia di volontari: nel 1937 disponeva di circa 3.000 donatori registrati.
Il suo laboratorio raccoglieva, controllava e conservava il sangue, che veniva miscelato con citrato di sodio per impedirne la coagulazione e trasportato in speciali bottiglie refrigerate. Durante la battaglia di Brunete, una delle più sanguinose del conflitto, il sangue partiva da Barcellona e raggiungeva ospedali situati a quasi 640 chilometri di distanza. L'innovazione era però il dispositivo “auto-iniettabile”: un kit già pronto che poteva essere utilizzato anche da infermieri e personale non specializzato. Il sangue conservato diventava così realmente portatile e disponibile vicino al fronte.
Dall’esilio in Inghilterra all’eredità storica
Quando Franco vinse la guerra nel 1939, Duran fuggì in Inghilterra lasciando in Spagna moglie e figlia. Pubblicò il proprio metodo su The Lancet e contribuì indirettamente alla nascita del sistema britannico di raccolta del sangue, che nel 1940 contava oltre 113.000 donatori volontari. Eppure fu sospettato di simpatie comuniste, relegato a incarichi minori e morì nel 1957, a 51 anni.
Il suo nome fu oscurato sia dalla Spagna franchista sia, successivamente, dalla medicina sovietizzata dell’Europa orientale. Le sue idee, però, sopravvissero: durante la Seconda guerra mondiale contribuirono ai sistemi trasfusionali usati dal Blitz fino alla Normandia. Cosa accade in caso di trasfusione di sangue non compatibile col proprio gruppo sanguigno?
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