Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti si prepara a chiedere l’esumazione dei resti del militare della guerra di Corea sepolto nella Tomba del Milite Ignoto del Cimitero Nazionale di Arlington. L’operazione potrebbe mettere la parola fine a un lavoro portato avanti da anni dalla Defense POW/MIA Accounting Agency (DPAA), l’agenzia incaricata di localizzare e identificare i militari statunitensi dispersi o non identificati.
Il conflitto coreano - combattuto tra il 1950 al 1953 - rappresentò uno dei momenti più delicati della Guerra fredda e provocò profonde tensioni anche all’interno dei due schieramenti. La decisione nasce dai progressi compiuti negli ultimi anni nel campo dell’analisi del DNA: durante un webinar organizzato il 1° settembre, Kelly McKeague, direttrice della DPAA, ha spiegato che le nuove tecniche scientifiche potrebbero finalmente permettere di dare un nome a quei resti rimasti anonimi per oltre settant’anni.
«Presenteremo una petizione al Cimitero Nazionale di Arlington per l’esumazione dei resti dalla Tomba del Milite Ignoto, semplicemente perché è molto probabile che saremo in grado di identificare quell’ignoto» - ha dichiarato McKeague.
La ricerca dei quasi 7.400 dispersi
La DPAA sta lavorando per identificare i resti di quasi 900 militari non identificati della guerra di Corea sepolti nel Cimitero commemorativo nazionale del Pacifico, a Honolulu. Secondo McKeague, l’agenzia dispone oggi di campioni di DNA appartenenti ai familiari del 94% dei circa 7.400 militari americani che risultano ancora dispersi dalla guerra di Corea.
A rendere possibile il nuovo tentativo di identificazione sono soprattutto i progressi della genetica. Gli esperti della DPAA possono infatti utilizzare il DNA di familiari anche molto lontani, arrivando a ricostruire legami genetici che risalgono fino a quattro generazioni precedenti rispetto al militare scomparso.
Prima di procedere ad Arlington, però, dovrà essere completato il lavoro a Honolulu: la DPAA presenterà la richiesta ufficiale di esumazione all’esercito statunitense, che sovrintende al Cimitero Nazionale di Arlington, ma l’operazione non potrà iniziare finché non saranno state completate le esumazioni degli altri ignoti della guerra di Corea custoditi alle Hawaii.
Secondo Lance Pridemore, vicedirettore del Cimitero commemorativo nazionale del Pacifico, restano da esumare meno di 50 militari.
Il cimitero prevede di completare le operazioni entro la fine di novembre. I resti vengono quindi trasferiti alla DPAA nel corso di apposite cerimonie, organizzate con tutti gli onori.
Dal Pacifico ad Arlington
Ma la storia del Milite Ignoto della guerra di Corea ad Arlington è cominciata nel 1956, quando il Congresso stabilì che i resti di un militare americano non identificato caduto durante il conflitto dovessero essere sepolti accanto alla Tomba del Milite Ignoto, che all’epoca custodiva i resti di un militare sconosciuto della Prima guerra mondiale.
Due anni più tardi, nel 1958, i resti di un ignoto della guerra di Corea sepolto nel Cimitero commemorativo nazionale del Pacifico furono trasferiti a Washington. Le spoglie furono esposte al Campidoglio insieme a quelle di un militare ignoto della Seconda guerra mondiale. Successivamente, entrambi furono trasportati ad Arlington su un carro funebre per le esequie officiate dal presidente Dwight Eisenhower.
Ora, a distanza di quasi settant’anni, quei resti potrebbero essere sottoposti a nuovi esami scientifici.
Il precedente del militare ignoto del Vietnam
Non sarebbe la prima volta che un militare sepolto nella Tomba del Milite Ignoto viene riesumato per essere identificato.
Nel 1984 furono sepolti ad Arlington i resti del militare ignoto della guerra del Vietnam: quattordici anni più tardi, nel 1998, le spoglie furono riesumate e sottoposte ad analisi genetiche. Gli esami permisero di identificarle come quelle del Primo Tenente dell’Aeronautica statunitense Michael Blassie. Dopo l’identificazione, i resti di Blassie furono nuovamente sepolti nel Jefferson Barracks National.
La guerra di Corea
La guerra di Corea, conosciuta nella Corea del Nord letteralmente come «Guerra di liberazione della patria», e nella Corea del Sud come «Guerra coreana», fu combattuta nella penisola coreana dal 1950 al 1953. Il conflitto rappresentò una delle fasi più acute della Guerra fredda, arrivando a far temere un’estensione dello scontro su scala globale e persino un possibile ricorso alle armi nucleari.
La guerra ebbe inizio nel 1950 con l’invasione della Corea del Sud, alleata degli Stati Uniti, da parte dell’esercito comunista della Corea del Nord. L’attacco provocò una rapida risposta delle Nazioni Unite: su mandato del Consiglio di sicurezza dell’ONU, gli Stati Uniti, affiancati da altri 17 Paesi, intervennero militarmente nella penisola con l’obiettivo di fermare l’avanzata delle forze nordcoreane.
Dopo le iniziali difficoltà, le forze statunitensi, guidate dal generale Douglas MacArthur, riuscirono a respingere l’invasione e avanzarono verso nord, arrivando a occupare gran parte della Corea del Nord. Fu allora che la Cina comunista entrò nel conflitto, senza una formale dichiarazione di guerra e inviando le proprie truppe come formazioni di «volontari». Anche l’Unione Sovietica intervenne indirettamente e in modo segreto, mettendo a disposizione moderni reparti aerei che contribuirono a contrastare l’aviazione delle forze avversarie.
L’ingresso della Cina cambiò nuovamente l’andamento della guerra: colte di sorpresa, le truppe delle Nazioni Unite furono costrette a ripiegare fino alla linea Suwon-Wonju-Samcheok, situata circa 80 chilometri a sud del confine iniziale tra le due Coree.
Successivamente, tuttavia, la coalizione dell’ONU tornò all’offensiva e riconquistò terreno, riuscendo anche a riprendere Seul. La capitale sudcoreana passò più volte di mano e fu conquistata complessivamente quattro volte nel corso del conflitto.
La guerra finì quindi per stabilizzarsi attorno al 38º parallelo: qui, per altri due anni, si susseguirono battaglie di posizione caratterizzate da pesanti combattimenti e ingenti perdite. La situazione rimase sostanzialmente invariata fino all’armistizio di Panmunjeom, che pose fine alle ostilità e consolidò la divisione della penisola coreana.
Il conflitto rappresentò inoltre uno dei momenti più delicati della Guerra fredda e provocò profonde tensioni anche all’interno dei due schieramenti. Cina e Unione Sovietica entrarono progressivamente in contrasto, entrambe interessate a esercitare una maggiore influenza sul mondo comunista.
Negli Stati Uniti, invece, i contrasti politici e militari raggiunsero il loro punto più alto nel rapporto tra il presidente Harry Truman e il generale Douglas MacArthur. Truman arrivò a destituire MacArthur a causa delle sue posizioni considerate eccessivamente bellicose e dei suoi propositi di ricorrere all’uso di bombe atomiche contro obiettivi in territorio cinese e coreano.
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