Alciato difende l’amico Infantino e attacca la Gazzetta. La replica di Ricci

2026/07/21

Categories: world-news

“Per loro l’obiettività vale tre biglietti”: Alciato difende l’amico Infantino e attacca la Gazzetta. Ricci replica: “Mente. Prova piacere nel lasciar fuori 3 colleghi?”

Non si è ancora chiusa la polemica per il negato accredito a tre giornalisti della Gazzetta dello Sport per la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina, giocata al MetLife Stadium domenica sera. Oggi è andato all’attacco Alessandro Alciato, noto giornalista con un passato a Sky e oggi free lance (segue la Champions per Amazon Prime): “Meno male che non sono andati in overbooking su un volo. Altrimenti tentavano di abbattere un aereo“, ha scritto in un primo post su X. Poi ha aggiunto: “Sto parlando della Gazzetta dello Sport che, dopo aver preteso 5 biglietti per la finale del Mondiale e averne ottenuti 2, ha iniziato ad attaccare frontalmente la FIFA e il suo presidente. Per loro l’obiettività vale 3 biglietti allo stadio“. Alciato oggi si occupa dei rapporti di Gianni Infantino con la stampa italiana, ma ha anche curato e firmato l’ultima biografia del presidente della FIFA, un libro autocelebrativo dal titolo “Forward“.

La vicenda è nota: la Gazzetta, in particolare il corrispondente da Madrid Filippo Maria Ricci ha denunciato nel giorno della finale come la FIFA avesse improvvisamente revocato il suo accredito per la tribuna stampa, compreso quello di altri due colleghi: “Questa mattina avevo il biglietto per la finale, l’accesso alla mixed zone e il parcheggio; poche ore dopo mi è stato tolto tutto“, ha spiegato Ricci. Che oggi ha subito risposto a tono alle accuse di Alciato, sempre su X: “Ecco il biografo di Infantino e l’addetto stampa della FIFA che mente. Gazzetta ha chiesto e OTTENUTO 5 biglietti, più 2 zone miste, 2 conferenze stampa e un parcheggio. Un paio di commenti: 1. È un ‘collega’. 2. Provano davvero piacere nel lasciare fuori 3 giornalisti impedendo loro di lavorare?”.

Il punto sottolineato da Ricci: secondo la ricostruzione della Gazzetta, il quotidiano aveva inizialmente ottenuto tutti i 5 accrediti richiesti, che solo in un secondo momento sono stati tagliati adducendo come motivazione la scarsa disponibilità di posti in tribuna stampa. Ad altri quotidiani però non è stato riservato lo stesso trattamento. Inoltre, è vero che la Gazzetta dello Sport – lo dimostra l’editoriale pungente del direttore Stefano Barigelli – ha improvvisamente cambiato linea sul presidente della FIFA, Gianni Infantino. A inizio Mondiale la rosea aveva perfino ospitato un suo intervento firmato, ora invece sostiene che “va fermato” (titolo in prima pagina di oggi). Il cambio di linea però è avvenuto prima della finale.

Il sospetto di molti lettori e addetti ai lavori, seppure ovviamente tutto da dimostrare, è infatti che la FIFA abbia voluto “punire” il quotidiano per le sue critiche all’organizzazione soprattutto negli ultimi giorni della manifestazione. L’ipotesi della ritorsione è alimentata anche dagli ultimi articoli scritti proprio da Ricci, in cui sono presenti critiche all’organizzazione dei Mondiali e ai tanti problemi che hanno caratterizzato le ultime settimane. Problemi che ad esempio Il Fatto Quotidiano aveva denunciato fin dal principio, senza remore o timori.

Proprio in un suo articolo, Ricci aveva tirato in ballo anche Alciato, ricordando appunto che il collega giornalista è il “biografo di Infantino”, a cui il capo della FIFA ha affidato la redazione del libro uscito da qualche mese per celebrare il decennale da presidente: “Forward – The Revolution of Football: The First 10 Years of Gianni Infantino at FIFA”. Proprio all’inizio dei Mondiali, su Rivista Undici è uscita un’intervista di Alciato a Infantino dal titolo: “Gianni Infantino: il Mondiale a 48 squadre, la nuova FIFA, un calcio nuovo e democratico“. Non male per quello che è stato il Mondiale in cui l’autoritarismo dei nuovi potenti ha definitivamente fatto breccia nel calcio: vedasi il caso Balogun, ma non solo.

>> Home