A Rozzano il caso ronde, a Sesto l’arrivo dei City Guardians, istituiti dalla stessa amministrazione. La stessa che, per tre...

L’assessore comunale alla Sicurezza Luca Nisco e il sindaco di Sesto Roberto Di Stefano

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A Rozzano il caso ronde, a Sesto l’arrivo dei City Guardians, istituiti dalla stessa amministrazione. La stessa che, per tre anni, ha negato che ci fossero problemi di sicurezza oltre la "normale" soglia di tolleranza. A meno di una settimana dall’avvio della zona rossa, concessa dalla Prefettura per il Rondò, il sindaco Roberto Di Stefano ha annunciato il nuovo "presidio civico".
"Come Giunta abbiamo approvato le linee guida per l’istituzione di un team di volontari, formati e coordinati dalla polizia locale per una città più sicura e vivibile. Saranno presenti nelle piazze, nelle aree verdi e nei luoghi più frequentati: più la città è presidiata, più si toglie spazio ai delinquenti".
Insomma, il Comune ci riprova. Dopo i patti di collaborazione con l’Anc e le gev per sorvegliare i giardini e fornire al comando segnalazioni qualificate. Dopo i security point mai davvero riattivati. Dopo il controllo di vicinato, lanciato nel 2018 con tanto di cartelli ancora oggi sparsi per i quartieri. Dopo l’annuncio di tavoli di lavoro tra ghisa e comitati. Come in tutti gli altri casi, questi “guardiani della città“ dovranno dare "ascolto e orientamento a chi segnalano una situazione di disagio, con attivazione dei servizi competenti" e inviare "comunicazioni tempestive e qualificate alla centrale operativa della polizia locale in caso di criticità e degrado urbano".
Una quindicina d’anni fa, alla Rondinella, spuntarono le prime ronde. Fu un gruppo di giovani a organizzarle: "passeggiate serali e notturne", con tanto di spray urticante portato dietro, a cui si unì anche l’allora presidente di circoscrizione della Lega. Durarono poco e la polizia di Stato fu costretta a seguirli, facendogli da "scorta". Oggi le ronde diventano istituzionali, anche se Di Stefano smentisce. "Nessuna improvvisazione: i volontari non opereranno da soli, senza sicurezza e senza formazione: seguiranno un corso obbligatorio di almeno 40 ore. L’equazione è semplice: i cittadini osservano e segnalano, le forze dell’ordine intervengono".
Laura Lana
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